M2 Atelier: la nostra casa nel Chianti

Una proprietà di antiche origini circondata da giardini, ulivi e piante della vegetazione tipica delle colline toscane: è la casa vacanze nel Chianti degli architetti Marijana Radovic e Marco Bonelli, soci fondatori dello studio M2 Atelier

Rinomato studio di architettura Milano che ha al suo attivo innumerevoli realizzazioni di case, residenze e spazi contract di prestigio, M2 Atelier si identifica con i due architetti Marijana Radovic e Marco Bonelli, soci fondatori e coppia anche nella vita. Nell'intervista, ci hanno raccontato la storia della loro splendida casa vacanze nel Chianti, in Toscana, che hanno completamente ristrutturato a partire da antiche unità rurali e militari che sono state accorpate tra loro.

Gli architetti Marijana Radovic e Marco Bonelli - Foto: Giovanni Malgarini

La magnifica residenza, pensata per la famiglia e per i frequenti e numerosi ospiti, è anche un pregevole esempio di restauro attuato nel rispetto dell'ambiente e delle tradizioni. "La nostra casa di vacanza in Toscana,nel cuore del Chianti, a Gaiole, è in un’area dalle straordinarie caratteristiche naturali, tra prati verdi, boschi e uliveti. Prima era un insieme disomogeneo di piccoli fabbricati, alcuni in cattivo stato di conservazione, che abbiamo trasformato in una struttura residenziale unitaria valorizzando l’essenza del luogo e interpretando la nostra esigenza di un habitat contemporaneo", ci hanno spiegato i due architetti.

All’interno della casa l’atmosfera è accogliente e le soluzioni d’interior confortevoli e ricche di fascino. Annessa al soggiorno principale, la cucina corrisponde ad un locale aperto sul living e, come tutte le zone giorno della casa, possiede anche un accesso diretto al giardino antistante.

La cucina comunicante con il living, arredata con mobili su misura

"Il genius loci è stato preservato ed esaltato dal progetto di ristrutturazione del complesso architettonico costituito da edifici con funzioni militari e religiose. Tra questi spicca l’antica torre di avvistamento che risale circa all’anno mille e che è la sola superstite di un più ampio sistema di torri difensive dell’area. Oggi la torre è l’unico volume a se stante della casa e al terzo livello ospita una camera da letto  con una sconfinata vista sulle colline. Completavano il piccolo borgo - che abbiamo acquisito nella sua interezza - una chiesetta di fine ‘600 con sagrestia, la casa del parroco e alcuni ricoveri per animali".

Nata quindi dall’unione delle piccole unità, la residenza di vacanze nel Chianti dei due architetti ha ora un impianto planimetrico di circa 300 mq e ospita il living, la cucina, i bagni e sette camere da letto. "Quattro di queste camere sono ubicate nella struttura principale, una è nella torre e due nella guest house costruita ex novo e completamente ipogea su tre lati, con vetrate prospicenti la vicina fortificazione medioevale di Lecchi in Chianti e di Castello di Tornano".

CONSERVAZIONE E SOSTENIBILITA'

L’accurata ristrutturazione, fondata sulla conservazione e sul rispetto delle preesistenze e sull’adozione di materiali e di tecniche di recupero, fanno di questa casa non solo una dimora straordinaria, ma anche un esempio di architettura sostenibile. "L’acqua della casa proviene pescata da un pozzo artesiano realizzato sul retro della casa", dicono i progettisti. "Abbiamo impiegato i materiali della tradizione valorizzandoli attraverso il confronto con materie provenienti da territori lontani e integrandoli a superfici e toni che impreziosiscono l’insieme in un dialogo costante tra vecchio e nuovo, tra natura e artificio, tra rustico e sofisticato.

"Sono stati mantenuti anche i caratteri tipici dell’architettura locale, come i muri in pietra di forte spessore  - di quasi due metri - che fungevano da sistemi difensivi, e preservato la copertura a falde con struttura legno di castagno e tavelle in cotto fatto a mano lasciate a vista. Nel corso del tempo abbiamo individuato elementi d’arredo di recupero da mercatini della zona".

IL CENTRO DELLA CONVIVIALITA'

La cucina arredata su misura

Punto focale della casa è lo spazio living con la cucina aperta sulla zona camino/relax, da una parte, e sul giardino dall'altra. Materiali neutri e autentici definiscono l'arredo creato su misura e l’intero spazio della cucina: "Per l’arredo della cucina, abbiamo scelto ante in rovere sabbiato spazzolato e un piano di lavoro in cemento armato rivestito in resina, mentre lo schienale è un’unica lastra in gres di Laminam. Abbiamo evitato il  frigorifero verticale privilegiando elettrodomestici sottopiano e soddisfacendo comunque le esigenze di una casa di vacanza che ospita contemporaneamente diverse persone". Segna un labile confine tra cucina e living il tavolo di recupero in appoggio al top a U, un pezzo unico realizzato in legno con un piano in sky e abbinato alle sedie anni ‘30, restaurate con finitura sabbiata, rivisitate e rivestite con tessuti artistici firmati Draga&Aurel, amici dei due architetti.

Il top in cemento a nastro definisce uno spazio raccolto. In fondo, il divano del living

Dalla portafinestra della cucina si scorge subito il piano di lavoro in cemento a nastro finito in resina, che si sviluppa a sbalzo e che consente al tavolo da pranzo di collocarsi al di sotto di esso a seconda delle necessità. Le travi antiche del soffitto del locale sono realizzate in castagno e con materiali originali di recupero; il pavimento è realizzato in mattoncini fatti a mano.

Sedie vintage e zona dispensa con frontali n rovere e in vetro retinato

Di fronte alla cucina si apre il living con il camino e la zona relax. La panca a nastro realizzata come il top della cucina, in cemento rivestito in resina, caratterizza lo spazio giorno. Correndo attorno al perimetro del locale, la panca funge da piano sotto al camino e poi prosegue diventando supporto per le sedute e mensola.

La zona camino nel living comunicante con la cucina

"Questa casa è sempre piena di ospiti, ci piace cucinare mantenendo il contatto visivo con tutti e rendendo quindi ogni momento informale e condiviso. La cucina è spesso luogo di sperimentazioni culinarie a cui, nostro malgrado, è difficile dedicarci durante la vita in città".