Massimo Iosa Ghini, trasformare la complessità del quotidiano

Per l'architetto Massimo Iosa Ghini la cultura di progetto sta nell’entrare nella complessità della vita reale e restituirla in una forma più chiara, possibilmente migliore

"Fare cultura di progetto vuol dire pensare alle conseguenze delle nostre azioni sulla materia e sulla vita delle persone; l’idea stessa di design, per me, è la capacità di anticipare gli effetti di ciò che immettiamo nel mondo. Ma vuol dire anche rifiutare l’idea che il design possa giustificarsi da solo; scendere nel quotidiano, e da lì risalire; osservare, comprendere, assimilare, elaborare ed esprimere", afferma l'architetto Massimo Iosa Ghini, progettista a 360°, innovatore e visionario, architetto e designer con un percorso ultra-trentennale. Ambasciatore del Design Italiano nel mondo e del Red Dot Network, l’architetto Iosa Ghini sviluppa progetti di architettura, d’interni, di design e sistemi di trasporto insieme al suo Studio Iosa Ghini Associati, con sedi a Bologna e a Milano. Nel 2026 ha progettato le cucine Virgola per Aran Cucine e Italiana per Febal Casa". Col tempo ho compreso che il quotidiano non è il limite del progetto, ma la sua materia più preziosa. Sono le persone a dare senso al nostro lavoro. La cultura di progetto sta nell’entrare nella complessità della vita reale e restituirla in una forma più chiara, consapevole e possibilmente migliore, mai nella scorciatoia".

Virgola di Aran Cucine: la linea continua della penisola curva unisce zona operativa e snack integrato

Centro di elaborazione di Iosa Ghini è il suo Studio, un vero hub capace di valorizzare l’eredità dei maestri del design e interpretare contaminazioni da culture altre. "Nello Studio, architettura, design, tecnologia, cultura materiale e modi di vivere si incontrano e si contaminano reciprocamente; lavoriamo cercando unequilibrio fra la tradizione e una modernità che assume sempre più una dimensione globale. L’obiettivo non è semplicemente progettare oggetti o edifici, ma costruire relazioni significative tra persone, luoghi e attività umane. I maestri del design ci hanno lasciato un metodo, una cultura del progetto e un forte senso di responsabilità che si attualizzano continuamente. Nel futuro del nostro lavoro ci sarà, da un lato, una sofisticata integrazione tra dimensione fisica e digitale, tra materia e informazione, tra oggetto e interfaccia. Dall’altro resta centrale una delle ragioni fondative del design italiano:innovare attraverso la creatività. Il design italiano è la storia di una straordinaria capacità di trasformare condizioni di scarsità in opportunità progettuali, generando valore culturale, qualità e desiderabilità".

La monorotaia sopraelevata di 5 km People Mover_ Marconi Express, a Bologna, collega Aeroporto e Stazione FS. Lo Studio Iosa Ghini Associati ha firmato il progetto di stazioni, ponte e percorso

Nell’ambito del progetto in senso globale, occupa un posto di rilievo “The skill of creativity”, che Iosa Ghini definisce come "la capacità di cercare l’inatteso senza farsi travolgere. La vera competenza non sta solo nel trovare l’idea, ma nel riconoscerla e trasformarla in progetto. La creatività non sta più nell’aggiungere complessità, ma nel costruire connessioni significative tra tecnologia e cultura, innovazione e memoria, funzione ed emozione".

Il Ferrari Factory Store, progettato da Iosa GHini Associati nel 2009, connotato dalla galleria vetrata con facciata curva e senza montanti, ispirata ai box di Formula 1

Guardando avanti, al futuro del progetto cucina, Iosa Ghini fa una premessa: "l’amato Franco Battiato nel 1981 scriveva: cerco un centro di gravità permanente. Oggi la sfida è invece costruire un equilibrio dinamico. La cucina è uno spazio in cui convergono innovazione tecnologica, sostenibilità, socialità e benessere: nei prossimi anni, la sfida progettuale anni sta quindi nel trovare un equilibrio credibile tra questi elementi, capace di accogliere il cambiamento, integrare nuovi comportamenti e tecnologie senza perdere senso di familiarità, identità e appartenenza".

Frame di Snaidero, disegnata da Massimo Iosa Ghini, qui finita in laccato micalizzato nero

Tra i valori che connotano una cucina ben progettata vi è "la riconoscibilità delle funzioni», afferma. «Oggi riemergono la credenza, la piattaia, la madia che si proiettano nel presente. Un buon prodotto unisce la nostra tradizione costruttiva e artigianale con la modernità. Poi c’è la responsabilità: un buon prodotto deve fare i conti con la scarsità di risorse e la sostenibilità. Un oggetto ben disegnato, in fondo, ha pensato in anticipo alle proprie conseguenze".