Architetto e designer con un percorso ultra trentennale, oltre cheAmbasciatore del Design Italiano nel mondo e del Red Dot Network, Massimo Iosa Ghini è uno dei più illustri esponenti del mondo del progetto in Italia e a livello internazionale; il suo studio, Iosa Ghini Associati - con sedi a Bologna e a Milano - sviluppa progetti di architettura, d’interni, di design e sistemi di trasporto. Iosa Ghini è noto fin dai suoi esordi per aver fatto parte dei movimenti di avanguardia di Memphis e del Bolidismo di cui è stato fondatore (1986), risposta dinamica alle storiche correnti del design postmoderno italiano; le linee fluide e aerodinamiche del suo nucleo teorico - fondato sulla velocità come tema dominante della realtà contemporanea - contraddistinguono da sempre il suo tratto progettuale sia nell'ambito dell'architettura sia del design. In quest'ultimo settore, il primo progetto cucina che riflette appieno il pensiero progettuale di Iosa Ghini è la storica Americana di Giemmegi, disegnata nel 1992, ovvero la prima cucina italiana dalle forme fluide.

In quegli anni Iosa Ghini scelse Americana proprio per arredare il suo appartamento realizzando una composizione elementi vivaci, finiti in laminato con bordi in alluminio curvato, un profilo che ricorda le forme degli aeroplani; elementi come il bancone per la colazione rialzato e la porta scorrevole curva creano una sensazione di movimento. La cucina realizzata da Massimo Iosa-Ghini con per la sua casa, esprimeva quindi la sua idea di un design non statico, ma espressivo, ricco di movimento e altamente funzionale, frutto di un pensiero sempre attivo e concreto.
Riguardo l'architettura, i concetti di fluidità ed ergonomia sono espressi nel progetto d'interni - compresi aree comuni e Sky SPA - della torre residenziale di 64 piani Brickell Flatiron, a Miami, in cui spicca una la maestosa hall della reception con parete scultorea rivestita con doghe di legno convesse, dall’eleganza organica.
Cucine dallo stile equilibrato e assolutamente personale
Nel design di Massimo Iosa Ghini, le linee e le forme curve applicate ai progetti cucina rappresentano una firma stilistica inconfondibile. Nei suoi diversi progetti cucina sviluppati nel corso degli anni, la rigidità degli spigoli è superata per abbracciare un'estetica organica e avvolgente. Nel 1999 Massimo Iosa Ghini, in tempi non sospetti, disegna per Snaidero cucina Gioconda, vessillo di una nuova classicità senza tempo, con ante definite da cornici dalle linee sagomate e leggermente curvate; la loro nitidezza e pulizia formale è data dallo speciale rivestimento in materiale polimerico continuo. Con Gioconda, Iosa Ghini lanciò il New Classic in cucina, mood stilistico che ha precorso i tempi validi ancora oggi.

"Un sistema d’arredo come la cucina è dispositivo complesso, che deve incorporare sostenibilità, qualità, tecnologia. Oggi c’è un ritorno, quasi una necessità, verso sistemi più stratificati, che esprimano identità. Per la produzione italiana, è un passaggio cruciale; oltre che nella tecnica, il valore del prodotto sta nell’impatto visivo, nella riconoscibilità e nella sua attrattiva. La decorazione, intesa come costruzione di senso, torna ad avere un ruolo", prosegue Iosa Ghini."Il mondo dell’arredo, e in particolare quello della cucina, sta vivendo una trasformazione molto profonda. I sistemi produttivi nati nel Novecento, pensati per la serialità e la standardizzazione, stanno evolvendo verso modelli molto più flessibili, sartoriali e adattivi. L’intelligenza artificiale, la robotica e i sistemi di produzione avanzata consentiranno sempre di più di realizzare prodotti non semplicemente “in serie”, ma capaci di adattarsi al contesto, allo spazio e alla persona. Questo cambiamento tecnico produce inevitabilmente anche un cambiamento linguistico ed estetico".
"La cultura dell’angolo retto, del volume rigido e del razionalismo inteso come ripetizione geometrica lascia progressivamente spazio a sistemi più fluidi, più organici, più ergonomici e più vicini ai comportamenti naturali dell’uomo", afferma Iosa Ghini. "Si passa quindi da un’estetica scatolare e meccanica a un’estetica più morbida, naturale e relazionale, dove il comfort, il movimento del corpo e la qualità dell’esperienza diventano centrali nel progetto","A questo si aggiunge un altro aspetto fondamentale: una produzione meno massificata e più intelligente permette di dosare con grande precisione materiali, energia e componenti, riducendo sprechi e sovrapproduzione. La possibilità di generare oggetti quasi “per specie” e non più per grandi serie standardizzate rende il sistema produttivo molto più coerente con i principi dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale, introducendo una logica produttiva capace di adattarsi continuamente alle reali necessità dell’uomo e del contesto".

Al di là dei trend, i lavori dell’architetto si identificano per uno stile assolutamente personale, che non ha timore di forme audaci o dettagli pregiati. "Credo che uno stile personale nasca dalla coerenza e da una visione che non si piega alle semplificazioni; non ho mai sentito la necessità di rifugiarmi in un linguaggio neutro o rassicurante. Riguardo la cucina, si tratta di uno spazio emotivo ed è naturale che esprima carattere, anche attraverso forme audaci e finiture non convenzionali. In tal senso, l’avvicinamento a un gusto più decorativo non è nostalgico o superficiale. Non si tratta di ornamenti, ma di stratificazione consapevole per restituire presenza all’oggetto, sottraendolo alla bidimensionalità astratta". Oltre alla cucina Gioconda, nella sua lunga collaborazione con Snaidero Cucine Iosa Ghini ha esplorato il filone "classico contemporaneo" o "neo-chic" progettando modelli come Frame(vincitore del Good Design Award) e Heritage, che si sono comunque contraddistinti per le proporzioni armoniche e un utilizzo sapiente di elementi curvi ed eleganti profili sagomati che mitigano il rigore degli schemi tradizionali ad anta telaio.

Quest'anno, durante la MDW 2026, Iosa Ghini presenta un nuovo progetto, creato per Aran Cucine: è la cucina Virgola, architettura domestica fluida incentrata sull'individuo che sostituisce le geometrie tradizionali con una linea sinuosa continua, simile a una virgola calligrafica, e un piano di lavoro privo di giunzioni a vista. Il suo nome, Virgola, evoca una pausa fluida nel design della stanza individuando un da un blocco non più statico, ma aun organismo dinamico che segue i movimenti del corpo. Fulcro della composizione è la penisola curva che unisce la zona operativa ad uno snack integrato, pensata per enfatizzare la convivialità. Il sistema include un modulo curvo brevettato da Aran Cucine concepito proprio per ottimizzare i flussi di lavoro, riducendo gli ingombri fisici superflui.




