SICAM guarda al mondo

Dal 20 al 23 ottobre Pordenone accoglie 700 espositori da tutto il mondo.La manifestazione rafforza la vocazione internazionale con nuovi mercati, partnership e momenti di confronto

Il quartiere fieristico di Pordenone è pronto ad accogliere SICAM 2026, il Salone Internazionale Componenti, Semilavorati e Accessori per l’Industria del Mobile, in programma dal 20 al 23 ottobre. Sono 700 gli espositori presenti, con una quota del 32% proveniente dall’estero, distribuiti su 20mila metri quadrati netti di superficie espositiva, completamente occupati. Numeri che confermano il ruolo della manifestazione come punto di incontro per la filiera internazionale dell’arredo e che trovano riscontro nelle pre-registrazioni dei visitatori attesi da diversi Paesi. A caratterizzare questa edizione è soprattutto la volontà di rafforzare le relazioni con nuovi mercati e di trasformare la fiera in un luogo capace di favorire incontri, scambi e nuove opportunità di business. Una direzione sostenuta anche dalla rinnovata collaborazione con ITA, che porterà a Pordenone una delegazione di imprenditori, buyer, architetti e interior designer da Angola, Canada, Indonesia, Messico, Stati Uniti, Sud Africa e Vietnam.

Nuove rotte per la filiera dell’arredo

L’apertura internazionale di SICAM guarda anche a mercati emergenti e aree geografiche con interessanti prospettive per il settore. Un esempio è l’accordo siglato con la Economic Assembly of Uzbekistan, organismo impegnato nella promozione dell’economia del Paese, che consentirà a una delegazione di imprenditori uzbeki dell’arredo di incontrare gli espositori. Un’altra direttrice porta verso l’Asia-Pacifico, grazie alla collaborazione con FIND Design Fair Asia, manifestazione in programma a Bangkok a novembre. L’obiettivo è creare nuove connessioni tra operatori e mercati e intercettare già a Pordenone i primi segnali di possibili sviluppi commerciali. La vocazione internazionale si intreccia così con quella più concreta della manifestazione: mettere attorno allo stesso tavolo aziende, progettisti e operatori per individuare soluzioni e opportunità in una fase in cui la filiera dell’arredo è chiamata a confrontarsi con scenari in continua evoluzione.

Il confronto entra in fiera

Accanto all’attività espositiva, SICAM 2026 propone un calendario di incontri dedicati ai temi che stanno trasformando il mondo del mobile e dell’interior design. Si parte il 20 ottobre con il Kyiv International Furniture Summit, dedicato al ruolo del design e dell’industria dell’arredo nei processi di ricostruzione dell’Ucraina, nell’ambito del progetto “Ukraine: Rebuild Green 2030”. Il 21 ottobre sarà invece dedicato a due mercati strategici: il Vietnam, con un seminario organizzato dalla Camera di Commercio Italiana in Vietnam sulle opportunità commerciali e di investimento, e gli Stati Uniti, con un incontro dedicato alle tendenze del mercato americano e alla presenza di operatori internazionali. Tra gli appuntamenti anche la presentazione del manuale dedicato al rivestimento di profili e pannelli nell’industria del mobile, realizzato da Federchimica Avisa e Catas.

Dalla formazione alle nuove idee

Il programma si completa con un confronto sul ruolo del progettista e con iniziative dedicate alla formazione. La tavola rotonda organizzata da Finiture Green, il 22 ottobre, partirà dalla domanda su cosa cerchi oggi il progettista dalle aziende della filiera, mettendo al centro materiali, componenti e soluzioni capaci di offrire identità e funzionalità oltre l’estetica. A chiudere la manifestazione sarà invece l’appuntamento con ADI Friuli Venezia Giulia, che prosegue il percorso di collaborazione tra formazione e industria avviato nelle precedenti edizioni. Saranno presentati i risultati dei progetti sviluppati dagli studenti a partire dalle sfide lanciate dalle aziende durante SICAM 2025 e verranno presentati nuovi temi di ricerca. In questo intreccio tra internazionalizzazione, innovazione, formazione e business si definisce la nuova edizione di SICAM, sempre più orientata a costruire relazioni oltre i confini e a interpretare le trasformazioni della filiera dell’arredo.