In una realtà dove le esigenze funzionali mutano sempre più velocemente, l’architetto deve ascoltare e osservare il mondo intorno a sé e mettere la creatività al servizio dei fruitori degli ambienti che progetta. Questo il pensiero che anima i progetti di Parisotto + Formenton & partners. Ne parla Aldo Parisotto: "È imprescindibile, oggi come ieri, progettare - ad ogni scala, dall’urbanistica agli interni - mettendo al centro del pensiero e dei segni le persone. Sono la vita vissuta, i movimenti, i comportamenti e le esperienze che plasmano gli spazi". Secondo questa visione "la competenza dell’architetto oggi più che mai travalica il perimetro ristretto della disciplina professionale: gli orizzonti si allargano e le prospettive abbracciano campi limitrofi, c’è contaminazione tra discipline e professionalità diverse".

I progetti dello studio rispecchiano esattamente questo pensiero: sono sempre il frutto di un lavoro di squadra "cross-disciplinare e trasversale", ma c’è di più: "Noi caldeggiamo le collaborazioni con colleghi e con altri studi, affiancando le competenze, condividendo pensieri, idee e visioni e superando gli ego individuali per l’obiettivo comune della qualità del progetto». Diretta conseguenza del modus operandi di Parisotto + Formenton & partners è l’attenzione al dettaglio come una condizione imprescindibile "in tutte le scale del progetto, dall’architettura agli interni, dagli arredi alla scelta degli intonaci, fino all’elemento più piccolo ma essenziale". Prosegue Aldo Parisotto: "Lavoriamo ponendo attenzione e cura nella ricerca di soluzioni che siano coerenti e ben armonizzate, cercando di far emergere in maniera positiva il rapporto tra architettura e contesto. L’approccio dei progettisti italiani è infatti fortemente caratterizzato in questo senso e si realizza nella passione e cura dei dettagli, nel pensiero progettuale prima e nella qualità dell’esecuzione poi".

Come sempre, la personalizzazione delle soluzioni comporta sfide progettuali e costruttive che devono essere gestite con un approccio che muove dal rispetto del contesto di riferimento, delle condizioni peculiari e delle persone che andranno a vivere gli spazi in modo che «ogni scelta, ogni segno, ogni materiale selezionato nasca dall’unicità del singolo progetto e sia coerente con esso» specificano gli architetti. "Il progetto per eccellenza", secondo Aldo Parisotto, è poi la casa. E aggiunge: «Le nostre case saranno sempre più accoglienti, tagliate su misura, concepite attorno agli abitanti con spazi vitali, tanta luce e aree outdoor anche in città. L’ibridazione tra gli spazi e tra i momenti del lavoro e quelli della vita privata delinea la necessità di case fluide, attrezzate per garantire a tutti i membri della famiglia, anche di generazioni diverse, ambienti per la privacy e la convivialità, il relax e la concentrazione". Il ruolo della cucina è centrale in questo processo. "È l’ambiente cardine intorno al quale si è mossa l’evoluzione degli spazi domestici e quello che più ha accolto i cambiamenti comportamentali: crediamo che sarà sempre il palcoscenico principale della casa perché l’accoglienza e la convivialità sono momenti fondamentali del nostro stile di vita e le parole chiave per raccontare la cucina di oggi e domani", concludono.



