È riconosciuto a livello internazionale come uno dei maestri del design Makio Hasuike, i cui progetti sono diventati veri cult. Dalle cucine ai mobili, dagli elettrodomestici fino ad agli accessori, come la celebre cartella Piuma, hanno la virtù di fondere, alla creatività, il rigore estetico e funzionale della cultura abitativa da cui proviene, il Giappone. "Non ho mai pensato a un mio stile e a come dovesse essere. Ma nei tanti progetti realizzati vedo una certa riconoscibilità e continuità, sia nel modo con cui sono stati affrontati sia per il risultato di equilibrio formale che riconosco", afferma Makio Hasuike, il cui percorso nel mondo del progetto di design ha inizio a Milano, nel 1968, dove fonda Makio Hasuike & Co., uno dei primi studi di industrial design in Italia, in cui dal 1999 lavora con la figlia Naomi. Nel 2016 riceve il Premio Compasso D’Oro alla carriera. Hasuike è inoltre membro del Comitato Fondatore del Master di Design Strategico del Politecnico di Milano e ha insegnato presso la Scuola del Design del Politecnico di Milano, Domus Academy e Istituto Raffles Milano.

I progetti di Hasuike hanno vinto innumerevoli premi internazionali. Dagli anni ’70 ad oggi, nell’ambito del settore cucina Hasuike ha sviluppato arredi, elettrodomestici, strumenti e complementi; per Aran Cucine ha disegnato Natura e Sipario. "Ricordo poi le pentole Ingegno 5 di Tefal o le posate Arte di Auerhahn".
"Se parliamo di elettrodomestici - continua Hasuike- ho dedicato molte energie perché impongono come requisiti funzionalità, sicurezza e altri parametri che richiedono razionalità; al contempo devono avere personalità. Questa esperienza complessa, durata anni, mi ha formato nel modo.di progettare». In un mondo subissato da prodotti ridondanti, Hasuike riesce invece a concepire progetti indispensabili e complessi, privi di decori superflui. "Nell’affrontare progetti complessi, la nostra sfida è supportare l’idea che un “oggetto” sia in primis piacevole. È così che abbiamo concepito, ad esempio, la gelateria rotante Tonda di IFI o le cargobikes LAMBROgio e LAMBROgino creati per RePower"
"In generale, obiettivo mio e del mio studio è avvicinare la materia alla persona, lo strumento al fruitore. Vogliamo trovare un equilibrio, non “esagerare” caricando troppo di segni". Un concetto fondamentale, il senso della misura per il designer, ben espressa dalla cucina Sipario di Aran Cucine, considerata un ideale di ordine e razionalità.

"Sipario è stata progettata immaginando un ambiente visivamente leggero e ampio. Grazie al sollevamento da terra dei volumi, l’ambiente appare luminoso e più allegro; in tal modo, è facilitato l’accesso ai mobili e la pulizia del pavimento. Per dare sensazione di facilità e accoglienza e “muoversi leggeri”, la parte tecnologica eccessivamente funzionale ed espressivamente dura (maniglie, manopole, luci, tasti…) è stata nascosta". Il modello si fonda su un concetto forte: la cucina considerata come luogo di rappresentazione “teatrale”, dove cuoco e commensali diventano entrambi protagonisti. "Lo spazio cucina, si sa, è l’ambiente centrale della casa, dove si fa un po’ di tutto e si vive insieme agli altri. Durante la preparazione, Sipario si apre, le attrezzature si presentano. Terminata l’attività, finisce lo spettacolo: si richiude e si nasconde tutto. Se, vivendo questo spazio con famiglia e amici ci si sente attori, allora posso dire che il progetto si è concluso felicemente".
Sipario si può completare con il tavolo Bis, modello dinamico con una mensola a ribalta che si solleva e si posiziona al di sopra del tavolo. «Isolare chi lavora in cucina è poco piacevole; partecipazione e condivisione sono condizioni fondamentali per il progetto. Il tavolo Bis, dedicato alla preparazione, può diventare tavolino dove prendere appunti o studiare. Qui i più giovani possono partecipare o imparare. Coinvolgere i giovani nei lavori dei grandi significa tramandare e arricchire la cultura alimentare".



