Ambiente Cucina n. 227

Anno 39, agosto - settembre

227Un'indagine ABI, l'associazione delle banche italiane, ha recentemente messo in luce come nei primi quattro mesi del 2015 le richieste di mutui siano aumentate considerevolmente rispetto all'analogo periodo 2014: 11.345 miliardi di euro contro i 7.309 precedenti. La dinamica positiva è sicuramente influenzata dalla riduzione dei tassi di interesse e dal rapporto tra il prezzo relativo degli immobili rispetto al reddito disponibile. Se parliamo invece di sentiment, il dato testimonia anche una ritrovata fiducia verso il futuro degli italiani e, ancora una volta, conferma la grande attenzione nei confronti della casa che caratterizza il nostro paese.

Un tema che anche la politica ha deciso di affrontare, proponendo una riduzione delle tasse sugli immobili a partire dal 2016, perché ritenute causa di un effetto recessivo e di un aumento dell'insicurezza delle famiglie. Una dichiarazione di intenti che può essere letta con molteplici sfumature, ma che se fosse veramente attuata potrebbe costituire una spinta a lanciare un settore vitale per far ripartire seriamente l'economia del paese. L'onda lunga, inevitabilmente, dovrebbe coinvolgere anche il mercato delle cucine che è stato molto penalizzato dalla crisi di questi anni. Si stima che dal 2009 abbia lasciato sul campo un terzo delle unità prodotte, recuperando solo in parte con la crescita dell'export, che nel 2014 ha rappresentato il 42,3% del fatturato. È il dato più alto fino ad oggi registrato, me sempre molto inferiore alla media dell'industria del settore. Lo ha sottolineato con efficacia Dario Di Vico, editorialista del Corriere della Sera: "Non finiremo di ringraziare le imprese che a colpi di export hanno salvato il pese, ma per far risalire il Pil c’è bisogno di muovere anche la domanda interna". Si torna così al tema della casa e della crescita a piccoli passi, come evidenziano i dati Istat che a giugno hanno rilevato un indice di fiducia dei consumatori di 110.8, il più alto degli ultimi 4 anni, e come conferma anche l'ultima ricerca KFA, Kitchen Furniture and Appliance che registra un moderato ottimismo dei punti vendita di cucine.

Intanto, le aziende che sono sopravvissute all'autentico tsunami che ha colpito il settore si sono ristrutturate, diversificate, hanno creato alleanze e, in alcuni casi virtuosi, sono state capaci di rafforzarsi coinvolgendo in modo importante la distribuzione e scommettendo insieme su nuovi progetti. E se lo sguardo lungo sui mercati esteri a maggiore sviluppo non deve mancare, l'Italia potrebbe - e può - tornare un paese in crescita. Per cogliere tutte le opportunità vale dunque la pena di investire sul mercato interno con rinnovata fiducia e magari diverse strategie.

La cucina, non dimentichiamolo, è sempre al centro della casa.

 

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