Super classico, super lusso

Lo stile classico, come tale, è sempre ‘di moda’.
Mai come ora, per lo meno nel settore dell’arredo e
della cucina. Una vera tendenza, quindi, che, come
un fiume sotterraneo, dopo aver attraversato il
‘mondo’ del design in cui affiorava sporadicamente,
ha saputo trovare una via d’uscita emergendo
con forza e travolgendo, senza distinzione, oggetti
e complementi, mobili e cucine. Ecco che le texture
splendono di bagliori metallici e si fanno preziose,
le linee si arricchiscono di volute, i volumi si saturano
di decori e fregi: in questo modo si rinnova lo
stile classico, che porta con sé un forte accento
luxury. La differenza, rispetto a qualche anno fa, è
però sostanziale: se prima gli arredi-memoria erano
una sorta di patchwork di elementi rubati alla
classicità, ora rispondono a progetti complessi e
fondati su un’approfondita ricerca di stile, che
mixa con eleganza design e ricerca storica, lavorazioni
artigianali e tecnologia industriale.
Il primo progettista che ha saputo portare lo stile
classico a ‘regime di design’ è stato Massimo Iosa
Ghini, (nella foto in alto) con Gioconda, realizzata da Snaidero.
«Per il progetto Gioconda sono partito dal mobile
rinascimentale, dalla struttura della credenza fiorentina
del ‘500» spiega l’architetto, che con
questo modello presentato nell’anno 2000
ha aperto la strada al New Classic, in equilibrio
tra contemporaneità e tradizione.
«Gioconda fonda il suo successo su una idea
di cucina ‘platonica’: è la rappresentazione
di come la maggior parte delle
persone immagina una cucina. Piace così
tanto perche la si riconosce».
Punta a una fascia di pubblico di alto livello anche
Absolute Classic, creata da Gianni Pareschi per
Scavolini, collezione di tre modelli fondata su un
concept solido. «Per questo sistema d’arredo, che
definirei un classico di classe, siamo partiti dall’architettura,
che secondo noi costituisce l’approccio
trasversale al progetto. E ci siamo domandati a
quale epoca potevamo riferirci. Dopo un lungo studio
abbiamo deciso che Absolute Classic si sarebbe
ispirata all’architettura civile di fine ‘700.
Absolute Classic è quindi un sistema costruito non
su una serie di dettagli messi insieme, ma secondo
una struttura base, che prende spunto da un preciso
periodo storico». Delineandosi sullo sfondo di
un’epoca architettonica filtrata da una profonda ricerca
di design, Absolute Classic, al contempo, impiega
colori e materiali di matrice contemporanea.
Ma non solo: per incontrare diversi stili di vita, si
declina in tre versioni: Grand Relais e Long Island,
con ante in rovere, che rimandano all’eleganza delle
proprietà di campagna, e Baccarat, definita da
frontali laccati lucidi, vetri molati e profili in ottone,
creata pensando alle sontuose residenze metropolitane.
Classico come sinonimo di lusso, dunque,
ma anche di progetto, di programma d’arredo ‘intelligente’,
capace di cogliere le sfumature di gusto
differenti anche all’interno della stessa area di stile.
Ne sono conferma altri progetti disegnati da architetti
come Gian Vittorio Plazzogna, che con English
Mood, di Minacciolo, ha saputo cogliere già
diversi anni fa il sentimento un po’ retrò che anima
lo spirito e il gusto d’arredo degli italiani. Sua anche
la nuova Elite, di Cesar, dove materiali e lavorazioni
pregiate abbracciano la contemporaneità.

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