Sottopensili Damiano Latini, una scelta che premia

I sistemi sottopensili Hang e Moove proposti da Damiano Latini sono un esempio di progettazione interessante per la loro flessibilità e ampia possibilità di personalizzazione. Ne parlano lo stesso Damiano Latini e il designer Andrea Federici, coautori dei due progetti pluripremiati

Il successo di Moove e di Hang, i sistemi per lo spazio sottopensile firmati da Damiano Latini, è stato sancito dagli innumerevoli premi internazionali, oltre che da un grande consenso da parte dei clienti.

Entrambi i sistemi sono stati progettati da Andrea Federici e il loro successo nasce sicuramente da quest'incontro di competenze, oltre che dalla capacità di visione dell'azienda che, come spiega nell'intervista il fondatore Damiano Latini, ha colto tempestivamente l'esigenza di proporre complementi flessibili e altamente personalizzabili.

Una visione strategica per la crescita aziendale

 

Damiano Latini
Damiano Latini, fondatore e AD dell'omonima azienda

Quando e come è nata la collaborazione con Andrea Federici? Quale era l’esigenza da cui siete partiti e quali gli obiettivi da raggiungere?


La nostra azienda fin dagli esordi si è caratterizzata per la produzione di sottopensili da cucina e strutture componibili multifunzionali e altamente personalizzabili. La tendenza a creare complementi d’arredo flessibili, adattabili a diversi ambienti e a diversi scopi ci ha condotto inevitabilmente a progettare elementi per la cucina sempre più caratterizzanti fino a diventare parte integrante della cucina stessa.

L’incontro con Andrea Federici e l’inizio della collaborazione si inserisce all’interno di questo processo di crescita dell’azienda. L’esperienza di Andrea nel progetto di cucine e il suo stile, uniti alle nostre competenze tecniche, ci hanno condotto a realizzare sistemi di accessori, quali l’Hang e il Moove, che si integrano completamente con la cucina diventandone una sua estensione. Entrambe le collezioni mantengono i tratti distintivi del brand Damiano Latini, sono completamente personalizzabili e adattabili alle dimensioni della cucina.

Ad esempio, nel caso di Moove i profili di alluminio ai quali si agganciano gli accessori, sono integrati con lo schienale della cucina scelto dal mobiliere o dal cliente finale, sono personalizzabili con una ampia varietà di accessori e su richiesta dotati di illuminazione LED.

Quanto è stato importante il confronto con un progettista esterno all’azienda?

La collaborazione con un progettista esterno mette in atto un’osmosi di sapere che arricchisce ambo le parti. Personalmente credo molto nello scambio di idee e nel confronto come catalizzatori di innovazione. Per queste ragioni, la Damiano Latini Srl ha sempre collaborato con designer italiani e stranieri. La creatività deve essere continuamente stimolata e il confronto con designer e progettisti esterni è fondamentale.

All’interno della nostra azienda abbiamo una grande conoscenza delle materie prime, della lavorazione dell’alluminio e dei processi produttivi, i collaboratori esterni, invece, portano la freschezza delle loro idee. Tuttavia, affinché si attivi una collaborazione di successo è necessario che ci sia affinità con il nostro brand e con i valori che caratterizzano l’azienda. La collaborazione con Andrea Federici ha esaltato i nostri valori aziendali, con la realizzazione di soluzioni innovative altamente personalizzabili e funzionali.

Hang è il primo sottopensile sospeso. Quali sono state le difficoltà tecniche che l’azienda ha dovuto affrontare per realizzarlo?

Hang è un sistema sottopensile all’apparenza molto semplice, dal design lineare e pulito, reso possibile dal grande lavoro di progettazione fatto. In effetti, questa apparente semplicità nasconde le molte sfide tecniche che abbiamo dovuto affrontare.

La prima difficoltà tecnica incontrata, è stata la necessità di realizzare un sistema di ancoraggio nuovo mai realizzato prima. Un sistema che consentisse di ancorare la struttura al pensile e nascondesse completamente la ferramenta, ma sufficientemente resistente da garantire la tenuta pari a un fissaggio a parete standard.

La seconda sfida, che abbiamo affrontato è stata quella di progettare un profilo minimal, dalle dimensioni ridotte ma che al suo interno potesse comprendere l’alloggio a scomparsa per la strip LED, il binario per l’aggancio degli accessori e il sistema di montaggio dei traversi a montanti.

Infine, terza e ultima sfida superata, l’integrazione di tutto il cablaggio elettrico compreso l’interruttore touch con il profilo della struttura.

Quali dei due sistemi ha suscitato un maggiore riscontro da parte dei vostri clienti?

È ancora presto per decretare quali dei due sistemi ha riscosso più successo, perché Moove è un prodotto nuovo appena lanciato sul mercato, mentre Hang è sicuramente tra i nostri sistemi sottopensili più venduti.

Tuttavia, i numerosi riconoscimenti internazionali ricevuti dalla collezione Moove, quali il Good Design Award, Archiproducts Design Award e New York Product Design Award, e l’interesse suscitato tra i nostri clienti, ci rende ottimisti e orgogliosi del lavoro svolto. Ulteriori conferme le riceveremo solo dopo Eurocucina, che sarà a tutti gli effetti la prima grande occasione per mostrare questo prodotto ai professionisti del settore.

State lavorando su nuovi progetti?

La collaborazione con Andrea Federici non termina qui, siamo legati da un rapporto di amicizia e da grande stima reciproca, per cui abbiamo uno scambio continuo di idee che prima o poi si trasformeranno in nuovi progetti.

Andrea Federici, il punto di vista del designer

Come ha spiegato bene Damiani Latini, il successo di un progetto nasce dall'incontro tra più menti e diversi saperi. Tanto più se si parla di cucina, un arredo complesso in cui ogni dettaglio influisce sulla riuscita del tutto. Ne è perfettamente consapevole il designer Andrea Federici la cui competenza nel settore è indiscutibile, come dimostra il suo ricco bagaglio professionale. A lui chiediamo di raccontarci il suo punto di vista e l'iter progettuale che lo ha portato a ideare Hang e Moove.

Andrea Federici, designer

Dalla progettazione di un arredo complesso come la cucina all’ideazione di sistemi che la compongono e la definiscono. Quanto è stata appassionante quest’ultima sfida?

L’identità di un nuovo modello di cucina al giorno d’oggi è rappresentata in buona parte dai suoi accessori ed elementi caratterizzanti. Lo stile minimal che identifica la cucina contemporanea lascia una relativa libertà di espressione ad ante e maniglie, e si basa invece in maniera crescente sull’abbinamento di accessori che conferiscano identità e riconoscibilità al prodotto. Portando con sé ovviamente anche delle features di carattere tecnico e funzionale.

Dedicandomi da diversi anni al progetto di cucine e alla ricerca dei loro possibili elementi di personalizzazione, ho ritrovato una grande libertà di espressione nella progettazione di accessori, è stata in un certo senso l’opportunità per adottare nuove modalità di approccio al progetto cucina.

E questo “scambio” di prospettive tra la progettazione del mobile e quella dell’accessorio mi ha portato sempre più spesso a dissolvere i confini tra i due approcci, a beneficio anche dei nuovi progetti di cucina, che intraprendo con maggiore consapevolezza ed esperienza grazie alle ulteriori conoscenze acquisite.

In entrambi i progetti c’è un’elevata possibilità di personalizzazione. Quanto è importante il ruolo del progettista nell’ideare un sistema flessibile ma allo stesso tempo gestibile industrialmente?

Accessori e complementi vengono principalmente pensati per il mondo dell’industria del mobile, quindi per un mercato alla ricerca di elementi differenzianti e caratterizzanti; è importante proporre dei prodotti che siano in grado di rappresentare un valido supporto alla personalizzazione di una cucina, senza però oltrepassarne i limiti conferendo cioè un’identità eccessivamente caratterizzata.

È necessario un segno equilibrato e discreto che possa assicurare personalità, rimanendo customizzabile in maniera che ogni produttore di cucine possa ulteriormente “progettare” l’accessorio e adeguarlo alle proprie necessità tecniche o estetiche.

Ad esempio nel caso di Moove la personalizzazione è fondamentale, è anzi una delle chiavi del progetto. I componenti principali sono quelli in alluminio, binari ed accessori quali mensole, taglieri, ecc; ma il progetto è concepito per la “collaborazione” di altri elementi come gli schienali e il rivestimento delle mensole, che rimangono però a discrezione del produttore di cucine il quale può decidere di personalizzarli utilizzando i propri materiali e le proprie finiture.

Inoltre trattandosi di un progetto “flessibile”, Moove è progettabile in infinite configurazioni che possono variare in base alla creatività del progettista, passando da schienale, a boiserie, a parete attrezzata per il living, facendo affidamento su una gamma estremamente ampia di elementi proposti da Damiano Latini.

Damiano Latini ha una proposta che comprende anche complementi di arredo. Potrebbe essere una prossima sfida?

La mia attività non è limitata alla sola progettazione di mobili o accessori per cucina, sono affascinato da molti altri ambiti e sempre più spesso mi trovo a confrontarmi anche con il mondo del complemento… con Damiano Latini potremmo già essere al lavoro su questo tema senza averlo ancora dichiarato!

Progettazione sostenibile: cosa significa per te e come si deve concretamente tradurre in un prodotto

L’attenzione al tema dell’ecosostenibilità è parte di ogni mio progetto. Fa parte del mio percorso di istruzione, nei primi anni duemila era un argomento ritenuto di fondamentale importanza nella formazione dei futuri progettisti. E al giorno d’oggi rappresenta uno dei primi requisiti richiesti dai miei committenti.
In ogni progetto realizzato con Damiano Latini utilizziamo sempre l’alluminio come materiale principale, un materiale leggero, resistente nel tempo, completamente riciclabile. Tutti i nostri progetti sono stati studiati utilizzando incastri e giunzioni meccaniche, non esistono incollaggi o saldature di elementi di diversa natura.

I prodotti sono quindi totalmente disassemblabili e riciclabili, nel rispetto delle norme del DFD (Design for Disassembly), uno dei principi centrali per la sostenibilità della progettazione, caratteristica che consente di reintrodurre facilmente questi prodotti nella catena del riciclo a fine vita.

Inoltre cerco di adottare una mia personale regola di “progettazione responsabile”, pensando prodotti le cui linee non siano troppo vincolate dalle mode del momento, con l’obiettivo di renderli durevoli nel tempo e non soggetti ad obsolescenza precoce. Più i prodotti sono longevi sul mercato, meno andranno ad alimentare un continuo mercato di sostituzione, rendendo più sostenibile l’utilizzo delle materie prime.