La cucina esce di casa

È un modo per stare in compagnia e godere dei benefici dello stare en plein air: cucinare all’aperto, un’attività che se per gli americani corrisponde ad un rito ed è praticata dalla stragrande maggioranza della popolazione, in Italia sta diventando un’usanza solo da qualche anno. Lo dicono i dati generali del mercato dell’arredo per esterno, uno dei pochi settori in crescita in tutto il mondo. In particolare, la ricerca svolta da SUN (Salone Internazionale dell’Esterno, che si svolge annualmente a Rimini) condotta in dieci Paesi europei (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Olanda, Svizzera, Spagna, Inghilterra), evidenzia come negli ultimi anni il mercato dell’outdoor in Europa sia in netta crescita. È così che dal 2005 al 2007 la produzione globale europea è passata da 1.326 mio E a 1.413 mio E, e i consumi si attestano attorno ad un volume pari a 1.666 mio E, ovvero ad 80 mio in più ripetto al 2005. Le buone notizie riguardano anche l’Italia, con un mercato in espansione.
I dati economici 2007 pongono infatti l’Italia al terzo posto della classifica dei Paesi europei produttori di attrezzature e arredamenti per esterno (292 mio E di valore di produzione, 21% del totale europeo), mentre con 140 mio E di valore di produzione esportati (+8% sul 2006) l’Italia è il primo Paese europeo per esportazioni.
Dove? Al primo posto ci sono gli Usa, con il 25%, e a seguire la Francia, con il 18%; la Germania, con l’11%; la Svizzera con il 6/7%; l’Austria, con il 5%. Nel complesso, l’UE assorbe il 45% dell’export nostrano.
Sorprendono, quindi, i dati di un settore così vivace, vista la congiuntura economica mondiale. Ma a quanto pare, c’è un perché. Le radici di questo successo, spiega Luisa Aschiero, di Future Concept Lab (futureconceptlab.com), Istituto di ricerca e consulenza strategica diretto dal sociologo Francesco Morace, «vanno ricercate nel tema della ‘protezione’ (di sé dal mondo), che trova nell’ambiente domestico il suo terreno ideale. Alimentata nel tempo dall’importanza della sfera del comfort e del relax, la ‘protezione’ non è però intesa come una barriera difensiva contro il mondo esterno – che poteva trovare riscontro nella casa bunker, o anche nella casa bozzolo – ma è piuttosto concepita come un ambiente decontractive, in cui espandere la propria personalità partendo dalle caratteristiche ‘soft’ della dimensione domestica, e trasferendole all’esterno. La relazione pubblico/privato si sta dunque riequilibrando su una nuova centralità del privato… improntata al rispetto e ai valori più semplici di compatibilità con l’ambiente. Trasformare l’ambiente che ci circonda significa porsi in quest’ottica».
Di fatto poi, il contatto da parte delle persone con l’ambiente avviene, banalmente, con le modalità più semplici e a portata di mano. E dato che la gastronomia è un capitolo fondante della nostra cultura, il modo di relazionarsi con l’esterno attrarverso il cucinare è forse primitivo e istintivo, ma di certo ingenera un comportamento che si sta ampliando in tutto il Paese. Più esattamente – sempre secondo la ricerca svolta da SUN – le vendite per il mercato dell’outdoor in Italia si concentrano per il 56% nel nord e soprattutto nord-ovest, che assorbe da solo il 30% delle vendite nazionali. Da parte delle aziende d’arredo, l’outdoor è quindi un’occasione per espandersi, mentre per quelle specializzate in attrezzature l’opportunità è migliorare. E i nuovi strumenti per cucinare all’aperto sono già oggi più avanzati tecnologicamente e, allo stesso tempo, molto più semplici e sicuri da utilizzare. Si va così dai moduli cucina veri e propri (con tanto di cellule per frigo, lavabo e fuochi, realizzate in muratura o in legno massiccio per essere lasciate fuori anche durane l’inverno), fino alle cucinette portatili su ruote in acciaio inox, con grill a gas e bruciatori tradizionali per cucinare come in casa, per arrivare ai barbecue di design, dai colori brillanti e dalle linee essenziali, in trend con le tendenze dell’arredo indoor. Brace e pietra naturale scaldate consentono così di preparare piatti in linea con le tendenze light, mentre i nuovi pezzi di design semovibili arricchiscono lo spazio di giardini e terrazze con un tocco di stile in più.
In apertura la cucina Capri, proposta da J.Corradi

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