Censimento mondiale dei produttori di cucine 2007

Sono 500 i principali produttori che coprono la quasi totalità del mercato internazionale del settore, come emerge dall’indagine del Centro Studi Industria Leggera, che individua quantità e qualità delle diverse aree

Partendo da una richiesta di un gruppo di fornitori internazionali del settore, Csil ha operato un “censimento” delle maggiori imprese mondiali nel comparto del mobile per la cucina. La graduatoria ha tenuto conto in parte delle dimensioni complessive dell'impresa e in parte di esigenze di rappresentatività internazionale (la 61esima impresa nordamericana probabilmente era più grande della maggiore impresa nel Qatar, ad esempio). Ne è venuto fuori un affresco quantitativo e qualitativo del settore a livello mondiale. Quantitativo, in quanto queste 500 imprese coprono la stragrande parte del mercato mondiale. Qualitativo, perché permette con un colpo d'occhio di individuare similarità e differenze di produzione e distribuzione nelle diverse aree.

EUROPA OCCIDENTALE: 255 IMPRESE
50 imprese controllano circa il 50% del mercato europeo e altre 200 ne controllano almeno un 25%. Le prime sono imprese (mediamente) da 100 milioni di euro e oltre, le altre 200 sono imprese (grosso modo) da 15-20 milioni. Su queste dimensioni aziendali si individuano una cinquantina di imprese in Germania, altrettante in Italia e altre 150 negli altri paesi europei. I primi dieci produttori sono (in ordine alfabetico) Alno, Ballingslov, Hacker, Hygena-MFI, Nobia, Nobilia, Nolte, Salm, Scavolini, Snaidero. Si tratta della parte del mondo nella quale le industrie della cucina e dell'elettrodomestico risultano maggiormente integrate e dove la produzione delle cucine ha raggiunto il maggior livello di standardizzazione.

ASIA: 90 IMPRESE
Una caratteristica delle cucine giapponesi è la forma stretta e allungata, vale a dire una fila di contenitori ed elettrodomestici su una delle pareti (in genere 255 cm), e una fila di contenitori vari sulla parete parallela. In flessione le cucine con elementi separati e in crescita le cucine con piano di lavoro lungo. In Cina, invece, la forma caratteristica della cucina è lineare. Il settore della cucina in Cina è molto recente (le maggiori imprese hanno al massimo dieci anni di vita), mentre in Giappone la cucina componibile si è diffusa già negli anni Settanta. I maggiori produttori sono Cleanup, Takara Standard, Sunwave in Giappone; Oupai, Yadier, Kebao, Guangming in Cina. 16 imprese giapponesi detengono due terzi del mercato. Minore il grado di concentrazione in Cina, dove sono state censite circa 50 imprese. In alcuni paesi (Malesia, Singapore, la stessa Cina) si registrano sinergie commerciali e/o produttive con il settore dei mobili per ufficio.
Le imprese giapponesi invece producono in genere sia mobili per cucina sia mobili per bagno e, frequentemente, sanitari o piastrelle. Mentre la struttura organizzativa delle diverse imprese giapponesi è tutto sommato omogenea, la Cina presenta almeno al momento aziende con profili molto diversi: Guangming, ad esempio, è essenzialmente un produttore di mobili in legno ed esporta cucine in kit con anta in legno (essenzialmente negli Stati Uniti), Haier è un noto produttore di elettrodomestici per il quale la cucina è una minima parte del giro di affari complessivo, Kebao è una azienda nata ex novo su un impianto produttivo-organizzativo di derivazione europea.

EST EUROPA: 65 IMPRESE
A Est di Praga e di Varsavia, il mercato europeo della cucina è in netta crescita e le imprese italiane oggi sono molto ben rappresentate. Ma se nel complesso paesi come la Russia o l'Ucraina sono essenzialmente importatori di cucine, dalla Polonia il flusso è invece essenzialmente di esportazione. Sono cucine di impostazione “europea”, di fascia mediamente economica (diciamo sotto i 5.000 euro al pubblico). Vi sono anche alcuni singoli produttori alto di gamma, come Korina in Cechia (con dei negozi in franchising), Baldai in Ungheria o Gorenje in Slovenia (un altro caso di diversificazione nella cucina da parte di un importante produttore di elettrodomestici).

NORD AMERICA: 60 IMPRESE
Circa 100 imprese di mobili per la cucina operano nel mercato nord americano su medio e ampio raggio (escludiamo quindi gli artigiani, che operano localmente). Una delle caratteristiche della produzione americana è la elevata quota del legno sulle vendite totali e all'interno del legno la quota elevata (circa il 40%) dell'acero. Si osservano inoltre una elevata quota di vendite tramite il canale edilizia e la totale scissione fra il “mondo” della cucina e il mondo dell'elettrodomestico. I maggiori produttori sono Masco, Masterbrand, American Woodmark. Masco è una Corporation con 60mila dipendenti attiva in tutti i comparti dei prodotti per edilizia, dalle finestre agli idrosanitari al bagno. Opera in Nord America per circa l'82% del giro di affari miliardario e per il 18% in Europa. Marchi Masco nel settore della cucina sono Kraftmaid, Merillat, Mill's Pride, Texwood. Masterbrand opera con il marchio omonimo e anche con Aristokraft, Decora, Dynasty, Omega, Diamone, Kemper, Schrock, Capital. Anche questa società fa riferimento a una holding multisettore, la Fortune Brands, attiva in settori quali i superalcolici di marca e le attrezzature da golf.

AMERICA LATINA: 20 IMPRESE
L'industria della cucina è sviluppata al momento soprattutto in Messico e Brasile. In Brasile in genere le imprese producono con tecnologia europea e integrano la produzione di cucine e camere da letto. Il cluster del settore si trova nella provincia meridionale di Rio Grande do Sul e una parte rilevante della imprenditoria locale è di origine tedesca o italiana. Fra le maggiori imprese ricordiamo Todeschini, Carraro, Bertolini, Rudnick.

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