Electrolux Group apre ufficialmente una nuova fase di ristrutturazione delle attività italiane. Il colosso svedese dell’elettrodomestico ha annunciato infatti l’avvio di un piano di “ottimizzazione del proprio assetto organizzativo e produttivo”, destinato a coinvolgere l’intero perimetro industriale nazionale, compresi i cinque stabilimenti produttivi presenti in Italia (Forlì, Porcia, Susegana, Solaro e Cerreto d’Esi). Nel comunicato diffuso l’11 maggio, l’azienda spiega che il progetto rientra in un più ampio programma globale finalizzato a migliorare l’efficienza operativa, ridurre la complessità industriale e rendere il gruppo “più agile e competitivo” in un mercato europeo degli elettrodomestici che continua a mostrare forti difficoltà.
Dietro la formula dell’“ottimizzazione” emerge però una ristrutturazione molto pesante. Sempre secondo il comunicato ufficiale aziendale, il piano prevederebbe circa 1.700 esuberi su una forza lavoro italiana di poco superiore ai 4 mila dipendenti. Secondo una nota congiunta delle organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm, nessuno stabilimento sarebbe escluso dalla riduzione degli organici. Al contempo, spiegano le sigle nel comunicato, “viene esclusa dalla direzione aziendale una possibile partnership con Midea simile a quella siglata negli Usa”. Reuters ha infatti riportato a fine aprile la notizia che la multinazionale svedese avrebbe avviato una partnership strategica con il gruppo cinese Midea per il mercato nordamericano, attraverso tre joint venture dedicate alla produzione e commercializzazione di elettrodomestici. Quello del piano di ottimizzazione è un annuncio “inaccettabile” per i sindacati: “Chiediamo al governo - fanno sapere nella nota - un immediato intervento con una convocazione urgente al Mimit”.
Nel comunicato ufficiale Electrolux evita di entrare nel dettaglio dei singoli siti, spiegando che le misure specifiche saranno affrontate nel quadro delle relazioni industriali. L’azienda conferma però che verranno avviati confronti con sindacati e istituzioni per gestire l’impatto occupazionale. Il gruppo svedese sottolinea come il settore attraversi “da anni una fase di marcata difficoltà in Europa”, caratterizzata da domanda debole, crescente pressione competitiva, costi strutturalmente elevati e maggiore complessità operativa. Una situazione che avrebbe reso necessario un ridimensionamento della capacità produttiva.
La crisi italiana si inserisce in una fase delicata per il gruppo anche a livello internazionale. Secondo quanto riportato da Sole 24 Ore, Electrolux ha recentemente annunciato un aumento di capitale da circa 9 miliardi di corone svedesi per rafforzare il bilancio e sostenere il riassetto industriale globale. Nelle scorse settimane il gruppo aveva inoltre comunicato la chiusura dello stabilimento ungherese di Jászberény, specializzato nella produzione di frigoriferi.



