Uno spazio pensato per mostrare ma anche per coinvolgere, un palcoscenico che sappia valorizzare ma allo stesso tempo rimanere un passo indietro, con coerenza e costanza nel tempo. Perché anche la tecnologia vive di sensazioni e di emozioni per rivelarsi, altrimenti è una fredda sequenza di tecnica da manuale... è questa la filosofia progettuale che guida gli allestimenti firmati da Fabio Calvi e Paolo Brambilla, fondatori di Calvi Brambilla.
Cosa significa progettare per mostrare un prodotto? Quali sono gli aspetti da valorizzare e su cosa esiste il rischio di commettere errori?
Mostrare un prodotto significa preparare una scena in cui l’oggetto possa parlare. Non si tratta di vestirlo di effetti, ma di costruire il silenzio giusto attorno. C’è la luce, che è una specie di lingua segreta: fa emergere una venatura, rende profonda una superficie, dà peso o leggerezza. C’è il ritmo del percorso, perché un allestimento funziona quando accompagna senza imporre, creando pause, inviti, piccoli momenti di scoperta. Gli errori nascono quasi sempre dallo stesso equivoco: quando la scenografia diventa protagonista, il prodotto sparisce.

Progettare uno showroom invece è differente? Il concept di un negozio di quali dinamiche deve tenere conto?
L’allestimento temporaneo vive dell’effimero e pertanto ha il diritto di alzare la voce: cattura lo sguardo in pochi secondi, condensa un messaggio, crea un picco emotivo e poi sparisce. Uno showroom, invece, è permanente: non deve stupire ogni volta, deve durare, e per questo è più silenzioso e preciso: lavora di proporzioni, luce, ritmo, materiali che invecchiano bene. Il concept di uno showroom, in pratica, tiene conto della permanenza e costruisce uno sfondo coerente con l’immagine aziendale in cui il prodotto possa cambiare stagione dopo stagione.
Tra i vostri progetti anche molti allestimenti per brand di elettrodomestici. È difficile presentare un prodotto così tecnico? Come poter mostrare il suo valore tecnologico oltre all’estetica?
Il rischio è raccontare la tecnologia come un elenco di prestazioni: la tecnica fredda, autoreferenziale, come pura prestazione. La soluzione, invece, è partire dalla funzione: un elettrodomestico vale quando la sua tecnologia diventa cura del quotidiano, tempo restituito, gesti più semplici, qualità migliore della vita in casa. È la soddisfazione di un gesto riuscito, la tranquillità di sapere che tutto funziona, il piacere di una casa più silenziosa, più pulita, più precisa. In allestimento cerchiamo di far percepire queste sensazioni prima ancora delle specifiche, perché il valore vero non è la tecnologia in sé, ma ciò che ti fa provare ogni giorno.

Quali le vostre collaborazioni in questa edizione del Salone?
Siamo molto orgogliosi di proseguire la nostra collaborazione con Elica per cui cureremo un allestimento in fiera particolarmente ricco e denso di novità. Quest’anno, inoltre, collaboreremo anche con un’eccellenza che viene dagli antipodi: Fisher & Paykel. Nell’ambito della Design Week, infine, ci occuperemo degli allestimenti per Zanotta, Unopiù, Dooor e altri brand di arredamento.



