Lo abbiamo annunciato nel primo numero del 2026, per i nostri primi cinquant’anni ci saremmo interrogati su molti temi, meritevoli di approfondimento, sapendo di non dover trovare per forza delle risposte univoca e assolute. Così è stato anche in questa occasione quando in vista di Eurocucina, che torna quest’anno al Salone del Mobile, abbiamo provato a sintetizzare le proposte più recenti, alcune del tutto inedite, in due macroaree di stile, Minimal e Decor, per capire che oggi più che mai la verità sta nel mezzo e oltre lo stile c’è molto, molto di più. Non ci sono e non c’erano dubbi che le contaminazioni estetiche rendano quasi impossibile una schematizzazione troppo rigida ma la sostanza è un’altra. A definire oggi la forma e lo stile della cucina c’è un complesso sistema di valori che finisce per condizionare anche l’estetica di mobili, contenitori, pensili e piani di lavoro. Quello che emerge è che la cucina si conferma come il cuore esperienziale della casa, l’ambiente che si plasma e si trasforma in maniera più significativa adattandosi alle mutate macro dinamiche dell’abitare e alle esigenze personali di chi la vive. È il luogo della casa più sensibile ai cambiamenti tecnologici, agli scenari economici, alle nuove abitudini alimentari, alla crescente voglia di salute, benessere, al bisogno di autenticità e di relazione dei nuclei familiari. Non più uno spazio da esibire quindi ma ambiente funzionale e accogliente, in grado di assicurare sensazioni di protezione e riparo, un luogo di incontri e convivialità, un’ambiente nel quale si esprime una dimensione emotiva fatta di familiarità, calore, identità.
Proprio per questo oggi nel progetto diventano protagonisti materiali caldi, texture decise, superfici stratificate che raccontano un vissuto e rimandano riferimenti condivisi. Nasce così quel
complesso sistema di relazioni e connessioni con lo spazio che da vita a un organismo multifunzionale che richiede adattabilità, flessibilità, personalizzazione. Un ambiente vivo che si modifica nel tempo grazie a integrazioni e aggiustamenti mirati, a materiali duraturi, all’implementazione di macchine ed elettrodomestici, a una progressiva trasformazione senza stravolgimenti radicali. In questo mondo stravolto e complesso è infatti importante avere il senso della misura, dell’equilibrio, della coerenza, per esplorare un nuovo concetto di essenzialità, pulizia e semplicità formale, fatta di dettagli sofisticati, di volumi e superfici che giocano con la luce, di accostamenti cromatici ricercati per mettere in scena quella sobria eleganza di cui abbiamo bisogno.
Occorre riportare i pilastri della cucina al centro. Sotto tutti gli aspetti, anche quello del cibo. Ecco quindi che simbolicamente in questo numero pane e acqua sono i protagonisti della nostra indagine, che ruota attorno ai concetti di ricerca della materia prima, salute, eccellenza delle lavorazioni, qualità diffusa, competenza tecnica.
Ne volevamo fare una questione di stile, abbiamo capito che oggi la cucina è un organismo vivo, complesso, in costante trasformazione. Un microcosmo di relazioni che coinvolge valori assoluti e significati personali, uno specchio di vita. La cucina è lo spazio del progetto, dell’interpretazione, della integrazione a tutte le scale. Lo racconteremo durante la Design Week che come sempre seguiremo molto da vicino!



