In cucina con Sonia Peronaci

Peronaci è stata la prima foodblogger a trasformare la sua passione in lavoro puntando sul web, dando vita nel 2006 al suo sito Giallo Zafferano, quando ancora la rete era territorio da pionieri. Anche a casa, come nella sua vita professionale, si esprime nello spazio del gusto

Cuoca, scrittrice, presentatrice, blogger, Sonia Peronaci vive con la sua famiglia in un appartamento all’ultimo piano in zona Solari, a Milano. Si rimane subito colpiti dalla quantità di luce che inonda il grande salone, arredato con cura e sobrietà, e dalle piante che crescono rigogliose accanto alle vetrate che affacciano sul terrazzo. Segno che oltre ad essere cuoca talentuosa è dotata pure di pollice verde? Risponde ridendo: «Direi di no, sono tutte piante a “bassa manutenzione”: però mi piace molto essere circondata dalle piante, in mezzo al verde, adoro i materiali naturali, il legno, i colori accesi, i toni della natura. Ho gusti piuttosto minimalisti, anche nel modo di vestire, non amo per nulla fronzoli e orpelli».

E la casa, in cui abita da cinque anni, rispecchia questo stile, accogliente e nel contempo essenziale e rigoroso, riscaldato qua e là da macchie di colore, come la poltrona sacco rosso vivo, sulla quale, a tratti appisolati, i due cagnolini di famiglia assistono partecipi alla nostra chiacchierata.

Luminosa e piena di piante e di libri, la casa di Sonia Peronaci riflette molte delle caratteristiche empatiche della padrona di casa che ha conquistato milioni di follower (ph. Nicola Pasquarelli)

Avete apportato molti cambiamenti in questa casa?

Solo qualche piccola modifica nei complementi d’arredo, per il resto la struttura è rimasta più o meno quella. Ci piaceva anche il fatto di non riempirla. Qui siamo arrivati già adulti, avevamo avuto altre case nostre che avevamo riempito di mobili e i mobili di oggetti e tante cose che non servivano. Qui abbiamo deciso di comprare solo lo stretto indispensabile, volevamo fosse di nostro gusto e ci rispecchiasse. Le modifiche maggiori sono state fatte in cucina, l’ho attrezzata in modo più moderno e l’ho personalizzata secondo le mie esigenze.

La tua cucina è separata dal living, in controtendenza rispetto agli open space, oggi di gran moda. Avresti fatto comunque questa scelta anche se non avessi già trovato la casa divisa in questo modo?

Certo è in una stanza autonoma, ma abbiamo una porta enorme, quindi è sì separata, ma lasciando la porta aperta è quasi contigua al living. In ogni caso, ritengo che dipenda molto dagli spazi che hai a disposizione. Secondo i miei gusti, per avere la cucina integrata nel living penso sia necessario avere molto spazio. A ogni buon conto nelle mie case ho sempre avuto cucine separate dal soggiorno. In tutta onestà penso che avere delle porte da chiudere quando si cucina abbia la sua utilità. Diciamo che dal punto di vista della praticità l’ambiente separato è meglio, dal punto di vista dell’estetica un living aperto sulla cucina open space è più bello. Purtroppo molto spesso la bellezza non coincide con la praticità: lo dico spesso ai miei architetti, voi occupatevi degli aspetti estetici che ai risvolti pratici ci penso io.

Ph. Nicola Pasquarelli

Parlando del rapporto con i progettisti, quale è stata la tua esperienza recente nella ristrutturazione di Sonia Factory?

La nostra esigenza era di creare uno spazio polifunzionale e flessibile che contenesse oltre alla redazione anche una scuola di cucina. I progettisti mi hanno aiutata a raccogliere le idee, io li ho lasciati molto liberi nei colori, nelle divisioni degli spazi, però sulla parte cucina ho chiarito bene quali fossero le mie esigenze e sono stata intransigente. In generale l’esperto ti aiuta a ottimizzare lo spazio che hai a disposizione proponendoti delle soluzioni che non potresti immaginare. E proprio immaginare l’effetto finale è un’operazione difficilissima da praticare se non hai il talento e la preparazione professionale adeguata.

A proposito di professionalità, nella cucina di Sonia Peronaci, cos’è che non può assolutamente mancare?

Ci sono un paio di cose che non devono mai mancare e forse non sono quelle che vi immaginate: innanzi tutto uno o due buoni coltelli e poi un termometro. È un oggetto non molto utilizzato nella quotidianità, ma a torto, perché le temperature sono importanti e spesso fondamentali per la riuscita di una ricetta. Con un investimento di 10-15 euro ci garantiamo il successo. E poi le erbe aromatiche, in grado di cambiarti un piatto.

ph. Nicola Pasquarelli

Piastra a induzione o gas? Vedo che nella tua cucina ci sono entrambi.

Infatti, la risposta è: entrambi, dipende da quello che devi cucinare. Se si deve “saltare” l’induzione non va bene, perché appena si alza la padella dall’induzione il calore termina. Stesso discorso se si vuole flambare o se si deve togliere le penne a un pollo. Mentre l’induzione è una grande comodità perché la cottura è uniforme, l’acqua bolle in pochi secondi e il piano si pulisce molto velocemente. Devo dire che da questo punto di vista le aziende si sono evolute moltissimo e vengono incontro alle esigenze del pubblico.

E di tutte le novità tecnologiche come i forni a vapore o gli abbattitori, un tempo appannaggio della cucina professionale e oggi offerti negli allestimenti delle cucine domestiche, cosa ne pensi? Non credi che il prezzo sia ancora un po’ troppo elevato?

Sono assolutamente favorevole e vedrai che sempre più le aziende tenderanno a proporre elettrodomestici per portare la cucina del ristorante a casa. Bisogna soltanto erudire il pubblico per far capire quali sono i vantaggi che questo tipo di cucina può portare. Ad esempio utilizzando il forno a vapore si può cuocere a bassa temperatura un piatto, poi refrigerarlo nell’abbattitore per poi scaldarlo quando si arriva alla sera o programmare la sua preparazione per l’ora in cui i figli tornano a casa da scuola.

È un modo professionale di gestire i pasti, trasferito in ambiente domestico. Senza contare che cucinare a vapore è molto salutare, quindi favorisce il nostro benessere. Sul fronte costi, ti faccio una sola domanda: quanto spendiamo per un iPhone, che spesso ritroviamo nelle mani di adolescenti se non addirittura bambini? Un abbattitore costa circa 1200 euro e porta molti vantaggi in cucina. Credo che nei prossimi anni andremo sempre di più verso la tecnologia.

Sonia's Factory: sapore di casa, anche nel laboratorio multidisciplinare

Un laboratorio per cucinare, che è anche una “scuola”, una redazione, un’area eventi, una galleria per artigiani ed artisti. Dove le due cucine - una Big Kitchen allestita con una grande isola e dedicata ai corsi di cucina e l’altra, Little Kitchen, agli shooting - dialogano con gli spazi aperti della location, arredati con moduli bifacciali e tantissime piante.
Il progetto è stato interamente realizzato da Colombo Experience, uno studio che si è occupato dell’iter completo, dal disegno alla fornitura degli arredi, ed è riuscito a interpretare tutte le esigenze di Sonia.

Inaugurato nel 2017, l'innovativo laboratorio multidisciplinare di Sonia Peronaci è collocato in una location di 400 mq nel cuore di Milano. Con arredi, materiali, finiture e colori il più possibile collegati allo spazio domestico e capaci di dare enfasi al made in Italy (ph. Nicola Pasquarelli)

«Si è cercato di creare uno spazio che non fosse solo multidisciplinare ed innovativo, ma anche legato alla tradizione e al mondo residenziale, con arredi, materiali, finiture e colori collegati il più possibile allo spazio domestico. Ciò appare evidente negli arredi utilizzati creati su disegno e simili a quelli di casa, seppur con dimensioni differenti, nei colori delle pareti - tortora scuro/nocciola, nei sistemi di illuminazione - simili a quelli d’appartamento, nei bagni - di grande impatto estetico e funzionale, ma arredati con mobili “comuni” e con lampade “retail” per non avere un locale “tecnico”, con colori insipidi e distaccati. Altro obiettivo era dare enfasi al Made in Italy, cercando di rendere contemporanea l’eleganza classica degli arredi e dei colori della nostra tradizione. Ogni area, poi, è stata pensata per le singole tipologie di pubblico, dallo studente - che avrà pouff colorati su cui potrà sedersi e lavorare (si pensi al coworking delle più innovative società dei settori tecnologici), alla massaia e all’azienda. In quest’ultimo caso, per eventi dedicati, lo spazio muterà nei volumi per meglio adeguarsi alle loro esigenze”, continua Sonia Peronaci. “Questo spazio è stato pensato come una grande cucina, una redazione, un’area coworking, un incubator di idee, un’area eventi, una galleria d’arte e uno spazio espositivo per artigiani ed artisti. Si vuole mostrare il vero Made in Italy, quello pensato e realizzato, ad altissimo livello, dai nostri migliori professionisti, facendo dialogare il mondo del food e settori differenti. Interazione e integrazione non possono che farci crescere come persone e aziende, nonché farci meglio apprezzare dal mercato estero”.

Per tradurre tutte le esigenze, gli spazi della location dedicati al cucinare sono stati suddivisi in 3 macro aree, tutte allestite con elettrodomestici Neff (piani cottura a induzione e 2 a gas, forni multifunzione con porta rientrante, cappe a soffitto, frigoriferi), brand di cui Peronaci è testimonial dal 2017.

La prima è l’area “Corsi di cucina” con una Big Kitchen dominata dalla grande isola lunga 3,60 metri e larga 2,10 metri, rivestita completamente in Neolith®, la pietra sinterizzata della spagnola The Size, in finitura Calacatta, che è stato scelto come monomateria anche per l’isola, che accoglie 12 persone, si confronta con una zona di supporto a parete composta da piano lavoro e lavello, e poi una zona con frigoriferi e sistema lavaggio industriale.

Sonia's Factory, Big Kitchen (ph. Nicola Pasquarelli)

La seconda area, la “Cucina Shooting” ospita una Little Kitchen, realizzata con gli arredi Copat Life, una sala dedicata alla registrazione di programmi tv e ricette per social network, oltre che per eventuali corsi prove.

Sonia's Factory, Little Kitchen (ph. Nicola Pasquarelli)

La terza zona è una grande dispensa, un’area di 53 mq esclusivamente dedicata alle derrate alimentari, a strumenti di lavoro e vettovaglie.

Una passione antica, quella di Sonia per la cucina, iniziata a 6 anni nel ristorante di papà Peronaci, ma coltivata grazie alla nonna austriaca, cuoca eclettica e curiosa, e accedendo alla biblioteca della mamma, ricca di libri e di enciclopedie di cucina, che la futura blogger leggeva avidamente