Architetto e designer nonché progettista di calibro internazionale, Vincent Van Duysen nasce in Belgio e nel 1989 fonda Vincent Van Duysen Architects, lo studio che oggi conta circa
40 collaboratori occupandosi diart direction e di progetti contract, di product design, di architettura commerciale e residenziale in Belgio, Europa, Medio Oriente, Asia e Stati Uniti, oltre che di allestimenti di spazi commerciali di alta gamma nel mondo per i quali ha ricevuto numerosi premi. Dal 2016 Van Duysen è direttore creativo di Molteni&C per cui ha disegnato i modelli di maggior successo degli ultimi anni. Il suo lavoro si distingue per un personale stile di progetto che si traduce in spazi, mobili e oggetti puliti e senza tempo, che evitano le tendenze passeggere. Ce lo racconta lui stesso nell'intervista. "Nel mio lavoro, architettura, interior e product design sono strettamente connessi", afferma Van Duysen. "L’intento è lo stesso: creare ambienti che trasmettano equilibrio, calma e durata nel tempo".
"Il mio modo di progettare è spesso descritto come minimalista, ma si tratta più di riduzione che di minimalismo in sé. Quando proporzioni, luce e texture sono considerate con attenuazione, il risultato tende a essere naturalmente senza tempo. In tale approccio i materiali svolgono un ruolo importante. Sono attratto da materiali onesti e che invecchiano magnificamente nel tempo, come pietra, legno, gesso e metallo. La tattilità è essenziale soprattutto in cucina; la sensazione di una superficie al tatto, la profondità delle venature del legno o il sottile riflesso della pietra contribuiscono all’esperienza dello spazio».

Il modo in cui Van Duysen affronta il progetto è ben espresso nella nuova Physis, di Molteni&C. "Physis unisce la chiarezza architettonica a una forte presenza materica. A prima vista, la composizione appare calma e strutturata, riflettendo il linguaggio sobrio che spesso connota il mio lavoro. Ma avvicinandosi, la ricchezza dei materiali inizia a rivelarsi. Le maniglie in peltro, le superfici in marmo e le venature distintive del legno Hinoki introducono profondità e calore. Si tratta però non di elementi decorativi superficiali, ma di modi per arricchire il linguaggio architettonico della cucina".

"Altro aspetto importante del design di Physis - continua il progettista- è il trattamento delle geometrie.Per la maggior parte,gli angoli sono dolcemente arrotondati, conferendo alla cucina un carattere più organico e fluido; una delicata attenuazione dell’architettura, che crea un sottile contrasto con la struttura altrimenti chiara e composta. Nel design della cappa aspirante, la forma prosegue questo linguaggio di transizioni morbide. L’idea era quella di creare un equilibrio tra sobrietà ed espressione materica. L’architettura della cucina rimane chiara e composta, mentrei materiali e la geometria attenuata conferiscon allo spazio, tattilità, carattere e presenza emotiva, nonché un senso diquieta grandezza".

"Anche in altri modelli cucina creati per Molteni&C, come VVD o Ratio, la cucina è concepita quasi come architettura all’interno della casa. Isole, mobili e superfici sono quasi piani architettonici che strutturano gli interni. Riducendo il rumore visivo ed enfatizzando la chiarezza di questi volumi, la cucina diventa più integrata con il resto del living».

Attualmente si nota nel mondo del progetto una maggiore attenzione verso una espressività d’impatto. "Le tendenze sono parte del panorama del design e possono rivelare i cambiamenti sul modo in cui le persone si relazionano alle proprie case", prosegue Van Duysen. "L’interesse per le forme organiche, il colore e i materiali espressivi riflette il desiderio di interni più personali ed emotivamente coinvolgenti. Al contempo, credo che l’architettura e il design debbano sempre puntare a una certa atemporalità. Quando un progetto è troppo legato a una tendenza, rischia di perdere rapidamente rilevanza. Per questo motivo mi concentro su elementi che durano nel tempo: proporzioni, materialità e atmosfera, che rimangono significative indipendentemente dal cambiamento delle tendenze, consentendo agli spazi di evolversi con le persone che li abitano».




