Una villa anni ’30 sul lungomare di Cagliari

La villa a Cagliari risalente agli anni '30 e ristrutturata dallo Studio Marco Piva sotto la direzione di Armando Bruno è il risultato di una straordinaria trasformazione. che reinterpreta la struttura originaria attraverso un raffinato linguaggio ispirato al Razionalismo Mediterraneo

"La villa è un’architettura residenziale degli anni '30, riconoscibile per un linguaggio compositivo e decorativo riconducibile al gusto dell’epoca. Il nostro intervento ha scelto di preservarne il carattere senza ricorrere a una ricostruzione filologica o a un’imitazione stilistica. L’obiettivo è stato piuttosto quello di instaurare un dialogo misurato tra l’identità storica dell’edificio e un nuovo modo di abitare". Così l'architetto Armando Bruno, dello Studio Marco Piva_SMP, introduce il nuovo intervento realizzato per questa maestosa villa nel quartiere del Poetto, a Cagliari, che internamente è stata trasformata per incontrare alle esigenze dell'abitare contemporaneo con nuovi dispositivi funzionali, come l'ascensore, e riorganizzando percorsi e connessioni interne secondo principi di accessibilità, continuità e comfort. Ogni scelta progettuale è stata orientata alla costruzione di un sistema coerente, in cui architettura e interior design definiscono un'unica esperienza spaziale. Si inserisce in quest'ottica anche la cucina comunicante con la sala pranzo e arredata con Sign, uno dei modelli più versatili e di successo della collezione Ernestomeda.

Nel design di interior sono stati creati eleganti richiami e rimandi all'architettura di ispirazione Dèco della casa, con il risultato di un insieme di grande raffinatezza e di un lusso soft, basato su materiali pregiati e scelte stilistiche sofisticate.

"Il progetto nasce non dall’adesione a uno stile precostituito, ma dall’osservazione dell’architettura, del luogo e delle qualità materiche dell’edificio. I riferimenti al passato non sono quindi utilizzati in chiave nostalgica o decorativa, ma come elementi da interpretare attraverso un lessico attuale".

Restituire continuità visiva e funzionale agli spazi

Per entrare nel vivo dell'intervento, l'architetto Armando Bruno ci ha raccontato l'iter del progetto d'interior e d'arredo e le sue peculiarità, a partire dello stato di fatto. "Prima della ristrutturazione, gli ambienti del piano terra presentavano una configurazione rigida e fortemente compartimentata. Collocate al piano terra, cucina, sala da pranzo e zona giorno erano concepite come stanze autonome, con relazioni visive limitate sia tra loro sia con gli spazi esterni. Il progetto è nato dalla necessità di superare questa frammentazione, introducendo nuovi varchi, allineamenti prospettici e connessioni capaci di restituire continuità all’intero livello. La committenza desiderava ambienti più funzionali, rappresentativi e accoglienti, senza compromettere la riconoscibilità della villa. Per l'intervento abbiamo quindi operato principalmente sulla ridistribuzione degli spazi, sulla continuità tra cucina, dining e soggiorno e sulla definizione di un linguaggio unitario, nel quale l’architettura preesistente, i materiali lapidei e gli arredi di design concorrono alla costruzione di una nuova identità domestica".

Tonalità minerali e ispirazioni retrò

Dando uno sguardo d'insieme ai nuovi ambienti del piano terra, che comprende tutti gli spazi giorno, vi sono alcuni elementi distintivi e fortemente caratterizzanti come le cornici e modanature con angoli smussati, elementi in marmo arrotondati tra cucina e dining che rimandano alla memoria lo stile della casa chiaramente contaminato dall'influsso dell'Art Dèco, ovvero la corrente architettonica e artistico dominante in Europa e nel mondo occidentale di quegli anni, i mitici "anni "ruggenti".

La vista interna sul portale d'ingresso e sui dettagli delle cornici e delle modanature stile Art Dèco

"La palette cromatica è costruita su tonalità minerali e terrose: il rosa polvere, il beige calcareo, l'avorio caldo e sfumature argillose. Questi colori dialogano con il parquet, con i velluti e con i tessuti dalla trama corposa, contribuendo a definire ambienti misurati e confortevoli. Gli elementi di illuminazione e gli arredi dal disegno più contemporaneo introducono invece elementi di precisione e discontinuità, evitando che l’insieme scivoli verso una ricostruzione d’epoca", continua Armando Bruno. "Alcuni caratteri della villa, come le cornici e le modanature, gli angoli raccordati e le geometrie più morbide sono stati recuperati e valorizzati. A questi elementi si affiancano interventi più netti ed essenziali, che rendono leggibile la stratificazione tra preesistenza e progetto".

"Il risultato è una casa dotata di una forte identità, nella quale il riferimento agli anni 'Trenta '30 resta percepibile, ma viene filtrato attraverso proporzioni, materiali e soluzioni spaziali coerenti con l’abitare contemporaneo".

Ogni elemento è in relazione con il tutto

La zona giorno estesa all'intero piano terra della villa si compone di diversi ambiti funzionali connessi tra loro in modo fluido. Osservando la pianta di questo livello, si vede come il blocco scale suddivida lo spazio in due ali. Affacciata sulla piscina, la prima ala ospita, al centro, la cucina; questo ambiente si apre, da una parte, con la grande zona pranzo principale, mentre sul lato opposto comunica con due varchi sull'area relax con i divani, estesa con una bow window che abbaraccia una più piccola zona pranzo con un tavolo rotondo. L'intera zono giorno colpisce anzitutto per il carattere fluido della strutturazione e per la scelta di inserirei pezzi iconici di Cassina firmati dall'architetto F. L. Wright - primo e principale esponente del filone dell'architettura organica - e prodotti di Cassina, ovvero il tavolo Husser e le sedie che il Maestro -disegnò nel 1899 per arredare la sala da pranzo della residenza di Joseph W. Husser a Chicago. Completa l'area pranzo la lampada Arco disegnata nel 1970 da Achille e Pier Giacomo Castiglioni e prodotta da Flos a partire dall'anno successivo.

Il tavolo Husser e le sedie Coonley di Cassina, disegnate dal maestro Frank Lloyd Wrght nel 1899. Accanto, lampada Arco di Flos, un'altra icona di design progettata da Achille e Pier Giacomo Castiglioni nel 1970

"Gli arredi di Frank Lloyd Wright introducono un riferimento culturale particolarmente significativo. Nel lavoro di Wright, infatti, il mobile non è concepito come un elemento autonomo, ma come parte integrante di un organismo architettonico più ampio. Nel nostro intervento d'iterior, ogni elemento è stato scelto in relazione all’insieme e non come semplice presenza iconica", spiega l'architetto. "Il tavolo e le sedute della zona pranzo firmate da Frank Lloyd Wrght introducono un principio di ordine geometrico e una forte componente costruttiva. Il disegno del legno, la chiarezza delle proporzioni e il carattere quasi architettonico degli schienali stabiliscono un contrasto calibrato con le linee più morbide e decorative della villa. La presenza di questi diversi pezzi consente quindi di mettere in relazione culture progettuali differenti attraverso alcuni valori comuni". Riguardo invece l'arredo della zona pranzo con la scenografica finestra bow window, il protagonista è il tavolo custom made rotondo, con piano in marmo verde e vassoio girevole Lazy Susan, circondato dalle sedie Montera di Poltrona Frau, disegnate da Roberto Lazzeroni. Al di sopra fluttuano le suggestive lampade a sospensione Soffi di Poltrona Frau disegnate da GamFratesi, delicate sfere in vetro soffiato lavorato a mano e legate da preziosi cinturini in pelle.

La zona pranzo abbracciata dalla bow-window, con il tavolo tondo, il lampadario e le sedie Potrona Frau

"Riguardo la selezione degli arredi, questa è stata guidata dalla volontà di inserire nella villa mobili e complementi capaci di confrontarsi con l’architettura senza sovrapporsi ad essa. Una parte degli arredi apparteneva già alla collezione del committente ed è stata integrata all’interno del nuovo progetto attraverso un attento lavoro di accostamento e ricomposizione. Nella zona giorno convivono sedute, poltrone e complementi caratterizzati da linee morbide, proporzioni generose e una certa densità materica. Questi elementi evocano un’eleganza rétro senza trasformare gli interni in una citazione letterale del passato. La scelta è stata orientata dalla qualità del disegno, dalla capacità degli oggetti di costruire relazioni nello spazio e dalla loro compatibilità con il carattere domestico della villa". Sulle scale si possono notare la scultorea chaise-longue LC4 firmata da Le Corbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand e la poltrona Feltri di Cassina disegnata da Gaetano Pesce.

Una cucina architettonica

Grande ambiente comunicante con gli spazi attigui, che si pone come "cerniera" tra la zona pranzo di rappresentanza e l'area relax, la cucina arredata con il modello Sign di Ernestomeda è un compendio di linee curve e dritte, di materiali naturali e hi-tech che trovano il centro sull'isola. "La cucina non doveva più essere un locale di servizio separato, ma una componente architettonica pienamente integrata nella sequenza degli spazi di rappresentanza. La cucina è stata concepita come uno degli elementi architettonici centrali della villa, non come un ambiente autonomo o subordinato rispetto alla zona giorno. Il progetto mirava a definire uno spazio funzionale e rappresentativo, capace di inserirsi con naturalezza nell’architettura esistente attraverso un disegno rigoroso e un uso controllato dei materiali. Per questo è stato scelto il modello Sign di Ernestomeda, caratterizzato da un disegno essenziale e da una forte precisione costruttiva", dice l'architetto. "Un ruolo determinante - in quest'ambito e in tutto il progetto d'interior - è affidato ai materiali lapidei, utilizzati non soltanto come finiture, ma come veri dispositivi di continuità tra gli ambienti. Anche in cucina si è evitata qualsiasi lettura nostalgica. Quindi la cucina non riproduce il linguaggio degli anni Trenta, ma ne reinterpreta alcuni valori come il controllo delle proporzioni, la qualità dei materiali e la cura del dettaglio e lo fa attraverso soluzioni coerenti con le esigenze attuali. Ne deriva uno spazio aperto, pienamente integrato nella vita della casa e nella sequenza architettonica del piano terra".

In primo piano, il marmo delle colonne e dell'isola; sullo sfondo, il tavolo da pranzo nella bow window

"Caratterizzate da venature marcate e cromie intense, le pietre naturali accompagnano il passaggio tra cucina, zona pranzo e soggiorno, assumendo in alcuni punti una presenza quasi plastica. Il marmo Rosso Levanto della cucina, insieme alle altre superfici in pietra presenti nella villa, introduce una nota profonda e sofisticata, evitando tuttavia qualsiasi enfasi celebrativa". Le finiture in tonalità scure sono state accostate al marmo Rosso Levanto, impiegato come presenza materica e cromatica capace di conferire profondità alla composizione.

Lo spazio cucina con l'isola Sign comunica con la zona pranzo attraverso il varco con le colonne in marmo

"Sign di Ernestomeda è caratterizzato da volumi netti, proporzioni precise e un’elevata essenzialità formale. Le superfici Fenix, declinate in tonalità profonde, costruiscono uno sfondo compatto sul quale emerge il marmo Rosso Levanto, impiegato per il piano dell’isola e per alcuni elementi di raccordo. La sua venatura intensa introduce variazioni cromatiche e conferisce all’isola una presenza fortemente architettonica. In questo progetto cucina il colore non è stato utilizzato come apparato decorativo, ma come strumento per definire gerarchie, profondità e relazioni tra gli ambienti. La palette generale si sviluppa attraverso tonalità calde e desaturate, beige minerale, rosa polvere, terra bruciata e avorio, accostate a cromie più dense, come il verde bosco, e a sfumature più fredde derivate dal paesaggio marino.

L'isola Sign con ante in Laccato Metallo Petroleum e top in marmo Rosso Levanto si confronta con colonne in Fenix Grigio Seta

All'interno della cucina, il rapporto cromatico è affidato soprattutto alla combinazione tra superfici e materiali. La profondità del Rosso Levanto dialoga con la compattezza delle ante, mentre le tonalità più neutre delle colonne alleggeriscono la composizione e mettono in risalto l’isola centrale. Il contrasto deriva quindi dalle differenti qualità visive e tattili: la superficie vibrante della pietra, l’uniformità del fenix e il calore degli elementi in legno. Il marmo assume inoltre un ruolo di connessione tra la cucina, la zona dining e gli altri ambienti della villa. Non è utilizzato come semplice rivestimento, ma come materiale ricorrente, capace di stabilire continuità e riconoscibilità all’interno del progetto".

Al di sopra dell'isola si nota il carattere architetturale della lampada Belt di Flos disegnata da Ronan & Erwan Bouroullec, un profilo di luce lineare sospeso tramite sinuose cinghie in cuoio marrone che dialoga alla perfezione con le superfici delle imponenti colonne e del top in marmo Rosso Levanto.

SCHEDA PROGETTO

LOCALITA'
Cagliari
PROGETTO GLOBALE D’INTERIOR E D'ARREDO
Arch. Armando Bruno per Studio Marco Piva _ SMP
TIPOLOGIA ABITAZIONE
Villa
SUPERFICIE ABITATIVA TOTALE
485 mq indoor + 127 mq terraces
SUPERFICIE CUCINA
Circa 50 mq
TIPOLOGIA CUCINA
Semi aperta
ARREDO CUCINA
Ernestomeda, modello Sign - Basi in Laccato Metallo Petroleum coordinate a maniglie e gole - Colonne in Fenix Grigio Seta - Piani di lavoro in marmo Rosso Levanto
ELETTRODOMESTICI
Lavello di Franke - Piano cottura a induzione con cappa integrata Nikola Tesla, di Elica - Forno con funzione vapore total black AEG BSK792280T - Lavastoviglie AEG FSK94857P- Microonde con grill AEG KMK721880B

PIANTA GENERALE PROGETTO - P. TERRA

PIANTA PROGETTO - ZONA GIORNO