Un vincitore, tante idee

Lanciato a
fine 2011, il concorso indetto da Scic e
Garage Design attraverso la rete
ha avuto un esito molto stimolante, sia
per il numero elevato di progetti inviati sia per il loro livello.

Dei due temi proposti, EcoKitchen e Compact Kitchen
Station
, è stato sicuramente quest’ultimo – promosso come sponsor tecnico da InSinkErator e Blanco – a suscitare maggior attenzione a
generare le soluzioni più interessanti.
A partire
da quella che ha vinto il concorso, il progetto
Taak di Matteo Nativo
, che ha
risolto in un modulo di 194x210x75 cm le
funzioni di preparazione e consumo dei cibo, compreso tavolo e sedia
. “Ho immaginato un oggetto di design, più che
un arredo componibile
”, racconta Matteo Nativo, laureando in architettura a
Napoli, che ha trovato nella sfida un entusiasmo rigenerante e che è stato
premiato non solo per l’ottimo studio ma anche per la presentazione efficace e ironica, ispirata alla famosa scena del
film Il ragazzo di campagna in cui
Renato Pozzetto, con una serie di “Taak”,
metteva in scena in uno spazio più che angusto una cucina trasformista.

Nel corso di questi anni”, racconta
Matteo Nativo “la mia passione per
l’interior design mi ha portato a collaborare con alcuni artigiani e a
progettare con loro delle cucine, un ambiente che amo particolarmente perché,
come napoletano, so bene che le cose più importanti e piacevoli avvengono
sempre in questo ambiente. Per realizzare tali progetti ho voluto documentarmi
e conoscere meglio le caratteristiche dei materiali e i meccanismi nascosti
all’interno degli arredi. Il bando di concorso promosso da Scic, che è una
grande industria, e da Garage Design, che ammiro molto per l’attività che sta
portando avanti sul web, mi ha permesso di sfruttare le competenze maturate
nelle precedenti esperienze e la passione per questo ambiente della casa,
mentre la mia visione minimalista mi ha fatto propendere subito per il tema Compact
Kitchen Station
”.
Ragionando per funzioni e per
sottrazione
, Matteo
Nativo è partito dall’idea di progettare un modulo base da 75 cm
di profondità
per lasciare uno
spazio tecnico per l’impiantistica, svincolando il posizionamento del modulo
dalle esistenti predisposizioni impiantistiche
”.
La libertà
si è poi coniugata con la trasformabiltà:
come in una scatola cinese, il modulo contiene anche il tavolo e le sedie,
ricavati da un pannello di 3 cm
di spessore. Entrambi, con un facile “taak”,
possono essere estratti e utilizzati solo al momento giusto.
Ma il vero
elemento distintivo è sicuramente la fascia
attrezzata porta-stoviglie
, realizzata in resina siliconata e illuminata da
un sistema diffuso in LED. “Una luce
calda evidenzia questo elemento centrale, che oppone alla sua trasparenza e
leggerezza il peso degli oggetti che contiene. Al suo interno sono presenti
degli interruttori on/off per acqua e gas, e l’interruttore della corrente
elettrica, pensato per ridurre i consumi e gli sprechi energetici
”.

Selezionato
come vincitore all’unanimità, il progetto di Matteo Nativo ora entrerà nella fase di prototipazione e ancora una
volta sarà il web, oltre alla rete dei
punti vendita di Scic, a confermare la validità delle soluzioni proposte
.
Ma anche
altri progetti presentati nell’ambito del concorso andranno ad arricchire
ulteriormente il bagaglio di un’azienda che ha avuto il coraggio di lanciare
una sfida coraggiosa che ha confermato
come i giovani siano portatori sani di ottime idee
, “compatte ed
ecologiche”.
Da citare
sicuramente anche altri progetti, quindi. Il premio della giuria è andato a Frame – acronimo di Forse Rimarranno Assieme Molte Emozioni
– di Omar Cotza, che ha puntato sul
concetto di incorniciare “gli elementi
variabili e mutanti che costituiscono la cucina
” e anche la propria vita in
un modello di riuso quanto mai attuale.
Il premio della
rete è andato a Bloom di Tommaso
Bistacchi,
che gioca su “contaminazione
tra cucina e living, modularità, storage liberi, elettrodomestici alzati da
terra e facili da raggiungere, ampio spazio di lavoro, struttura rialzata e
facile da pulire, diverse profondità ergonomiche
”.
Da
menzionare il progetto Officina di Andrea Mariotti e Davide Bartolucci, molto evoluto e
tecnologico, dove al tema della compattezza si unisce anche un’attenzione all’ecosostenibilità, visto che “i materiali sono reperiti il più vicino
possibile e sono costituiti da scarti di lavorazione o da materiale riciclato,
mentre le vernici saranno ecologiche, così come i legni delle versioni in
essenza
”.

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