Nel retail dell’arredo, dove il processo decisionale è tra i più complessi (perché contemporaneamente economico, tecnico, altamente emotivo e condiviso tra più decisori familiari) il vero tema dei prossimi anni sarà rendere semplice ciò che oggi appare frammentato.

“Serve un sistema decisionale più efficiente, unito a un livello maggiore di specializzazione” spiega Fabrizio Valente, founder di Kiki Lab (Gruppo Promotica), che sottolinea anche la necessità di “coltivare l’impatto emotivo e investire su professionalità capaci di guidare la presenza digitale dei negozi”. Dal 2005 Kiki Lab, in collaborazione con il suo consorzio mondiale Ebeltoft Group, realizza e pubblica un’indagine annuale che individua le tendenze chiave nelle Retail Innovations e seleziona e analizza circa 50 casi dai 5 continenti che meglio esemplificano le tendenze: il prossimo appuntamento sarà a Milano il 18 marzo 2026.
La complessità vuole processi semplici
Le direttrici individuate dall’ultima edizione del convegno internazionale Retail Innovations (Feel & Link, Quick & Easy, Sustain) valgono anche per l’arredo. “Sono tendenze globali e trasversali - osserva Valente -, anche se l’arredo è uno dei settori in cui il retail è più arretrato”. L’Italia primeggia per qualità, design e capacità progettuale, ma non ha ancora completato il passaggio a una customer experience moderna. Comprare una cucina o un arredo completo non è mai un gesto impulsivo: è un percorso che parte online, prosegue nei negozi, passa dai consigli di amici e social, e coinvolge più membri della famiglia. “Questa complessità richiede processi semplici”, ribadisce Valente. Per esempio, modelli come quello di Saint-Gobain in Francia, piccoli showroom dove effettuare simulazioni e progettazioni 3D, aiutano a ridurre la fatica decisionale. Un’idea destinata a diffondersi è anche quella di uno spazio cloud condiviso: “Cartelle di lavoro dove clienti e retailer vedono l’evoluzione del progetto e inseriscono spunti, invece di perdersi tra mille chat”.

Orchestrare bene l'esperienza d'acquisto
Le soluzioni davvero efficaci sono in definitiva quelle che eliminano le frizioni nel passaggio tra canali: consultazione online, selezione delle finiture, appuntamenti, preventivi. La direzione da imboccare è quella di showroom più snelli e specializzati, con pochi pezzi esposti e molti materiali da toccare. “Nel lusso funziona già così – osserva Valente - non serve mostrare tutto, ma orchestrare bene l’esperienza”. L’invito ai retailer dell’arredo è dunque quello di ripensare le superfici e persino il concetto di negozio: più corner in partnership, meno megastore costosi da mantenere, più simmetria rispetto alla multicanalità reale del cliente.

Uno storytelling autentico ed emozionale
Un altro elemento da tenere in primo piano è la dimensione emotiva, che non può più essere considerata un “nice to have”. “Il negozio deve emozionare - afferma Valente - e l’emozione può nascere anche da strumenti semplici: contenuti video, recensioni valorizzate in-store, narrazioni visive. Amazon ha messo le recensioni dei clienti sugli scaffali delle sue librerie: perché non farlo anche nell’arredo?”. Il negozio fisico è destinato a diventare una vetrina delle opinioni reali: monitorare Google, rispondere alle recensioni, trasformare alcuni commenti in raccomandazioni esposte sul punto vendita. La community non è certo un dogma, ma è una leva utile quando radicata nella concretezza. “Conta se nasce da storie vere e contenuti di valore. Il racconto deve essere democratico, empatico, umile” sottolinea Valente.

Guardando al 2026, tra tecnologia, formati, partnership e competenze, Valente è netto: “In questo settore io investirei più nelle persone che nelle super-tecnologie”. Servono figure interne capaci di gestire social e presenza digitale dei punti vendita, professionisti che conoscano prodotti, clienti e dinamiche locali. Lo storytelling (autentico, concreto, emozionale) resta un lavoro umano: “Chi entra in negozio vuole affidarsi a qualcuno. Anche i più tecnologici, alla fine, cercano una relazione semplice, competente e psicologicamente rassicurante” conclude il fondatore di Kiki Lab. La rotta per il 2026 è tracciata: semplificare, emozionare, specializzare. E rimettere le persone (clienti e professionisti) al centro.
RETAIL INNOVATIONS 21
Milano, 18 marzo 2026
Presentazione ricerca mondiale Retail Innovations 21
Testimonianze aziendali di: Ikea, Lego, Humana, Save The Duck e altre in attesa di conferma
Convegno a pagamento. Per informazioni: kiki@kikilab.it - www.kikilab.it
Inviti disponibili per Retailer, Brand e Real Estate - disponibilità limitata



