L’ora touch della domotica

La domotica è uscita da percentuali vicine allo zero grazie ai sottili touchscreen portatili, direttamente discendenti da quello dell’iPhone che, pur avendo non eccelse caratteristiche di telefonia, ha fatto invecchiare in pochi mesi i cellulari tradizionali.
Gli schermi degli smartphone ubbidiscono al tocco umano quasi intuendo ciò che l’utente vuole.

In un colpo solo, a partire dal 2008, subito dopo il boom mondiale della Apple, il frigo, la cappa, la lavatrice, il frullino, il ferro da stiro, la macchina per caffè, il forno, i piani a induzione, il videocitofono, hanno dovuto uscire dalle linee di montaggio già dotati di display touch, per non sembrare obsoleti.
Anche dal punto di vista normativo è arrivata una accelerazione della domotica: secondo la variante alla Norma CEI 64-8, di riferimento per gli impianti elettrici residenziali, l’utente può scegliere, nel momento in cui si rivolge a un installatore, fra tre livelli di dotazione dei quali l’ultimo, il più performante e che assegna all’edificio un valore aggiunto, è quello “domotico”. Che per dirsi tale deve gestire almeno quattro automazioni, delle quali una è strettamente legata alla gestione-carichi ovvero quelli degli elettrodomestici della cucina, più la lavatrice e la climatizzazione.

Nel 2010 e nel 2011, il network dei siti di compravendite immobiliari n. 1 in Italia, Immobiliare.it, ha realizzato due ricerche sulla presenza di impianti domotici negli edifici residenziali di nuova costruzione.
Nel 2010 la percentuale era del 51%, nel 2011 era già salita al 52-53%. Si tratta in gran parte di abitazioni dove sono state installate una-due automazioni per accensione e spegnimento programmati. Nel 38-40% delle abitazioni sono presenti 4-5 applicazioni domotiche con una notevole percentuale di “scenari”. Le aziende di punta del comparto elettrotecnico hanno dichiarato in diverse riprese, al Sole 24 ORE, di avere registrato aumenti di vendite tra il 10 e il 15% esclusivamente nell’impiantistica domotica.

A questo trend ha contribuito, a partire dal 2010, quello che uno dei massimi esperti europei di domotica, il francese Bruno de Latour, chiama “il big bang energetico” e cioè la grave perdurante crisi finanziaria che costringerà le famiglie a tagliare in modo più drastico che in passato i consumi elettrici e di gas. E solo una centralizzazione anche in remoto dei comandi degli impianti e degli elettrodomestici potrà contenere la crescita della bolletta energetica.

Già sin da ora la donna, che ha favorito il successo dei cellulari, dei televisiori a schermo piatto e degli elettrodomestici iper-efficienti, può controllare i consumi tramite il contatore elettronico. Il recente successo dei touchscreen domotici è opera sua; sono facili da usare e interpretare, sono leggeri e quindi trasportabili da un locale all’altro, per monitorare anche a distanza il piano di cottura, il sonno del bambino, lo studio dei ragazzi, il giardino e la porta d’ingresso.
“Monitorare” significa vedere letteralmente le immagini sul display in tempo reale, zoomando i dettagli, degli ambienti e delle persone da controllare.

In cucina l’automazione domestica coinvolge soprattutto gli elettrodomestici ed è resa possibile grazie all’elettronica, di cui sono ormai dotati le soluzioni più evolute. Si spazia dal controllo delle singole funzioni all’integrazione tra gli apparecchi. E per il futuro si lavora sui comandi vocali, sulle “app” da scaricare e sulla gestione intelligente dei consumi.

Pubblica i tuoi commenti