Euromobil, creare spazi in cui stare bene

I progetti di valore firmati Euromobil partono sempre dalla centralità della persona: lo spiega l'architetto Roberto Gobbo, art director e coordinatore progettuale di Gruppo Euromobil

Nata nel 1972 per iniziativa dei fratelli Lucchetta, Euromobil è l’azienda cardine di Gruppo Euromobil a cui appartengono anche i brand Zalf e Desiree. Il reparto di R&S del marchio, che si avvale di tecnologie e stabilimenti all’avanguardia siti esclusivamente in Italia, opera in collaborazione con architetti e designer di fama internazionale e sviluppa un design sostenibile e trasversale ai prodotti e ai sistemi produttivi, dando vita a cucine dallo stile senza tempo. "Uno dei concetti a cui Gruppo Euromobil è molto legato è quello di timeless: un prodotto non deve solo funzionare, ma generare benessere nel tempo, senza stancare. In tal senso la durata è anche una forma di sostenibilità", afferma l’architetto Roberto Gobbo, art director e coordinatore progettuale di Gruppo Euromobil. Il suo contributo verso l’azienda ha a che fare anche con la creatività che, anzitutto, è "capacità di osservazione", afferma. "Significa capire come cambiano la casa, i comportamenti e le aspettative delle persone, e tradurre tutto questo in progetti cucina capaci di durare".

Euromobil: la nuova versione di Margo (design R. Gobbo e daR&S Euromobil) presenta l'isola con spigoli stondati

In quest’ottica, Euromobil sviluppa sistemi non solo dal design raffinato, ma concepiti ponendo al centro la cura della persona e dell’ambiente. "Costruiamo ambienti in cui le persone possano star bene. La cucina è un luogo di relazione e permanenza; il progetto deve quindi occuparsi anche dell’armonia, della leggerezza, della trasparenza e di quella sensazione di equilibrio che coinvolge corpo e spirito". I diversi plus progettuali rientrano nel concetto di qualità che, per Euromobil, è un valore assoluto e che si traduce, tra l’altro, nella minuziosa cura dei dettagli.

"Nel modello Kubic, ad esempio, la cornice dell’anta diventa elemento focale: il telaio crea un segno preciso e riconoscibile. È un dettaglio tecnico, ma anche espressivo, perché dà ritmo alla composizione e costruisce l’identità della cucina. Lavorare sul dettaglio significa quindi trasformare una scelta costruttiva in linguaggio; il dettaglio fa parte della logica del progetto".

Euromobil: il modello Kubik disegnato da Roberto Gobbo e R&S

Altro plus delle cucine Euromobil è la personalizzazione, la cui vera sfida, per un designer, sta nella capacità di "offrire possibilità di scelta senza lasciare il consumatore solo davanti a un numero indistinto di opzioni", prosegue l'architetto Gobbo. "Personalizzare non è moltiplicare all’infinito materiali, colori e soluzioni, ma costruire una proposta selezionata, coerente e riconoscibile, capace di orientare le decisioni. Azienda e progettista, grazie ad una gamma di cucine già pensata e frutto di una sensibilità precisa, permettono all’utente di sentirsi guidato nella scelta. La personalizzazione acquista così valore perché avviene entro un sistema progettuale solido, in cui la libertà individuale incontra l’identità del brand".