Capostipite del Gruppo Concorde, dal 1969 Atlas Concorde è una delle principali holding mondiali del settore ceramico; al gruppo appartengono anche Atlas Plan, specializzato in grandi lastre per top, tavoli ed elementi d’arredo, e Atlas Concorde Habitat. I diversi Red Dot Award vinti dal brand dal 2023 rivelano una collezione strettamente connessa ai principi del brand - innovazione, ricerca, stile italiano, responsabilità sociale e ambientale - e alla capacità di fare cultura di prodotto, "che significa raccontare il valore reale delle superfici, dall’idea alle competenze che rendono possibile realizzarlo", spiega Efrem Grasselli, Marketing Manager di Atlas Concorde. "Riguardo agli attestati sulla sostenibilità – solo per fare alcuni esempi - abbiamo rating EcoVadis Silver (2025); il GWP (Global Warming Potential) dei nostri gres 9 mm è inferiore del 19% rispetto alla media di settore. Fare cultura di prodotto significa rendere accessibile questo know-how con supporto tecnico, configuratori, formazione e collaborazioni con studi di architettura. La cultura di prodotto è essa stessa un atto di progetto".

Nella ricca collezione Atlas Concorde, il prodotto che rappresenta al meglio l’idea di competenza creativa è "Nyra, concepito insieme allo studio Apostoli; sviluppo di prodotto e principi dell’architettura biofilica si sono incontrati fin dall’inizio e si sono tradotti in superfici dalle texture organiche e in continuità visiva con l’ambiente, ideali per cucine integrate nel living, nel residenziale alto di gamma e nell’hospitality. Con Nyra abbiamo immaginato superfici capaci di rendere gli spazi rigenerativi e di contribuire al benessere di chi li abita. Nel nostro ambito, la creatività è la capacità di trasformare materia, tecnologia e cultura del progetto in superfici che rispondano ai nuovi modi dell’abitare. Significa leggere l’evoluzione degli spazi e tradurla in soluzioni concrete. È una competenza progettuale che si misura nella qualità del prodotto e nel valore che genera".

Fondamentale è attualizzare queste capacità, che «vuol dire partire dalle radici senza fermarsi alla tradizione. Il distretto ceramico italiano è un patrimonio unico di competenze tecniche e cultura industriale: la sfida è farlo evolvere attraverso ricerca, innovazione tecnologica e dialogo con design e architettura, investendo in tecnologie produttive avanzate e superfici che rispondano a performance, durabilità e sostenibilità. Il territorio resta il punto di partenza, da rendere competitivo a livello internazionale come sintesi di knowhow e visione progettuale»".



