Con il nuovo Regolamento europeo Ecodesign for Sustainable Products (ESPR) e il Digital Product Passport, la sostenibilità entra nella fase operativa. Erika Rastelli, Chief People Officer di Aran World, racconta come l’azienda stia affrontando questa trasformazione con una visione integrata, dove etica, innovazione e cultura del progetto diventano un tutt’uno.
“Stiamo lavorando attivamente per allinearci ai nuovi standard europei – spiega Erika Rastelli –. Negli anni scorsi ho avuto l’opportunità di far parte di un gruppo di lavoro di Giovani Imprenditori di Confindustria che mi ha permesso di seguire la normativa sul Passaporto Digitale. Siamo stati accolti al Parlamento Europeo dove abbiamo presentato un report della nostra analisi con l’obiettivo di individuare pro e contro del nuovo strumento, fornendo delle raccomandazioni per renderlo più efficace senza trasformarlo in un aggravio per la competitività delle nostre imprese, allineati al lavoro svolto per il settore da EFIC”.
Non solo compliance normativa
L’obiettivo è garantire trasparenza e conformità alle normative, facilitando scelte più consapevoli da parte dei consumatori. “Il comparto legno-arredo – precisa Erika Rastelli - lavora ormai da anni per ridurre l’impatto ambientale delle materie prime utilizzate puntando sulla trasformazione dei modelli di business da lineare a circolare. Pertanto, incentivare la tracciabilità del prodotto attraverso lo sviluppo tecnologico va nella direzione già intrapresa dal comparto”. L’approccio di Aran Cucine va comunque oltre la compliance normativa: la sostenibilità è infatti parte integrante del dna aziendale. “Per noi è un paradigma culturale – sottolinea Rastelli –. Non è solo una scelta etica o produttiva, ma un impegno a lungo termine che guida le nostre decisioni strategiche, progettuali e operative. È l’equilibrio tra innovazione, responsabilità sociale e rispetto per l’ambiente, tradotto in soluzioni di design funzionali, estetiche e sostenibili”.

Scelte green e azioni concrete
Un impegno che si riflette in azioni concrete: dall’utilizzo di legno certificato FSC® e materiali riciclabili alla produzione alimentata da impianti fotovoltaici, fino all’ottimizzazione della logistica per ridurre le emissioni di CO₂. “L’economia circolare – osserva Erika Rastelli - è al centro della nostra strategia. Stiamo sviluppando soluzioni che favoriscano il riuso, la smontabilità e il recupero dei materiali, per estendere il ciclo di vita dei nostri prodotti e ridurre al minimo i rifiuti. Iniziative come la progettazione per la disassemblabilità e l’uso di materiali facilmente riciclabili sono passi concreti verso questo obiettivo”. Certo, la transizione verde non è priva di ostacoli. Le principali difficoltà riguardano la disponibilità dei materiali sostenibili, non sempre reperibili in quantità e qualità adeguate, oltre alla necessità di investimenti tecnologici per aggiornare la produzione e la formazione del personale. Un altro nodo cruciale è la collaborazione lungo la filiera. “Serve allineare fornitori e partner agli stessi principi di ecodesign, il che può comportare sfide nella comunicazione e nella gestione delle risorse”.

Transizione verde, occorre fare sistema
Nonostante le complessità, Aran Cucine considera la sostenibilità una leva strategica. “Essere sostenibili è ormai un vantaggio competitivo reale. Consumatori e partner commerciali sono sempre più attenti all’impatto ambientale e sociale delle loro scelte. Adottare pratiche sostenibili non solo migliora la reputazione aziendale, ma apre anche a nuove opportunità di mercato e a una maggiore resilienza nel lungo periodo”. Per accelerare la transizione verde serve fare sistema. “La collaborazione tra aziende è fondamentale – conclude Rastelli –. Condividere best practices, sviluppare standard comuni e lavorare insieme su progetti di innovazione sostenibile può amplificare l’impatto positivo, ridurre i costi e influenzare positivamente le politiche pubbliche, stimolando un cambiamento sistemico verso un’economia più sostenibile”.




