Angelina si ispira al Duomo di Milano

La caffettiera Angelina si presenta nella nuova serie dedicata al Duomo di Milano, che riprende antichi disegni relativi alla Cattedrale

La caffettiera Angelina Made in Italy - prodotta da Fonderia Alfredo Togno - incontra il Duomo di Milano: è così che nasce la nuova collezione che riproduce i disegni tratti dall’Archivio della Veneranda Fabbrica, un progetto che unisce storia, cultura e italianità. Creata su licenza della Direzione Brand Extension di Mediaset, la collezione è valorizzata da tre decori tratti da tre disegni custoditi nell’Archivio della Veneranda Fabbrica, l’ente istituito nel 1387 per la tutela e la valorizzazione del monumento, che custodisce la storia della Cattedrale. La nuova collezione - che comprende la caffettiera realizzata in tre edizioni e le tazze della serie Colibrì - mette pertanto in dialogo design, cultura del caffè e patrimonio culturale milanese; artigianalità, italianità e cultura, sono gli ingredienti che completano questo connubio.

Angelina Made in Italy: le tre versioni della nuova collezione 

La collezione è stata presentata lo scorso 28 Settembre nella cornice della Terrazza dell’Orologio, presso la sede della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano. Nel corso della giornata di presentazione, il Maestro del caffè - Gianni Cocco - ha tenuto una masterclass dedicata alla preparazione del caffè e alla degustazione di una ricetta speciale, creata per l’occasione.

Alla base del progetto, la possibilità, da parte Angelina Made in Italy, di accedere all’Archivio e scegliere insieme i disegni storici da cui trarre ispirazione per la riproduzione sulle caffettiere Colibrì. "Avere l’opportunità di entrare in dialogo con il patrimonio dell’Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo è stato per noi molto emozionante e un grande privilegio" racconta Barbara Togno, fondatrice di Angelina Made in Italy. "Abbiamo scelto tre disegni capaci di raccontare, attraverso segni e colori, alcuni frammenti della storia di uno dei simboli più importanti di Milano, e li abbiamo trasformati in oggetti da vivere ogni giorno. È un incontro che ci rappresenta profondamente: tra cultura e design, memoria e contemporaneità, artigianalità e quel rito tutto italiano che è il caffè".

Le tre varianti grafiche di Angelina

La collezione è declinata in tre proposte, tre testimonianze di epoche, tecniche e momenti diversi della storia della Cattedrale, accomunate dalla straordinaria ricchezza grafica e cromatica dei documenti conservati nell’Archivio. Eccole qui di seguito.

“Frammento d'una parete dipinta nel Castello di Pandino”

Angelina Made in Italy nella versione che riporta i disegni di Paolo Cesa Bianchi 

Nel giugno del 1888 l’architetto della Veneranda Fabbrica, Paolo Cesa Bianchi, realizzò il rilievo di alcuni affreschi trecenteschi presenti nel Castello Visconteo di Pandino, con lo scopo di sottolinearne le analogie con il disegno del pavimento del Duomo di Milano. Questo fu particolarmente utile all’interno del dibattito in corso a quel tempo sul rifacimento della pavimentazione. La caffettiera ha il serbatoio dell’acqua in colore rame, invece la grafica dell’Archivio sarà sul collettore dove viene raccolto il caffè e sul coperchio. Manico e pomolo sono marroni.

“Decorazioni delle volte”

Realizzato a tempera e acquerello con dorature da Giuseppe Bertini (nel 1881 circa), il disegno rappresenta una proposta mai realizzata di Giuseppe Bertini per una nuova decorazione delle volte del Duomo di Milano con un finto cielo blu stellato in stile gotico. La caffettiera ha il serbatoio dell’acqua e coperchio in colore azzurro, invece la grafica dell’Archivio sarà sul collettore dove viene raccolto il caffè. Manico e pomolo sono grigi.

“Assegnazione dei lavori alla falconatura"

I primi decenni dell’Ottocento sono caratterizzati da un’importante campagna di completamento delle coperture della Cattedrale milanese, che non si esaurisce con la realizzazione delle guglie, ma prosegue anche con la progettazione minuziosa e la successiva esecuzione di numerosi componenti decorativi. È il caso di questo disegno (del 1833) in cui, con colori diversi e l’ausilio di una legenda, si indica l’assegnazione dei lavori da eseguirsi alle diverse compagnie di operai. La caffettiera ha il serbatoio dell’acqua color crema, come il coperchio, invece la grafica dell’Archivio è sul collettore dove viene raccolto il caffè. Manico e pomolo sono bianchi.