Un mercato da 20-25 miliardi di euro, grandi investimenti immobiliari e una domanda sempre più orientata alla qualità degli spazi: è da Shanghai che Salone del Mobile.Milano avvia Salone Contract Tour, il percorso internazionale di confronto con gli attori che stanno trasformando il mercato globale del contract. La prima tappa sceglie la Cina non soltanto per il peso economico, ma anche perché rappresenta un osservatorio privilegiato sull’evoluzione dei progetti integrati, nei quali architettura, interior design, arredi, materiali e servizi concorrono a definire il valore di un immobile. Secondo le stime elaborate da Salone del Mobile.Milano con PwC Italy, la Cina concentra circail 72% del potenziale contract dell’Asia-Pacifico, per un valore compreso tra 20 e 25 miliardi di euro. Un bacino rilevante, che sta cambiando composizione e priorità: accanto alle nuove costruzioni, acquistano importanza la riqualificazione del patrimonio esistente, i nuovi modelli residenziali e gli sviluppi mixed-use, capaci di integrare abitazioni, uffici, retail, hospitality e spazi pubblici in un’unica destinazione.

Un mercato articolato, tra living e hospitality
La dimensione del potenziale cinese emerge anche dalla ripartizione per segmenti. Il living rappresenta il 48% del mercato contract stimato, includendo residenziale tradizionale, rental housing, student housing, co-living e senior living. Seguono uffici, con il 24%, retail, con il 18%, e hospitality, con il 10%. Una distribuzione che evidenzia come il contract non sia più riconducibile esclusivamente agli hotel, ma coinvolga un ecosistema di spazi e funzioni sempre più interconnessi. Le opportunità arrivano anche dai programmi di riqualificazione urbana: tra il 2026 e il 2030 la Cina prevede di avviare interventi su circa 115.000 complessi residenziali urbani. Sul fronte alberghiero, a fine giugno 2026 erano 3.588 i progetti nelle diverse fasi di sviluppo a livello nazionale, di cui 2.547 già in costruzione. A questi si aggiunge la crescita delle branded residences, che in Asia-Pacifico hanno visto aumentare del 55% il numero dei progetti negli ultimi cinque anni. Per le aziende dell’arredo si aprono così occasioni che richiedono capacità di personalizzazione, continuità qualitativa e coordinamento con le diverse figure coinvolte.

Westbund Central, un laboratorio urbano
A dare concretezza al confronto è Westbund Central, il grande sviluppo mixed-use che Hongkong Land sta realizzando sul waterfront di Xuhui, a Shanghai. Con un investimento di circa 8 miliardi di dollari e oltre 1,1 milioni di metri quadrati di superficie sviluppabile, il progetto integra uffici, retail di lusso, residenze, hotel, cultura, wellness e spazi pubblici. Un caso emblematico di come il valore di una destinazione dipenda sempre più dalla coerenza tra le sue diverse componenti. È attorno a questo scenario che si è svolto il talk The Integrated Destination - Designing across asset classes, in collaborazione con Designwire, con la partecipazione di Hongkong Land, Benoy, MDO - More Design Office e CCD - Cheng Chung Design. Il confronto ha messo in relazione il punto di vista del developer con quello degli studi di architettura e interior design, approfondendo come si costruisce l’identità di un progetto complesso e come vengono definite le specifiche, gli standard qualitativi e le scelte di fornitura. Come ha sottolineato Maria Porro, presidente di Salone del Mobile.Milano, il design entra sempre prima nella costruzione del valore immobiliare: non è più soltanto una componente finale del fit-out, ma contribuisce alla capacità di un asset di mantenere attrattività e performance nel tempo. Per le aziende, questo significa essere coinvolte già nelle fasi iniziali, dialogando con developer, progettisti, operatori e società di procurement.

Dal mercato al progetto
Per le imprese italiane, la Cina è un mercato significativo anche sul fronte commerciale: le esportazioni del macrosistema arredamento hanno raggiunto 364 milioni di euro nel 2025 e 144 milioni nel primo semestre 2026. Nei grandi progetti contract, tuttavia, la competitività non dipende soltanto dal prodotto, ma dalla capacità di inserirsi in processi decisionali complessi, spesso avviati anni prima della consegna. Le evidenze raccolte a Shanghai contribuiranno al percorso verso Salone Contract, in programma dal 13 al 18 aprile 2027 nell’ambito della 65ª edizione del Salone del Mobile.Milano, a Fiera Milano, Rho. Il Tour punta così a leggere le trasformazioni direttamente nei mercati, mettendo in dialogo domanda internazionale, competenze progettuali e capacità industriali, per comprendere quali requisiti serviranno alle aziende per diventare partner dei grandi sviluppi globali.



