Un progetto che rappresenta un elogio autentico allo stile vintage e al valore del riuso: si tratta dell'appartamento a Caserta realizzato dall'architetto e designer Gae Avitabile a partire da un vecchio deposito sapientemente trasformato. Uno spazio suggestivo e "di memoria", connotato da un mix calibrato di texture, luci e colori sapientemente coordinati per esaltare l'anima vintage della casa della proprietaria, la signora Egle, appassionata di brocantage e di oggetti e arredi vintage che negli anni ha collezionato ereditandoli dalla famiglia e acquistandoli da antiquari e nei mercatini, anche durante i numerosi viaggi. Così, ogni pezzo della sua collezione rappresenta una storia e traccia la mappa della propria "memoria" emotiva. "Per Egle c'era un punto fermo: il progetto avrebbe dovuto nascere esclusivamente dagli arredi, dagli oggetti e dai materiali custoditi nel garage-deposito di famiglia di sua proprietà", ci ha raccontato l'architetto Gae Avitabile. "Quando la serranda si è sollevata, ho trovato una sorprendente raccolta di elementi provenienti da epoche, case e luoghi diversi. Ogni oggetto sembrava custodire un frammento di vita, un ricordo. È nata così l'idea del progetto: non semplicemente recuperare ciò che già esisteva, ma creare uno spazio capace di accogliere e raccontare quei ricordi".

Compito del progettista è stato quindi dare una nuova casa alla collezione di mobili e oggetti, ma, prima di tutto, recuperare e trasformare la vecchia struttura in abitazione. "La prima fase del progetto è stata dedicata all'analisi dello stato del luogo", ci ha spiegato l'architetto Gae Avitabile. "In origine, le due stanze principali, di circa 20 mq ciascuna, si trovavano in totale abbandono: il degrado era tale da non permettere nemmeno di riconoscere la pavimentazione esistente. Adiacente a una di esse era presente un terzo ambiente di circa 6 mq, accessibile esclusivamente dall'esterno. La seconda fase ha riguardato lo sviluppo del progetto: obiettivo principale era integrare il piccolo ambiente adiacente alle due stanze del deposito attraverso un intervento strutturale mirato, realizzando un vano di collegamento con la tecnica del cerchiaggio strutturale, che ha permesso di organizzare gli spazi ricavando due camere e un bagno. La proprietaria ha espresso fin dall'inizio il desiderio di recuperare e riutilizzare il maggior numero possibile di mobili e oggetti di famiglia. Tra mobili dimenticati, ricordi di viaggio e oggetti appartenuti a diverse generazioni, il progetto ha progressivamente assunto una propria identità, fortemente caratterizzata dal recupero e dalla memoria"

"La terza fase del progetto - continua l'architetto Avitabile - ha riguardato una serie di interventi preliminari finalizzati al recupero strutturale e al risanamento degli ambienti. I solai sono stati consolidati mediante l'inserimento di putrelle in acciaio, mentre per contrastare il degrado delle murature dovuto alle infiltrazioni di acqua è stata realizzata una barriera chimica per interrompere la risalita capillare dell'umidità. È stato poi rimosso tutto il vecchio intonaco e sono stati eseguiti ulteriori interventi di risanamento, consolidate le pareti con reti in fibra di vetro e resine indurenti. Una piacevole scoperta è stata il ritrovamento della pavimentazione originale in sestini di cotto che, con la pulizia e una leggera levigatura, ha recuperato il proprio carattere autentico". Infine l'architetto si è occupato di installare nuovi serramenti in legno lamellare, una caldaia a condensazione e a un sistema a pompa di calore per il raffrescamento durante i mesi caldi.

Per il progetto, Gae Avitabile ha quindi stravoltoi 45 mq del vecchio deposito dando vita un habitat accogliente, sfruttando ogni centimetro con soluzioni cucite su misura, ma soprattutto attorno ai mobili e agli oggetti della proprietaria, mantenendo il più possibile i materiali e strutture preesistenti. "L'ultima fase ha riguardato le finiture e l'allestimento degli interni", prosegue l'architetto Avitabile."La quasi totalità degli arredi proviene dal deposito di famiglia di Egle, confermando la volontà di dare nuova vita a oggetti esistenti".
La cucina in continuità con la narrazione

Nello spazio dell'appartamento strutturato con i diversi ambienti in sequenza, accomunati dal pavimento in vecchi sestini di cotto riportati all’antico splendore, la cucina è un ambito raccolto al disotto del soppalco realizzato ex novo. "La cucina è stata la naturale conseguenza dell'approccio progettuale globale", spiega Avitabile riguardo il progetto della zona cucina. "Anche in questo caso, l'obiettivo non era disegnare un nuovo elemento, ma dare continuità a quella narrazione emotiva che attraversa l'intera casa", dice l'architetto. "Per realizzarla ho recuperato una madia appartenente alla famiglia di Egle, un vecchio piano in marmo proveniente da un tavolo dismesso, un lavabo acquistato anni prima in Marocco e un rubinetto mai utilizzato. Oggetti diversi per origine, funzione e storia, accomunati però dalla capacità di evocare ricordi e affetti. Il soppalco su cui si colloca il letto è stato realizzato su misura da un fabbro locale".

"Attraverso interventi minimi e puntuali, i vari elementi sono stati ricomposti in un unico insieme: l'inserimento di un piano cottura a induzione da incasso e pochi altri accorgimenti hanno trasformato materiali e arredi esistenti in una piccola cucina, essenziale ma ricca di significato. Più che un nuovo progetto, la cucina è il risultato di una ricomposizione, dove ogni elemento continua a raccontare la propria storia all'interno di un linguaggio comune".

"La quasi totalità degli arredi proviene dal deposito di famiglia di Egle, confermando la volontà di dare nuova vita a oggetti esistenti. Gli unici elementi acquistati ex novo il piano cottura a induzione a due fuochi di Candy e il frigorifero arancione in stile retrò, oltre al lavabo e i sanitari del bagno, di Globo".
Mood Déco e barocco
Tornando nel soggiorno si trova l'apertura dell’ambiente bagno, un angolo dal mood barocco impreziosito dallo scenografico lampadario a frange e dalla imponente specchiera Déco, volutamente accostati per contrasto al piccolo lavabo di gusto essenziale ed ipermoderno.

Le pareti sono arricchite da cementine di recupero ricavate dal pavimento dei primi del 'Novecento '900 appprtenente al salone di una casa di famiglia. Nel bagno sono state impiegate per comporre il decoro che completa l’area lavabo e che riveste le pareti della doccia, realizzando in un insieme dal carattere fortemente teatrale.

SCHEDA PROGETTO
LOCALITA'
Caserta
PROGETTO D’INTERIOR E D'ARREDO
Architetto Gae Avitabile
TIPOLOGIA ABITAZIONE
Appartamento
SUPERFICIE ABITATIVA TOTALE
45 mq
SUPERFICIE zona CUCINA
20 mq
TIPOLOGIA CUCINA
Aperta
ARREDO CUCINA
Composto da: antica madia di famiglia con lavello proveniente dal Marocco, piano cottura a induzione, top in marmo ricavato dal piano di un tavolo antico - Sedie in metallo verniciato bianco e tavolo vintage
ELETTRODOMESTICI
Piano cottura a induzione: Candy - Frigo free-standing vintage
ARREDI E COMPLEMENTI ZONA GIORNO
Tavolino orientale in legno - Arazzo da parete proveniente da Bali - Sofà rivestito in tessuto di origine marocchina - Antica madia in legno di famiglia - Pavimentazione in sestini di cotto preesistenti e ripristinati
PIANTA PROGETTO

PIANTA STATO DI FATTO




