In un contesto internazionale segnato da instabilità geopolitiche e ridefinizione degli equilibri economici, il Salone del Mobile.Milano si riafferma come garante del design e infrastruttura strategica per l’intera filiera dell’arredo. A 12 giorni dal debutto della kermesse (in programma dal 21 al 26 aprile, a Fiera Milano, Rho) la conferenza stampa tenutasi alla Triennale è stata l'occasione per sottolineare che non si tratta solo di una manifestazione, ma di un sistema capace di sostenere il business, alimentare la cultura del progetto e consolidare relazioni globali. Lo ha ribadito in apertura il d.g. Marco Sabetta, che ha sottolineato il ruolo sempre più centrale del Salone come punto di riferimento stabile in uno scenario incerto.
Ha voluto puntualizzare la responsabilità che questo evento si assume anche la presidente Maria Porro: “Il Salone del Mobile nasce da un’idea molto chiara: dare forma, ogni anno, a un evento in cui l’industria possa riconoscersi, confrontarsi e rafforzare la propria capacità di stare nel cambiamento. Oggi questa responsabilità è ancora più evidente. Viviamo una fase in cui si stanno ridisegnando mercati, filiere, priorità industriali e geografie della domanda. In questo scenario, il Salone non può limitarsi a rappresentare il settore: deve aiutarlo a leggere con lucidità il presente e a costruire, con visione, il proprio posizionamento futuro”. Una visione che si traduce in scelte concrete, come l’introduzione di nuovi format – Salone Contract e Salone Raritas – pensati per intercettare le trasformazioni in atto nei mercati e nei linguaggi progettuali. E ancora, in un’intensa attività internazionale che negli ultimi dodici mesi ha portato il Salone dall’India al Golfo, dal Giappone agli Stati Uniti, fino a Hong Kong con Art Basel, con l’obiettivo di costruire una community sempre più ampia e qualificata.

I dati confermano la tenuta e l’attrattività della manifestazione nonostante la crisi internazionale: su circa 1.900 espositori le rinunce sono state minime, con una presenza estera pari al 36,6% da 32 Paesi. Segnali confortanti arrivano anche dalla biglietteria, già allineata ai livelli del 2024 e 2025, mentre cresce l’interesse internazionale con il ritorno di mercati chiave come Cina e Brasile e una forte risalita degli Stati Uniti, oggi al quinto posto tra i Paesi di provenienza dei visitatori. In aumento anche gli accrediti stampa, che superano quota 3.000, a testimonianza dell’attenzione globale verso l’evento. All’interno di questo scenario, EuroCucina si conferma uno dei poli più dinamici,con 106 espositori di cui il 38% esteri, mentre il SaloneSatellite rafforza la sua vocazione internazionale con oltre 700 designer da 35 Paesi. Il programma culturale si amplia con il ritorno di Drafting Futures e con nuove iniziative come “The Night of Design - Common Archives”, che aprirà oltre 150 archivi di grandi maestri, e due mostre speciali: Abito, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e curata da Palomba Serafini Associati e MadeIN MiC, promossa dal Ministero della Cultura e curata da Mario Cucinella, a testimonianza di un Salone sempre più piattaforma di contenuti oltre che di prodotto.

A sostenere questa centralità è anche la solidità economica della filiera. Il settore legno-arredo chiude il 2025 con un fatturato di oltre 52,2 miliardi di euro (+1,4%), più di 62.000 imprese e oltre 292.000 addetti, contribuendo per il 2,3% al PIL nazionale. Una crescita sostenuta soprattutto dal mercato interno (+2%), mentre l’export, pur mantenendosi stabile a oltre 19,3 miliardi, mostra segnali di rallentamento nei mercati tradizionali come Stati Uniti e Francia. “Il 2025 segna un ritorno alla crescita, ma in un equilibrio fragile - ha commentato il presidente di FederlegnoArredo Claudio Feltrin -. I nostri imprenditori non si fanno spaventare, ma è evidente la necessità di diversificare i mercati e rafforzare la competitività internazionale”. Un’esigenza che rende il Salone ancora più strategico: “È il luogo in cui, con il minimo sforzo, si ottiene il massimo risultato nel confronto diretto con il mercato”.

Anche i singoli comparti riflettono questa dinamica: le cucine superano i 3 miliardi di euro (+1,5%), trainate dal mercato interno (+5%) ma penalizzate dall’export (-5%), mentre l’arredobagno cresce del 2,1%, sostenuto sia dalla domanda italiana sia da quella europea. Numeri che confermano come la domanda domestica rappresenti oggi un pilastro di stabilità, ma anche la necessità di rafforzare il posizionamento internazionale. In questo contesto complesso, il Salone del Mobile.Milano si configura come un vero ecosistema: capace di accompagnare la crescita del settore, facilitare l’accesso ai mercati – anche attraverso strumenti come le procedure fast track per i visti – e offrire una concentrazione unica di opportunità. Non solo una vetrina, ma un acceleratore di relazioni, idee e visioni.



