DoimoCucine a Casa Decor Madrid

Dal 9 aprile al 24 maggio, nello storico edificio di Calle San Agustín 11, DoimoCucine porta in scena Desco e la visione progettuale firmata Ferruccio Laviani

A Madrid, nel cuore di uno degli appuntamenti più attesi del panorama internazionale del design, DoimoCucine torna protagonista a Casa Decor con un progetto che mette al centro il significato più autentico dell’abitare. Dal 9 aprile al 24 maggio, al terzo piano – spazio 2 – dell’edificio di Calle San Agustín 11, l’azienda presenta “La cucina come Impronta”, un concept che traduce in forma concreta l’incontro tra progetto, materia e quotidianità. La partecipazione a Casa Decor rappresenta per Doimo Cucine l’occasione per raccontare un’idea di cucina che va oltre la funzione, trasformandosi in segno identitario e spazio di relazione. Il progetto espositivo accoglie il visitatore in un ambiente pensato per essere vissuto, dove la dimensione domestica viene reinterpretata con equilibrio e misura. Non una cucina da esibire, ma uno spazio da abitare, capace di accompagnare i gesti quotidiani con naturalezza.

Protagonista dell’allestimento è Desco, una delle composizioni della collezione Impronta, nata dalla collaborazione con Ferruccio Laviani, che dal 2025 affianca il brand nella direzione artistica. Una proposta che riflette una visione precisa: la cucina come traccia, come gesto progettuale che si imprime nella materia e nel tempo. Come sottolinea lo stesso Laviani: “Un gesto che lascia il segno, leggero ma presente, come un’impronta sulla materia. Ogni cucina diventa un gesto creativo, un atto di cura, un segno che lascia traccia nel tempo”.

Desco interpreta questo approccio attraverso un linguaggio essenziale, fatto di linee pulite e materiali capaci di trasmettere calore e autenticità. Il cuore del progetto è il bancone, una superficie che unisce funzione e relazione: piano di lavoro e contenimento, ma anche luogo di incontro e condivisione. Qui la semplicità diventa valore, generando comfort e continuità visiva, in un equilibrio tra estetica e praticità.

Lo spazio si sviluppa in due ambienti dialoganti: la cucina e una zona vineria, collegate da una porta integrata che scompare nel disegno architettonico. Un passaggio fluido, coerente con il linguaggio DoimoCucine, dove ogni elemento contribuisce a costruire un racconto unitario e armonico. Anche la transizione tra gli spazi diventa parte del progetto, rafforzando l’idea di continuità e di esperienza immersiva. A fare da cornice all’installazione è un edificio di grande valore storico, progettato tra il 1892 e il 1895 come residenza del Marchese di Vélez e Conte di Niebla. Un contesto che dialoga con il progetto contemporaneo, creando un contrasto raffinato tra memoria e innovazione.