In un ex opificio tra laccature ad effetto e trasparenze

Il progetto residenziale firmato dall’architetto Mario Abruzzese rigenera un ex opificio di Milano con le soluzioni d'arredo custom made di Mo.1950 puntando sul concetto di habitat fluido, in cui spazi e funzioni si separano/connettono attraverso sistemi di apertura scorrevoli

Un progetto concepito secondo un'idea di "osmosi" spaziale, in cui "le soglie sono dispositivi mobili", afferma l'architetto Mario Abruzzese - fondatore dello studio Kick.Office - parlando del concept di progetto di un ex opificio di Milano trasformato in appartamento. Inserito nel più ampio progetto di restauro dell'ex opificio - che per decenni ha ospitato la Sartoria Brancato - l'appartamento si pregia degli arredi creati custom da Mo.1950, azienda specializzata in arredamento e design che offre soluzioni personalizzate per case e spazi contract, collaborando con architetti e professionisti per fornire arredi su misura, dai rilievi alla consegna, e curando anche la fase di marketing per progetti immobiliari. Un progetto residenziale speciale, in cui l’anima dell' ex laboratorio è stata rigenerata attraverso il dialogo tra i volumi storici dell'ex opificio e soluzioni di interior design ultra-personalizzate, in cui l'approccio stilistico di Kick.Office emerge in ogni dettaglio. Non si tratta di una ristrutturazione che si basa solamente sul concetto di habitat fluido, ma anche su una ricerca estetica che si fonda sullo studio materico; colore, superfici e rivestimenti diventano gli ingredienti di un linguaggio che non teme di spingersi verso soluzioni inedite e sperimentali.

La continuità e i colori a contrasto della zona giorno della casa vista dalla cucina, Sul fondo, l'ingresso con guardaroba incassato a parete

Da edificio industriale a casa su misura

L'architetto Mario Abruzzese ci ha spiegato come fosse, prima dell’intervento, lo spazio dell'opificio e quali sono stati i principali lavori fatti per trasformarlo in abitazione. "Si trattava di uno spazio inutilizzato da anni e si presentava come un grande ambiente vuoto, non diviso da alcuna partizione", afferma l'architetto. "Tanta luce filtrava dalle finestre su entrambi i lati e il potenziale era evidente da subito: una pianta regolare e solo l’ingombro di un paio di pilastri al centro ci hanno permesso di studiare un layout adatto alla nuova funzione residenziale. Siamo quindi partiti da una ‘scatola’ vuota e abbiamo costruito per addizione, dalle nuove partizioni interne agli impianti, L’idea realizzare un unico grande spazio per la cucina-living è così nata da subito, con l’ambizione di massimizzare le aree della socialità. Abbiamo costruito degli spazi in sequenza in cui le funzioni si mescolano visivamente creando un variegato paesaggio domestico".

L’apertura diventa gesto architettonico

Tratto caratteristico dell'habitat ricavato dall'ex opificio è la fluidità degli spazi; due sistemi di apertura scorrevoli, rispettivamente realizzati in vetro e in legno, connettono e al contempo separano le varie aree funzionali della casa. "Nel progetto - spiega Abruzzese - le soglie sono dispositivi mobili: così nascono i sistemi di apertura a pannelli, da un'idea di casa come organismo flessibile, capace di mutare senza perdere unità, da un lato per adattarsi ad uno stile di vita contemporaneo in cui gli spazi hanno abbandonato la loro monofunzionalità, dall’altro per esaltare al massimo le prospettive visive e l’illuminazione naturale proveniente dalle ampie finestre eredità della passata funzione di opificio. La parete mobile vetrata e tra cucina e soggiorno agisce come una membrana trasparente: separa le funzioni ma lascia fluire luce, profondità e relazioni visive".

Il sistema a pannelli in vetro tra area pranzo e cucina. In fondo a sinistra: gli scorrevoli in legno schermano la zona notte

Se in cucina il sistema di pannelli in vetro impacchettabili a libro separa/connette la cucina e la zona pranzo-soggiorno in continuità, il sistema di pannelli in legno schermano la vista del locale studio/relax e la lavanderia, già appartenenti alla settore della zona notte.

"Più tattile e discreta, la porta a libro in legno introduce invece una pausa, consentendo allo spazio ibrido di farsi intimo all’occorrenza. Apertura e chiusura diventano così gesti architettonici misurati, che scandiscono il ritmo domestico e accompagnano i diversi momenti dell’abitare".

La cucina connessa al living e l'alternanza cromatica

Il progetto d’arredo della cucina - definita da una composizione lineare a parete e da un'isola - e del living in continuità si contraddistingue per l'originale scelta cromatica. Per l'arredo di quest'area emerge il lavoro congiunto tra Mo.1950 e lo studio Kick.Office, che insieme hanno concepito un arredo raffinato utilizzando il modello cucina Maxima 2.2, di Cesar. Il focus è l’isola con top in seminato di marmo finitura apuano, che si confronta con le basi a parete in acciaio inox spazzolato a mano a cui fa da sfondo il rivestimento in piastrelle bianche lucide con geometrie in bassorilievo, arricchita da due mensole.

La cucina realizzata con il modello Maxima 2.2, di Cesar, con isola e basi a parete di colore rosso

"Abbiamo lavorato da subito ad un’idea di cucina funzionale alla vita di tutti i giorni, pensata in ogni dettaglio e con estesi piani di lavoro e ampi volumi per il contenimento. Il fulcro dove cucinare è l’isola con piano in graniglia; alle sue spalle il lungo piano in acciaio spazzolato a mano ospita la parte operativa".

L'isola con piano in graniglia che funge anche da zona snack. Dietro: basi con top in acciaio spazzolato a mano e lavello

"Nel pensare alla palette di colori abbiamo voluto inserire una tinta chiara ma non scontata per le pareti e i soffitti, declinata poi in una nuance leggermente più decisa per gli arredi su misura. Al color burro si affianca il borgogna che identifica sia la cucina sia la parete a giorno del living. I due colori si ‘inseguono’ negli spazi dell’appartamento in un costante equilibrio misurato di chiaroscuri", spiega il progettista. "Le colonne con ante a scomparsa, color burro, celano un utile zona di lavoro supplementare".

L'intera parete di fronte alle finestre è attrezza con un lungo sistema di contenimento che cambia colore. L'armadiatura alterna infatti il color burro, che individua il contenimento, al rosso Borgogna che intercetta la composizione costituita da basi e boiserie con mensole e il pilastro e che - seguendo la muratura che separa zona giorno e zona notte - avvolge anche l'estremità della parete con una composizione angolare, in corrispondenza dell'ampio disimpegno, come si vede chiaramente nella GALLERY qui sotto.

"La cucina è solo una parte di un progetto di arredo unitario, che coinvolge tutto l’appartamento. Lo spazio della casa è letteralmente diviso in due attraverso la grande armadiatura-contenitore che muta man mano, che ci si muove tra gli ambienti e si trasforma ospitando colonne, mensole a giorno, vani di servizio e guardaroba". All'opposto della cucina, quindi, sul versante notte, l'armadiatura-contenitore prosegue percorrendo il corridoio verso la camera padronale. In questo caso l’armadio in laccato opaco è di Caccaro.

SCHEDA PROGETTO

LOCALITA'
Milano
PROGETTO D’INTERIOR E D'ARREDO
Arch. Mario Abruzzese - Studio Kick.Office
TIPOLOGIA ABITAZIONE
Appartamento
SUPERFICIE ABITATIVA TOTALE
120 mq
SUPERFICIE AREA CUCINA
18 mq
TIPOLOGIA CUCINA_LIVING
semiaperta
ARREDO CUCINA
Modello Maxima 2.2, di Cesar: isola con ante in laccato rosso Borgogna e top in seminato di marmo finitura apuano + basi a parete con top in acciaio e ante in laccato rosso Borgogna – Colonne laterali con ante in laccato color burro e interni in acciaio spazzolato e laccato rosso Borgogna – Parete attrezzata rosso Borgogna tra zona pranzo e living composta da mensole a sbalzo e da basi con apertura push-pull
ELETTRODOMESTICI
Piano cottura a induzione con cappa integrata di Bora - Forno multifunzione, forno microonde e lavastoviglie di Bosch - Miscelatore di Gessi

PIANTA PROGETTO

PIANTA STATO DI FATTO