Due unità fuse in un’unica dimora d’autore

Nel cuore di Milano, lo studio Archventil firma un intervento di fusione architettonica che trasforma due unità distinte in un’unica residenza, celebrando la fluidità di spazi e funzioni

Oggi è un'unica residenza di 124 mq, ma in precedenza erano due unità abitative adiacenti: parliamo del progetto realizzato dallo studio Archventil per una proprietà sita a Milano centro, in via Canonica, che ha preso vita quando i committenti hanno deciso di acquistare l'appartamento attiguo a quello da loro abitato. Per capire come sia stato possibile riuscire ad unificare due unità abitative distinte e creare un unico appartamento fluido negli spazi e nei percorsi, lo abbiamo chiesto ad Elena Tomlenova, Founder & Creative director dello studio Archventil, che ci ha raccontato: "si tratta di un progetto nato in modo molto interessante e non convenzionale. Inizialmente siamo stati coinvolti per un intervento di styling sugli spazi esistenti. Successivamente, il progetto si è fermato e siamo poi stati ricontattati dopo qualche tempo, quando le esigenze della famiglia erano cambiate: la nascita di nuovi bisogni abitativi ha reso indispensabile ripensare completamente gli spazi". E' stato a questo punto che la giovane coppia, in attesa della nascita del primo figlio, ha deciso di acquistare l'appartamento adiacente e di unirlo al loro. Compito dei progettisti di Archventil è stato quindi fare, di due appartamenti, un'unica casa.

In primo piano, i divani dell'area relax dell'open space; sul fondo, l'ingresso alla casa e l'area cucina parzialmente schermata

"La decisione di unificare due case ha reso il nostro intervento una vera operazione architettonica. Per rispondere alle nuove esigenze della famiglia, abbiamo riprogettato diversi ambienti ridefinendo percorsi e funzioni, con l’obiettivo di creare un’unica abitazione coerente, fluida e adatta a evolvere nel tempo insieme a chi la abita".

Il principale lavoro fatto per poter unire le due unità abitative ha ovviamente riguardato gli accessi. Sul pianerottolo, mentre in precedenza la porta di fronte all'ascensore, verso destra, conduceva alla prima unità e la porta a sinistra si apriva sulla seconda unità, ora si accede solamente da quest'ultimo ingresso. "L’intervento strutturale ha messo in comunicazione le due case grazie alla creazione di nuovi varchi e al ripensamento della distribuzione interna. Con l'unione dei due appartamenti abbiamo rivisto la planimetria e costruito un nuovo equilibrio tra zona giorno e zona notte. Abbiamo ripensato la posizione di diversi ambienti e quindi ampliato il bagno principale - progettato con una vasca come elemento centrale – e ridefinito le camere e le funzioni private. Adesso i due ex appartamenti - trasformati rispettivamente in ala giorno e ala notte - creano una sola proprietà comunicando tra loro attraverso l'apertura creata nella muratura centrale longitudinale, che ora rappresenta il punto di "snodo" tra i due settori.

Differenziare gli ambiti funzionali con nuance e arredi in armonia

Dar vita ad un unico ambiente continuo, ma con zone ben distinte, ovvero area TV/relax, zona pranzo e cucina: Questo è stato il modo di concepire l'open space della zona giorno, un progetto che si è focalizzato sull'arredo.

La cucina completata con l'area pranzo di fronte

"Per l'ampio living-pranzo-cucina, l’intervento si è concentrato su un lavoro di styling e sull'armonizzazione dello spazio, mantenendo ben riconoscibili le diverse funzioni di cucina e soggiorno. Attraverso la selezione mirata di complementi, tessili, illuminazione e dettagli decorativi, abbiamo lavorato per bilanciare i volumi, migliorare le proporzioni visive e rendere più fluido il dialogo tra le diverse zone", continua Elena Tomlenova. "Lo styling diventa così uno strumento progettuale a tutti gli effetti, capace di dare coerenza, ritmo e identità allo spazio senza modificarne la struttura, valorizzando ciò che già esisteva e integrandolo nel nuovo racconto della casa".

L'area cucina-pranzo vista dal soggiorno

Nel volume armonioso della zona giorno, la cucina si inserisce quindi con discrezione appartandosi dietro una quinta muraria che scherma le funzioni lasciando fluire lo spazio senza altre interruzioni, unificato dal pavimento continuo in parquet. Una soluzione, questa, già preesistente, che è stata valorizzata e completata con il tavolo pranzo in legno naturale sistemato a cavallo tra le due zone. Tonalità e materiali neutri e stile essenziale sono tratti distintivi della composizione cucina con mini-isola - dotata di piano cottura a induzione - dalle superfici marmorizzate, il cui top si prolunga in appoggio alla parete laterale per creare un piano colazione. Dietro, le basi sormontate da pensili, tutti nella finitura semilucida bianca, accolgono il lavello e il piano di lavoro per la preparazione dei cibi. Stacca dall'insieme la cappa sospesa in acciaio di Neff e l'accento di colore nero di forno e piano a induzione di Neff, delle mensole, degli sgabelli di design in legno e delle sedute dallo schienale avvolgente attorno al tavolo.

SCHEDA PROGETTO

LOCALITA'
Milano
PROGETTO D’INTERIOR E D'ARREDO
Studio Archventil
TIPOLOGIA ABITAZIONE
appartamento
SUPERFICIE ABITATIVA TOTALE
124 mq
TIPOLOGIA CUCINA
semiaperta sulla zona pranzo
ARREDO CUCINA
Su misura – Isola con top e fiancata in gres effetto marmo – Basi e pensili e colonne con ante finitura bianca semi lucida – Top in gres effetto marmo
ELETTRODOMESTICI
Piano cottura a induzione, cappa in acciaio sospesa e forno di Neff

PIANTA PROGETTO

PIANTA STATO DI FATTO