Opportunità e insidie della rete. La parola a Mauro Mamoli

interviste –

Passare dalla vendita tradizionale alla specializzazione nei servizi, evitando le “trappole della rete”: ecco come ,secondo Mauro Mamoli, neoeletto presidente di Federmobili, i negozi del settore arredo dovranno adeguarsi al crescente successo delle vendite on line

Le "insidie" tese dalla rete rispetto all'acquisto on-line sono "pericolose" sia per il consumatore finale sia per i rivenditori di mobili. L'architetto Mauro Mamoli, eletto presidente di Federmobili lo scorso luglio, ci ha portato l'esempio di un annuncio web ingannevole e ci ha spiegato come l'Associazione cerchi di tutelare i negozi tradizionali. Che, con il boom degli acquisti sul web, inevitabilmente dovranno cambiare. Specializzandosi soprattutto nei servizi al cliente.

In che modo Federmobili cerca di tutelare le vendite on-line?
"Su internet si possono pubblicare a pagamento, e non, annunci di ogni tipo. E quel che maggiormente preoccupa noi è la chiarezza e la veridicità dei messaggi trasmessi. Qualche tempo fa ci arrivò una segnalazione in Federazione di una comunicazione pubblicitaria - visibile su tutti i portali e diversi motori di ricerca, che prometteva incentivi per mobili in Lombardia. Ecco: questa è una pubblicità al limite dell'ingannevole. Citare una Regione in particolare può far pensare che l'incentivo sia di tipo "istituzionale". Solo contattando telefonicamente l'inserzionista si scopriva poi che gli incentivi si potevano ottenere grazie a promozioni attuate dal un pool di produttori che sponsorizzava l'inserzione. In un caso come questo si rischia di generare nel consumatore aspettative su incentivi inesistenti, che potrebbero essere richiesti anche ai negozi tradizionali. Nel caso specifico Federmobili ha divulgato un comunicato stampa per prendere le distanze operatori che agiscono con questi metodi. Ci risulta che anche Federlegno abbia fatto, per la stessa ragione, un esposto all'Agcom".

Quali sono le inside del mondo on-line per il consumatore e per l'Associazione?
"Come accennavo prima, l'insidia più grave per i consumatori è che i messaggi e le offerte pubblicizzate sulla "rete" possano generare confusione e rivelarsi degli "specchietti per le allodole". Il consumatore può fare "l'affare della vita" come prendere la più colossale fregatura! Per i distributori rappresentati dall'Associazione, l'insidia è che siano penalizzati da comportamenti al limite della "legalità".
La nostra Federazione si batte ormai da un decennio affinché "trasparenza e chiarezza" diventino le condizioni essenziali per operare seriamente in un mercato troppo poco regolamentato. E' nostro impegno primario fare in modo che etica e regole comportamentali siano le caratteristiche principali che distinguono la "distribuzione indipendente tradizionale" del settore Arredo. Soprattutto in momenti di difficoltà come quello attuale, le garanzie e la professionalità che la distribuzione tradizionale può offrire sono un valore che va' ben oltre il "risparmio" promesso con slogan accattivanti o facili affari. Federmobili continuerà quindi a battersi affinché gli imprenditori - che hanno fatto la storia di un intero settore - possano operare in un mercato di "corretta" libera concorrenza. E' a questi imprenditori che ci rivolgiamo con le nostre politiche associazionistiche e sono questi gli imprenditori che ci impegniamo a difendere
".

Dato il crescente successo delle vendite on-line, come potrebbe trasformarsi il punto vendita tradizionale?
"Credo che per determinate tipologie merceologiche il "percorso" verso una vendita on line sarà più lungo e complesso; mi riferisco a prodotti come le cucine o ambienti che necessitano di personalizzazioni e lavorazioni particolari. Penso che il punto vendita tradizionale dovrà specializzarsi sempre più in servizi progettuali e di personalizzazione per il proprio cliente, servizi che dovranno essere esaltati e quantificati perché sono il vero valore aggiunto al "semplice" acquisto di un mobile.
Diverso è il discorso per i complementi o i "pezzi" singoli. È già in atto un fenomeno che "penalizza" i rivenditori: potenziali clienti che vanno negli showroom visionano, provano e chiedono informazioni su modelli di sedie, tavoli, divani, letti, ecc., e poi tornano a casa ed effettuano l'acquisto on line perché riescono a trovarlo con sconti improponibili per un negozio di arredo. Credo che un tale modo di acquistare possa diventare un'opportunità di vendita anche per la distribuzione tradizionale, ma servirebbero accordi specifici con i propri partner fornitori: il futuro potrebbe essere fatto di negozi reali che effettuano solo vendite virtuali, showroom gestiti da rivenditori tradizionali che spiegheranno, consiglieranno  e faranno provare i prodotti. I cliente farà così le proprie scelte, tornerà a casa e ordinerà e pagherà direttamente il prodotto all'azienda produttrice, la quale si occuperà anche della consegna. Al rivenditore - che si sarà liberato dei costi di logistica, trasporto, montaggio e spese amministrative - verrà riconosciuta una provvigione sulla vendita. Ma forse, qualcuno, lo sta già facendo!
".

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