Doppia intervista a Stefano Stefanelli e Giulia Alloisio

doppia intervista –

La sartorialità di Toncelli e la tecnologia di De Dietrich insieme: ne parliamo con due dei protagonisti

Da una parte un'azienda che ha scelto la strada dell'eccellenza e della sartorialità,  capace di omaggiare la ricca tradizione  ebanista italiana senza trascurare i materiali più innovativi e tecnologici. Dall'altra una delle più importanti multinazionali produttrici di elettrodomestici. Insieme un progetto virtuoso che modifica gli schemi consueti della cucina e punta alla personalizzazione più esclusiva. Firmato Toncelli e De Dietrich.  Raccontato da Stefano Stefanelli, direttore generale Toncelli, e da Giulia Alloisio, responsabile marketing Brandt Italia.


Stefano Stefanelli, direttore generale Toncelli
Quale è stato lo spunto più importante per  disegnare le coordinate delle nuove cucine Toncelli?
Siamo partiti dalla volontà di dare un segno veramente diverso e distintivo e per farlo abbiamo guardato al passato e alla grande tradizione dei mobili così detti “meccanici”, in cui sono nascosti elementi segreti. Grazie alla mia esperienza come antiquario conosco bene l'emozione e lo stupore che generano ancora oggi questi meccanismi che, oltretutto, hanno anche il vantaggio di essere sempre funzionanti.  Per questo li abbiamo ricreati in arredi di uso e di sapore contemporaneo come il mobile cocktail e il mobile cantina, che oltre ad essere estremamente funzionali hanno il sapore della sorpresa. Per esaltare il carattere di unicità li abbiamo arricchiti di intarsi, che hanno impegnato e appassionato i nostri artigiani,  e di accessori di pregio. L'omaggio al passato non ci ha impedito di utilizzare materiali innovativi come il cemento, con cui abbiano realizzato alcune composizioni, e legni dalla texture completamente nuova.


Quanto è stata determinante la collaborazione con De Dietrich per la definizione del progetto?
La volontà di creare dei pezzi “unici” e totalmente personalizzati ci ha spinto a cercare un partner che ci permettesse di proporre degli elettrodomestici coerenti con il progetto. In De Dietrich abbiamo trovato subito un partner entusiasta capace di interpretare con coraggio la nostra voglia di sfidare il futuro mantenendo un saldo legame con il passato. Forse non è un caso che De Dietrich sia un marchio che ha più di duecento anni di storia!


Per la vostra azienda, quale  è stato il risultato più interessante  di questa nuova relazione?
L'incontro con i dirigenti di De Dietrich è stato fondamentale perché che ci ha dato innanzitutto fiducia e ha rafforzato la nostra idea. Abbiamo lavorato sull'onda di una comune passione e insieme abbiamo compiuto un percorso importante che speriamo prosegua. Da parte nostra stiamo già lavorando a una evoluzione dei progetti proposti a Milano perché lo spunto iniziale ci ha aperto una strada ricca di opportunità e progettualità.

Giulia Alloisio, responsabile marketing Brandt Italia
Come è stato possibile per la vostra azienda coniugare esigenze di standardizzazione industriale con l'approccio sartoriale di Toncelli?
La nostra forza è di essere una multinazionale con diverse anime e missioni. Una di queste, affidata al brand De Dietrich, è quella di riuscire a personalizzare al massimo  la produzione e allo stesso tempo esplorare nuovi orizzonti, soprattutto per quanto riguarda i materiali. Per farlo ci avvaliamo della collaborazione di una rete di “atelier artigianali” che lavorano sull'estetica di apparecchi garantiti dalla tecnologia più evoluta del Gruppo. La nostra filosofia di brand, portata avanti da un equipe dedicata e guidata dal designer Emmanuel Pouzin, si è sposata perfettamente con lo spirito sartoriale di una azienda come Toncelli, oggi più che mai impegnata a valorizzare l'eccellenza del saper fare italiano. Il percorso che avevamo già intrapreso è stato condiviso in piena sintonia con l'azienda toscana, e si è arricchito di nuovi contenuti.


Per la vostra azienda, quale  è stato il risultato più interessante  di questa nuova relazione?
L'incontro con Toncelli ha rafforzato la nostra missione di brand e ha dato ulteriore sostanza al concetto di qualità che era già presente in tutta la gamma De Dietrich. Da loro abbiamo imparato a lavorare, in modo quasi maniacale, sul dettaglio e con loro abbiamo espresso al meglio il concetto di integrazione totale tra mobile ed elettrodomestico. Sotto il profilo umano, invece, è stato un lavoro entusiasmante grazie alla passione che accomuna tutti coloro che hanno lavorato su questo progetto.


I nuovi prodotti sono l'inizio di una produzione di serie o rimarranno una esclusiva per Toncelli?
Alcune finiture scelte, come il cuoio o certi legni, sono dedicati alla nuova collezione di cucine Toncelli, ma il percorso verso una produzione molto esclusiva e personalizzata, che caratterizza il lavoro del team di progettazione di De Dietrich, ha già altre declinazioni e altre ne avrà nel corso del 2010 in vista del rinnovo di tutta la gamma previsto per il 2011.


 

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