Stefano Marzano

Lavastoviglie RealLife, Electrolux
“Offre la massima flessibilità di carico grazie all’innovativa vasca XXL e ai nuovi cesti che permettono di caricare stoviglie di ogni forma e dimensione, tutto ciò che realmente si usa nella vita reale e che, solitamente, doveva essere lavato a mano, con un notevole risparmio di acqua ed energia.”

Per lui hanno istituito un nuovo ruolo all’interno del Gruppo, con la responsabilità di coordinamento e gestione di tutte le competenze relative al design: dal gennaio 2012 è il Chief Design Officer di Electrolux.
La sua presenza dovrà dare ancora maggior impulso allo sviluppo di soluzioni innovative progettate sulla base delle esigenze dei consumatori, da sempre filosofia dell’azienda. Con Marzano, Electrolux assume inoltre la struttura formale per lo sviluppo dei propri prodotti nota con il termine di Innovation Triangle (il triangolo dell’innovazione) che comprende, oltre al design, l’attività di ricerca e sviluppo e di marketing. Marzano potrà mettere al servizio di Electrolux la ventennale esperienza come Chief Design Officer di Royal Philips Electronics, oltre ai trascorsi di docente alla Domus Academy di Milano (fino al 1998), di visiting professor presso il Politecnico di Milano (dal 1999 al 2001) e alle diverse pubblicazioni sul tema del “design intelligente”.

«Connettività e intelligenza sono aspetti indispensabili per creare
innovazioni e sistemi in grado di migliorare la vita delle persone
all’interno degli ambienti nei quali vivono. Smart fa rima appunto
con intelligenza, efficienza, discrezione… Gli oggetti intelligenti
sono per me equiparabili ai maggiordomi del passato.
Presenze discrete e riservate, che all’interno delle case vittoriane
erano capaci di assecondare desideri e abitudini dei signori,
di comprendere i loro stati d’animo, di anticipare le loro richieste
e di supportare qualsiasi loro esigenza. Erano i responsabili delle risorse,
del loro approvvigionamento, del loro consumo e del corretto utilizzo.
Ecco, questo dovrebbero fare gli oggetti dotati di un’intelligenza smart,
di una tecnologia discreta, mai ostentata, evoluta ma nascosta, non
urlata. Dovranno sostituire i maggiordomi…
L’intelligenza di un oggetto
si misurerà pertanto in “maggiordomi” (nuova unità di misura) e proprio
come loro queste soluzioni dovranno essere una presenza confortevole,
puntuale, precisa
, senza mai essere una fonte di disturbo
o di complicazione. Tutti questi sistemi devono essere tra loro connessi,
devono avere la capacità di dialogare per realizzare una rete di supporto
alle attività
sempre presente ma mai visibile. Ovviamente queste
soluzioni dovranno farsi carico anche di un utilizzo consapevole delle
risorse
, di una gestione corretta dell’energia, garantendo un risparmio
economico e di tempo
, proprio come i maggiordomi sapevano fare.
Ho pubblicato in passato alcuni testi sull’intelligenza degli oggetti
e sul design del futuro… “Vision of the future” del 1996 è un catalogo
sulle possibilità messe a disposizione dalla tecnologia per lo sviluppo di prodotti e servizi
che possano condizionare favorevolmente gli stili di vita futuri nel settore domestico, tanto nella sfera pubblica come in quella privata. Un momento importante nella cultura del progetto cui ha fatto seguito nel 2003 “The New Everyday View on Ambient Intelligence”, un volume che indaga, attraverso saggi ed esempi, il rapporto tra tecnologia nascosta e oggetti e la capacità delle applicazioni intelligenti di soddisfare desideri ed esigenze, di modificare i complessi rapporti sociali, di ridefinire nuove scale di valori
».

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