“Gentilezza è una parola che mi accompagna nel progetto”. Con Segnature, Cristina Celestino traduce questa attitudine in una collezione per CEDIT - Ceramiche d’Italia che lavora sulla sottrazione e sulla profondità, dove segni minimi e superfici dialogano con la luce. Il risultato è un grès porcellanato che supera la sua natura tecnica per diventare esperienza percettiva.
“L’idea - spiega Celestino, dal 2013 alla guida del suo studio milanese che spazia da progetti residenziali, alberghieri e commerciali, alla direzione creativa e al design di prodotto - era tenere insieme ricerca e responsabilità: verso la materia, che è resistente e performante, e verso il linguaggio progettuale che porto avanti”. Segnature nasce infatti da una riflessione stratificata che intreccia riferimenti naturali e culturali: la carta crespa, fragile solo in apparenza, le nervature vegetali, la dimensione tessile di trama e ordito.
“Mi interessava lavorare nello spessore della materia, trovare un equilibrio tra la profondità dei segni e il modo in cui la luce li attraversa”.,spiega Cristina Celestino. Il progetto si traduce in superfici vive, mai statiche, capaci di cambiare a seconda dello sguardo e dell’incidenza luminosa. ”Il decoro non è mai piatto, è delicato ma dinamico: si modifica durante il giorno, creando una relazione continua con lo spazio”. Da un lato Fibra, pensata per il rivestimento con una direzionalità precisa; dall’altro Foglio, più continua e adatta anche al pavimento.

Insieme costruiscono ambienti coerenti ma aperti, grazie a una gamma cromatica neutra e a formati che permettono grande libertà compositiva. “Mi interessava creare un corto circuito sensoriale: associare un senso di leggerezza e fragilità a un materiale solido come il grès”. Una tensione che trova nella cucina un campo applicativo ideale, dove estetica e performance convivono. “È un prodotto industriale - conclude la designer - ma con un’anima sperimentale: ogni superficie è pensata per essere guardata, toccata, vissuta”.




