Salone 2026, il progetto resta centrale

Con 316.342 presenze da 167 Paesi (+4,5%), il Salone del Mobile.Milano consolida il proprio ruolo globale tra industria, cultura e nuove geografie del design

Si chiude con numeri solidi e un segnale chiaro al sistema il Salone del Mobile.Milano 2026: 316.342 presenze, in crescita del 4,5% rispetto al 2025, e una partecipazione internazionale che si conferma leva strategica, con il 68% di operatori esteri. In un contesto segnato da instabilità geopolitica, tensioni sui mercati e trasformazioni nei modelli di consumo, la manifestazione milanese dimostra una capacità rara: mantenere la posizione e, allo stesso tempo, accelerare sul futuro.

Il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani (al centro), conferisce il riconoscimento di Ambasciatore del design italiano nel mondo al Salone del Mobile.Milano

Un ecosistema di business e relazioni

Nei sei giorni di apertura, il Salone ha funzionato come una vera piattaforma operativa, in cui imprese, buyer, progettisti e investitori hanno trovato non solo prodotti, ma strumenti concreti di relazione e sviluppo. I 1.900 brand da 32 Paesi restituiscono l’immagine di un ecosistema industriale reattivo, capace di adattarsi a una domanda sempre più frammentata e globale. All’interno di questo scenario, comparti come EuroCucina e il Salone Internazionale del Bagno si confermano centrali nell’evoluzione dell’abitare contemporaneo. Tecnologia, sostenibilità e nuovi comportamenti domestici ridisegnano il ruolo degli spazi, spingendo le aziende a ripensare linguaggi e soluzioni. Non è più solo questione di prodotto, ma di sistemi integrati e visioni d’uso.

Aurea - An Architectural Foction - photo SVL

La geografia della domanda

La Cina resta il primo mercato per numero di operatori, mentre l’Europa consolida la propria presenza con crescite significative, dalla Germania (+5,1% sul 2025) alla Spagna (+8,7%). Bene anche Stati Uniti (+8,8%) e Regno Unito (+10,4%), mentre emergono segnali interessanti da Canada (+28%), Messico (+15%) e nuove aree ad alto potenziale come il Mercosur (Brasile al quarto posto di presneze con un +1,3%) e la Corea del Sud (al 15° posto, +4,5%). È la fotografia di un mercato che si ridisegna, cercando nuove traiettorie e nuovi equilibri. A sostenere questa apertura internazionale, un lavoro continuo che va ben oltre la settimana milanese: dalle missioni B2B in mercati chiave alle partnership culturali globali, fino allo sviluppo di nuovi format e presìdi strategici. In questo contesto si inserisce anche il riconoscimento istituzionale che nomina il Salone Ambasciatore del design italiano nel mondo, rafforzando il suo ruolo nella diplomazia economica e culturale.

Salone Raritas

Iniziative culturali, una leva per ampliare il campo

Accanto alla dimensione industriale, cresce il peso dei contenuti culturali e progettuali. Le nuove iniziative, come Salone Raritas (28 gallerie da 12 Paesi) e lo sguardo rivolto al contract internazionale – con il masterplan firmato da Rem Koolhaas e David Gianotten / OMA – indicano una direzione precisa: ampliare il campo del design, intercettando sistemi complessi e nuove forme dell’abitare. Il Salone non si limita a riunire il mondo del progetto: lo mette in movimento. Trasforma presenze in relazioni, contenuti in opportunità, complessità in direzione”, ha dichiarato Maria Porro, presidente del Salone del Mobile.Milano, sottolineando come il valore della manifestazione vada ben oltre il dato quantitativo. Sulla stessa linea anche Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, che ha ribadito: “Il Salone è una piattaforma fondamentale per la competitività delle imprese e per rafforzare la presenza del design italiano sui mercati internazionali. Una scommessa vinta che ci consente di guardare ai prossimi mesi con cauto ottimismo, ma soprattutto ci permette di affermare che, ancora una volta, il Salone del Mobile è stato chiamato a lanciare un segnale di ripartenza e di fiducia al Paese”.

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Le nuove generazioni, per uscire dalla comfort zone

A confermare la vitalità del sistema contribuiscono anche i numeri della comunicazione e delle nuove generazioni: oltre 6.000 presenze tra stampa e media (+14,7%) di cui 2.828 dall’estero, e una partecipazione crescente di studenti e giovani designer, che fanno del Salone un ponte attivo tra formazione, ricerca e industria. Il messaggio finale è netto: in un mondo instabile, il design italiano non arretra. Piuttosto, evolve, cercando nuove geografie e nuovi modelli. E Milano, ancora una volta, resta il punto di convergenza di questa trasformazione. “Come ha ricordato Rem Koolhaas, nella sua lectio magistralis – ha sottolineato Maria Porro - progettare significa uscire dalla comfort zone. È un pensiero che il Salone assume come metodo: creare le condizioni perché il settore possa continuare a immaginare nuove possibilità. Grazie al contributo di tutti, questa edizione consegna al Sistema Paese un Salone ancora più internazionale e alla filiera una direzione concreta: coniugare continuità industriale e capacità di innovazione”. L’appuntamento per la 65a edizione è dal 13 al 18 aprile 2027.