Romano Giacomazzi

Nella foto: Numerouno, Doimo Cucine
Presentata come prototipo a Eurocucina 2010, sarà la star dell’edizione 2012. L’anta curva, da 60 cm e incernierata al fianco curvo, nè è il segno distintivo, frutto di una ricerca che ne ha reso possibile l’industrializzazione.

Dal 2001 è il designer responsabile della ricerca e sviluppo in Doimo Cucine,
unendo una competenza sull’arredo cucina a una conoscenza profonda delle regole del processo industriale.
La sua visione a 360°, rigorosa e appassionata al tempo stesso, ha generato più di un brevetto, a partire dal telaio di Aspen per arrivare alla recente Numerouno che punta su una inedita forma stondata.

«Oggi sono tutti alla ricerca di soluzioni eleganti, qualitativamente ineccepibili e accessibili come prezzo.
Una formula che per le aziende rappresenta una sfida molto complessa che non si può improvvisare né si può
esprimere solo attraverso l’ideazione di un singolo prodotto. Per arrivare a questi risultati è necessario un lavoro
di progettazione che parte innanzitutto dallo studio del processo
in tutti i suoi passaggi. In questo senso si può
dire che “la fabbrica comanda” il lavoro del progettista ma a sua volta il designer, come nel mio caso, può dirigere l’organizzazione del flusso per arrivare a soluzioni “extra” in termini di concept, di plus distintivi e di materiali. Nel caso di Doimo l’attenzione ai costi sostenibili, che vuole dire innanzitutto controllo di ogni fase e difettosità che tende allo zero, è un approccio mentale radicato e profondo. Oggi l’azienda “produce bene” e “produce tutto” internamente attraverso un meccanismo in cui convivono tecnici informatici e falegnami evoluti, rigore e flessibilità. Un esempio possono essere i nuovi elementi da 75 cm disponibili per basi con estrazioni e per pensili basculanti – una misura “fuori standard” che garantisce al consumatore maggiore fruibilità – o l’anta curva incernierata al fianco anch’esso curvo
».

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