I progetti umanocentrici di ABCPLUS

ABCPLUS è una comunità creativa contemporanea che permea i propri progetti sulla capacità di adattamento al contesto e sull’abilità di rispondere alle esigenze quotidiane

Ormai appare evidente che la visione dello spazio residenziale ha subìto negli ultimi anni modificazioni sostanziali, e il processo non sembra arrestarsi. La casa sta tornando a essere il punto di riferimento della vita quotidiana e cresce il desiderio di abitare vicino ai luoghi di lavoro, per ridurre gli spostamenti e dedicare più tempo alla qualità dell’abitare. Secondo l’architetto Nicola Braggio, Responsabile divisione Interior Design di ABCPLUS «questo si traduce in una richiesta crescente di abitazioni più ampie, con particolare attenzione alla cucina, ai bagni e agli ambienti di servizio. Spazi come ripostigli e lavanderie diventano elementi centrali, perché una casa davvero piacevole parte dalla funzionalità». Abbiamo approfondito con lui l’argomento.

Quali sono le modifiche principali che sta subendo la zona giorno?

Per molti anni la richiesta principale era quella di avere un living unico dove cucina, pranzo e zona tv potessero fondersi tra loro. Solo le residenze di lusso richiedevano uno spazio separato per la cucina. Ultimamente invece, anche la clientela giovane, ovviamente quando possibile, predilige uno spazio semi separato per l’ambiente lavorativo dedicato alla cucina. A fronte di diverse esigenze nascono nuovi studi per pareti mobili, semipermeabili che, all’occorrenza, possano chiudere l’ambiente. Un’altra importante trasformazione sta avvenendo nella fruizione nell’utilizzo del divano: negli ultimi anni aveva prevalentemente un uso privato e intimo. La nuova tendenza invece, grazie anche alla diffusione dei divani bifacciali, ha portato a un uso più fluido e dinamico.

La funzionalità e la semplicità nella distribuzione degli ambienti e la tendenza all’ergonomicità e alla praticità delle soluzioni d’arredo che importanza rivestono nel progetto?

La semplicità non è mai banalità, anzi. Nella nostra filosofia progettuale, centrale è “l’uso quotidiano”. Per svilupparlo appieno è necessario ascoltare il cliente; dedichiamo sempre alcuni incontri preliminari alla stesura delle possibili soluzioni distributive per capire le esigenze, le ambizioni e i sogni di chi dovrà abitare la casa.

Come viene declinata la scelta dei materiali e delle finiture?

Anche la scelta dei materiali nasce sempre dopo una breve “intervista” al committente. Non chiediamo mai quale materiale preferisca, ma quali emozioni e quali funzionalità desidera ottenere. Crediamo che, prima di tutto, la casa debba essere un’emozione costante. Entrare nella propria abitazione ed esserne piacevolmente stupiti ogni giorno è, forse, l’obiettivo più ambizioso da raggiungere.

Quanto è importante oggi lo spazio cucina?

Lo spazio cucina è ormai diventato il vero centro della casa. Sempre più associato alla convivialità, si sta trasformando anche in un luogo di rappresentanza. La ricerca progettuale punta quindi a trovare un equilibrio tra funzionalità, razionalità ed emozione, elementi che oggi definiscono una cucina davvero riuscita. Le richieste dei clienti sono molto eterogenee, con preferenze che spaziano tra soluzioni a vista e cucine completamente a scomparsa. Non emerge una tendenza univoca, perché la scelta è profondamente legata alla storia personale di ciascuno. La cucina dei sogni, infatti, è spesso la proiezione e l’evoluzione di quella dell’infanzia. Non sorprende vedere come molti modelli desiderati richiamino la cucina della mamma, un luogo carico di memorie e significati che continua a influenzare l’immaginario contemporaneo. Anche per questo motivo il nostro studio progetta sempre più spesso cucine su disegno: è uno spazio a cui siamo particolarmente legati e consideriamo la personalizzazione un valore imprescindibile. La principale criticità delle cucine progettate su misura riguarda l’ingegnerizzazione di alcuni dettagli, un aspetto che solo le grandi aziende riescono a sviluppare con continuità e precisione.

Quanta importanza sta assumendo l’evoluzione tecnologica nell’articolazione degli spazi, da un lato, e nella scelta di arredi e complementi dall’altro?

L’evoluzione tecnologica sta sicuramente trasformando la casa e il modo in cui la viviamo, ma restiamo altrettanto legati agli insegnamenti della tradizione costruttiva. Se certi modelli si sono ripetuti nel tempo, un motivo c’è sempre. La vera sfida è saper tradurre la tradizione in innovazione, senza snaturarne il valore. In ambito tecnologico adottiamo un principio chiaro: “il meno è il più”. Una casa semplice da usare, intuitiva e non ipercomplessa rappresenta un valore aggiunto imprescindibile.

Quanto i clienti sono coinvolti nella definizione degli spazi? E nelle scelte dell’arredo?

Coinvolgere il cliente è essenziale. La filosofia dello studio non punta a imporre uno stile, ma a sviluppare con coerenza e approccio sartoriale ciò che il cliente desidera. La vera sfida consiste nel proporre concept progettuali capaci di rispondere alle esigenze e alle funzioni richieste, più che nel ricercare forzatamente un linguaggio formale. L’abitare è un’esigenza primaria e deve essere soddisfatto sia nella bellezza sia nella semplicità d’uso quotidiana.