Gian Vittorio Plazzogna

Nella foto: Kora, Cesar

“Ante differenziate in altezza e larghezza rivoluzionano la consueta sequenza di moduli uguali, mentre contenitori a giorno versatili e dinamici sono come i tasselli di un puzzle, per creare composizioni contemporanee.”

È uno dei protagonisti storici del progetto cucina, collaborando da tempo con Cesar e Minacciolo, aziende per le quali ha sviluppato la maggior parte delle collezioni. Tutte le sue proposte, seppure molto differenti tra loro, hanno caratteristiche smart: a partire dall’approfondito studio compositivo sino al mix equilibrato di dettagli ricercati e funzionali.

«Penso che un arredo cucina, per essere definito smart (a parte la mia ritrosia per le definizioni che conducono
verso strutture schematiche che rischiano di risultare “strette”) debba rompere gli schemi tradizionali e proiettarsi
verso soluzioni briose e creative, che rimettano in discussione il modo di interpretare la cucina partendo già
dalle sue dimensioni
. Deve essere una cucina che appaga l’occhio e piaccia al primo impatto, perché da questo devo cogliere le sue caratteristiche, la sua originalità. Per essere smart una cucina deve avere un carattere proprio,
non disgiunto dalla facilità di interpretarla per poi meglio usarla. È nell’uso quotidiano della cucina che l’utente scopre
il carattere confortevole che io, come designer, devo anticipare nel progetto
. Sono molti gli esempi di progetti cucina
smart, ognuno con le proprie caratteristiche di riconoscibilità. Apprezzo in particolare le aziende che fanno
della sostenibilità una bandiera e quei progetti in cui gioca un ruolo importante la ricerca di nuove espressioni volumetriche, che contribuiscono a dare espressività al prodotto; spesso un dettaglio fa scaturire soluzioni intelligenti che schiudono nuove prospettive progettuali.
Tra i miei progetti più smart del passato, ricordo il prototipo (poi rimasto tale) presentato a una edizione di Abitare il Tempo, che prevedeva un’isola di lavoro con lungo piano a sbalzo che fungeva da tavolo/cenacolo, sormontato da un contenitore per le stoviglie. L’effetto era tra il conviviale e il monastico: il rito del pranzo era simbolicamente “consacrato” da un bacile con zampillo per lavarsi le mani. Invece, tra i progetti più recenti (anche se nel momento in cui li ho pensati non ero assillato dall’esigenza di fare qualcosa di smart), penso alla cucina Kora, di Cesar. Possiede un’immagine elegante e soddisfa un prodotto di media e alta gamma; i frontali spessi 25 mm sono in melamminico con finitura legno tinta unita o laccati in vari colori. Ante differenziate in altezza e larghezza rivoluzionano la consueta sequenza di moduli uguali, mentre contenitori a giorno versatili e dinamici sono come i tasselli di un puzzle, per creare composizioni contemporanee, connotate da comfort e vivacità di proposta. Le finiture, materiche e ricercate, ben si adattano al progetto che lega cucina e living formulando architetture inedite e totalmente personalizzabili
».

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