Lo showroom Gaggenau Design Elementi Hub di Milano inaugura un nuovo capitolo del proprio programma culturale con Fil Rouge, seconda parte della mostra personale dell'artista Betty Salluce, curata da Sabino Maria Frassà e promossa da Cramum e Gaggenau. L'esposizione, aperta dal 13 luglio al 4 dicembre 2026 negli spazi di Corso Magenta 2, prosegue il percorso avviato a gennaio con Punti di contatto – Restiamo in ascolto, confermando la volontà del marchio di fare dello showroom non soltanto un luogo dedicato al design, ma anche uno spazio di confronto con i linguaggi dell'arte contemporanea. La visita è possibile esclusivamente su appuntamento.

Con Fil Rouge, Betty Salluce presenta un nuovo nucleo di opere inedite, tra cui la settima Mano, tassello di un ciclo avviato nel 2018 che accompagna i momenti più significativi della ricerca dell'artista. Il progetto amplia la riflessione sul tema dell'empatia e della relazione, sviluppando un percorso che parte dal corpo per arrivare al paesaggio. Il filo rosso, elemento ricorrente nelle opere, attraversa infatti le linee della mano e si estende idealmente ai calanchi della Basilicata, trasformandosi in un segno che mette in relazione persone, luoghi e memoria senza annullarne le differenze.

Il dialogo con Gaggenau nasce anche dall'affinità tra ricerca artistica e progettazione. Le nuove interfacce della gamma Expressive e Minimalistic hanno rappresentato uno spunto per riflettere sul concetto di prossimità, interpretato sia dal design sia dall'arte come capacità di creare relazioni attraverso gesti misurati ed essenziali. Lo showroom diventa così un ambiente in cui oggetti, architettura e opere convivono in un'unica narrazione, offrendo un'esperienza che supera la semplice esposizione di prodotto.

Con questa iniziativa Gaggenau conferma il proprio impegno nel sostenere la cultura del progetto attraverso collaborazioni con artisti e curatori, trasformando il flagship milanese in un punto di incontro tra design, architettura e ricerca contemporanea. Un approccio che negli anni ha caratterizzato la programmazione dello spazio e che trova in Fil Rouge un nuovo capitolo, capace di mettere in relazione il valore dell'abitare con quello dell'espressione artistica, all'interno di un contesto dove estetica, materia e innovazione dialogano con naturalezza.



