Euromobil, approccio timeless e sostenibile

L’a.d. di Euromobil Gaspare Lucchetta spiega come per l’azienda la sostenibilità non sia una strategia di comunicazione, ma una responsabilità culturale e industriale

La sostenibilità per Euromobil rappresenta una vera e propria filosofia del progetto. “Il nostro obiettivo – spiega Gaspare Lucchetta, a.d. del Gruppoè sempre stato quello di realizzare prodotti timeless, privi di virtuosismi decorativi e lontani dalle mode passeggere. Una cucina deve durare nel tempo non solo per la qualità dei materiali, ma anche per la coerenza estetica e la capacità di mantenere inalterati i valori progettuali”.

Una visione a lungo termine

Gaspare Lucchetta, a.d. Gruppo Euromobil

L’approccio sostenibile di Euromobil si fonda quindi su una visione a lungo termine, che unisce etica, efficienza e ricerca. Una visione che si traduce in azioni concrete e misurabili.I nostri cicli produttivi – continua Lucchetta – sono costantemente aggiornati per evitare sprechi di energia e materiali. Ogni fase è ottimizzata per raggiungere un livello di efficienza sempre più elevato”. L’impegno si riflette anche sul fronte energetico: lo stabilimento dispone di un impianto fotovoltaico in grado di autoprodurre il 60% del fabbisogno elettrico giornaliero, evitando ogni anno l’emissione di 126 tonnellate di CO₂, equivalenti a circa 15.000 alberi.

Materiali rispettosi dell’ambiente

Ma è nella scelta dei materiali che la filosofia sostenibile trova la sua massima espressione. “Utilizziamo ecopannelli composti da particelle di legno riciclato con la più bassa emissione di formaldeide presente oggi sul mercato. Tutti i pannelli rispettano la normativa F****, la più severa al mondo, mentre gli altri materiali rispondono allo standard Carb ph.2”. Un esempio emblematico è Respet®, un materiale derivato dal PET riciclato, utilizzato per i frontali dei mobili. “È una risposta tangibile alla riduzione dell’impatto ambientale – precisa Lucchetta – che unisce tecnologia, design e riciclabilità. Anche gli imballi sono riciclabili al 100%, per un approccio davvero circolare”.

Levitas Margo è il primo passo verso una categoria di prodotti ecosostenibili, progettati per essere smontati e riutilizzati

Analisi e prodotti innovativi in vista dell’ESPR

L’attenzione di Euromobil a quanto potrà comportare l’attuazione del Regolamento europeo ESPR è già concreta. “Stiamo conducendo un’analisi interna dei prodotti esistenti e stiamo individuando strategie di miglioramento volte a incrementare il loro livello di sostenibilità. In occasione della Milano Design Week 2025 abbiamo presentato Levitas Margo, un progetto che rispetta pienamente i criteri previsti dalla normativa ESPR”. Levitas è il simbolo del nuovo corso aziendale: un sistema di contenimento che introduce il concetto di leggerezza visiva e strutturale attraverso l’uso di vetro e alluminio, due materiali completamente riciclabili e separabili a fine vita, combinati tra loro a secco. “È il primo passo verso una categoria di prodotti ecosostenibili, progettati per essere smontati e riutilizzati, nel pieno spirito dell’economia circolare”.

Transizione verde, un vantaggio competitivo

Naturalmente, un cambiamento di tale portata richiede investimenti significativi.Realizzare prodotti ecocompatibili comporta un aggiornamento tecnologico e informatico ad alti livelli – sottolinea l’a.d. –. Serve coinvolgere ricerca e sviluppo, ed è cruciale selezionare fornitori sensibili ai temi ambientali e superare le inevitabili resistenze della filiera”. La sostenibilità, pur richiedendo un investimento a lungo termine in ricerca, sviluppo e innovazione dei processi, non è solo un costo. “Rappresenta un vantaggio competitivo crescente, capace di attrarre consumatori e investitori consapevoli”. Secondo Lucchetta, la chiave per accelerare la transizione verde è la cooperazione: “La collaborazione tra aziende del settore è fondamentale. Condividere conoscenze, risorse e best practice può facilitare l’adozione di soluzioni più sostenibili e creare una filiera realmente efficiente e responsabile”.