Al centro della MDW 2026, Snaidero costruisce un racconto che va oltre il prodotto per abbracciare una visione più ampia dell’abitare contemporaneo. Tra lo spazio espositivo di EuroCucina (Pad 2 Stand A03 B04) e lo showroom milanese di via San Marco 1, il brand propone un percorso progettuale che mette in relazione ambienti, materiali e percezioni, ridefinendo il ruolo della cucina all’interno della casa. ‘Sinestesia’ è la traccia del racconto: un tema esplorato in termini progettuali (legato all’idea di una ‘percezione multisensoriale’), l’idea di un ambiente unico che suggerisce una narrazione capace di creare collegamenti continui, in cui sono annullati i confini a favore di una spazialità aperta e connessa. Il fulcro è la cucina, intorno ruota e si integra il living, nuovo ambito di evoluzione dell’azienda: in questa relazione priva di confini netti, materia e colore dialogano tra loro e stimolano l’interazione, con soluzioni progettuali alle quali è affidato il compito, simultaneo, di separare e armonizzare.
“Cucina e living sono le due anime che Snaidero presenta al pubblico internazionale - racconta Edi Snaidero, presidente del Gruppo -. I400 mq espositivi in fiera coniugano la nostra storia, il settore per il quale siamo conosciuti a livello internazionale, con il nostro futuro: l’idea di un’estensione coerente della cucina, nel pieno rispetto dei valori di design, ricerca e bellezza alla base del marchio”. Sinestesia non indica così solo una percezione univoca dei luoghi dell’abitare domestico, ma sancisce una sintesi del mondo Snaidero, oggi al suo 80° anniversario, nel progetto architettonico curato da Bestetti Associati e in quello grafico a firma di DesignWork. In questo contesto, la cucina torna a essere il centro generativo dello spazio, ma con una funzione ampliata. Non più solo luogo operativo, bensì dispositivo architettonico capace di costruire relazioni, definire flussi e attivare connessioni visive e funzionali con il living. Lo stand, disegnato da Bestetti Associati con la collaborazione di DesignWork, è articolato in un sistema di aree aperte e zone più raccolte, scandite da superfici vetrate che filtrano e organizzano lo spazio senza interromperne la continuità.
La divisione Sistema Snaidero, espressione dell’approccio modulare dell’azienda, si evolve attraverso le nuove composizioni Elementi, Orbita e Quadra. Soluzioni che ampliano le possibilità configurative e introducono accessori interni pensati per migliorare la funzionalità quotidiana. Tra le novità, spicca il cannettato in alluminio legno nella finitura Noce Americano, che conferisce alle ante un forte valore tattile e decorativo, contribuendo a costruire una continuità estetica coerente negli spazi open. La ricerca materica si arricchisce ulteriormente con l’introduzione di ceramiche effetto pietra e marmi naturali, che ampliano la gamma 2026 e rafforzano un linguaggio progettuale orientato a un interior più caldo e materico. Legni, superfici lapidee e metalli – protagonisti anche di un’area dedicata dello stand con moodboard – diventano strumenti di connessione tra cucina e living, favorendo un dialogo continuo tra le diverse funzioni dell’abitare.
È proprio nel living che si manifesta con maggiore evidenza l’evoluzione recente dell’azienda. Le soluzioni Rialto e Modula rappresentano un’estensione naturale del sistema cucina. Rialto, elegante vetrina in vetro fumé o bronzo con illuminazione integrata, si presenta nella versione Rialto 360 come elemento freestanding, capace di definire lo spazio e creare divisori fluidi tra cucina, sala da pranzo e soggiorno. Modula, invece, amplia il proprio sistema con l’introduzione di nuovi elementi, tra cui il cassetto sospeso, mantenendo coerenza con le finiture delle cucine e garantendo massima flessibilità progettuale. A rafforzare questa idea di continuità interviene anche l’evoluzione di Ola, storico progetto firmato Pininfarina. Introdotto negli anni Novanta, Ola si aggiorna oggi con una nuova curvatura delle ante di basi e isola, pensata per offrire maggiore libertà compositiva. La sua presenza scultorea, pensata per essere vissuta al centro dello spazio, anticipava già allora una visione della cucina come elemento dialogante con gli altri ambienti domestici.


