Cucinare per un mondo migliore con Wonderbag

Oltre a essere una borsa dall’aspetto molto gradevole,
Wonderbag costituisce un sistema di cottura ad alta sostenibilità, ambientale e
sociale, dal momento che promette di ridurre al minimo il consumo di
elettricità o altra risorsa energetica per cuocere gli alimenti: una volta che
il contenuto nella pentola viene portato alla giusta temperatura, infatti, si
trasferisce il tutto all’interno della Wonderbag… e non resta che aspettare che
la cottura giunga a termine.
Wonderbag altro non è che una borsa termica, le cui capacità
isolanti permettono appunto di condurre il processo di cottura grazie al calore
sprigionato al suo inizio, astutamente ritenuto all’interno dell’involucro in
tessuto.

I produttori stimano che un utilizzo regolare di Wonderbag –
in sostituzione dei “normali” metodi di cottura – comporti un risparmio
settimanale di 15 kW*h di elettricità, mentre a livello annuo la borsa riduce
le emissioni di anidride carbonica
di 500 kg.
Grazie al basso impatto ambientale, Wonderbag è stato
considerato dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti
climatici
(o UNFCCC, United Nations
Framework Convention on Climate Change
) un progetto CDM (Clean Development Mechanism o meccanismo
di sviluppo pulito
, come definito nel Protocollo di Kyoto). Questo significa
che per ogni borsa venduta nei Paesi in via di sviluppo, contribuendo appunto
all’incremento del benessere sociale ma in modo sostenibile, all’azienda
produttrice vengono “accreditate” sotto forma di CER le emissioni di gas serra risparmiate
all’ambiente, che è possibile poi accumulare o rivendere sul mercato
internazionale.

Esistono poi altre motivazioni a sostegno dell’utilizzo di
Wonderbag nei Paesi in via di sviluppo; si pensi innanzitutto all’incremento dei nutrienti che si verifica nel cibo cucinato con questo sistema
tipicamente slow cooking, oppure alla
possibilità di trasportare gli alimenti per lunghi tragitti all’interno della
borsa, conservandoli alla loro temperatura ottimale (calda o fredda che sia)
per ore.
In buona sostanza, Wonderbag riesce a proporsi come un
contributo positivo alla risoluzione di ben tre problematiche: la povertà nel
mondo, il cambiamento climatico e lo sviluppo sociale
.
L’impatto del progetto ha luogo sin dalla fabbricazione
delle borse, che avviene all’interno dello stabilimento dell’organizzazione non
governativa Youth for Survival
; oltre a formare gli apprendisti con specifiche
abilità manuali e tecniche, la fondatrice Moshy Mathe assicura loro un successivo
contratto d’impiego, coinvolgendoli nella realizzazione di divise scolastiche,
abbigliamento brandizzato per lanci promozionali, decorazioni fatte di perline.
Ma proviamo a immaginare anche soltanto, sul lungo periodo,
cosa può succedere nelle case in cui fa il suo ingresso Wonderbag: spese
energetiche ridotte, e quindi la possibilità di investire diversamente i soldi
risparmiati
; donne e giovani che possono prendere per sé un attimo di pausa,
mentre attendono che il pasto per la famiglia finisca di cuocere, sviluppando
nuove abilità in altri lavori o semplicemente dandosi allo studio.

Comprendere le reali necessità di un Paese in via di
sviluppo forse significa aiutarlo a crescere, o meglio ancora a sviluppare la
consapevolezza di se stesso, piuttosto che fornirgli tecnologie e risorse per i
quali non c’è un’adeguata coscienza culturale. Forse, neppure nel mondo
occidentale.

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