Nel Novacolor Showroom di Brera, in Corso Garibaldi 91, l'azienda specializzata da oltre 40 anni in decorazione degli interni sceglie di indagare ciò che non è immediatamente visibile: l’intervallo in cui la luce attraversa la materia, trasformando la superficie in linguaggio architettonico. Nasce così “The Light Between”, il concept annuale del brand Novacolor, di San Marco Group, che dà vita alla Signature Collection 2026 che si concretizzerà nell'allestimento realizzato con la direzione artistica dell’architetto Michael Vincent Uy. Si tratta quindi non solo di una semplice esposizione, ma di un evento culturale e sensoriale per coinvolgere professionisti del design e creativi internazionali, dove ogni elemento diventa strumento narrativo e dove luce e materia si incontrano per rivelare profondità, imperfezioni e dettagli invisibili.

Il concept si basa sulla luce come rivelazione; si insinua nei vuoti, negli spazi inattesi, negli intervalli tra pieno e vuoto, ed è da lì che svela ciò che altrimenti resterebbe nascosto. In “The Light Between”, la luce non è decorazione, ma azione, che trasforma l’imperfezione in valore e trasmette sostanza e significato. Ogni superficie Novacolor diventa così viva, da osservare e da attraversare con lo sguardo, in un dialogo tra tatto, colore e profondità. Per il Fuorisalone, lo showroom assume quindi una dimensione quasi museale, dove il colore lascia volutamente il passo alla materia. Le superfici diventano protagoniste: texture, profondità e riflessi rivelano la dimensione tattile dei materiali Novacolor in un ambiente calibrato e tono su tono.
La signature collection, che scaturisce dal concept “The Light Between”, si traduce in sei design pieces, ciascuno ispirato a un diverso modo in cui la luce interagisce con la materia:
- RADIANCE – Luce intensa e diffusa che illumina e valorizza la materia con energia vibrante - I prodotti utilizzati sono: Archi+ Big, Archi+ Concrete, Decofix, Metallo_Fuso (ottone, rame, bronzo), R-Stone (perla e rosso), NovaPrimer.
- GLEAM – Bagliori momentanei che illuminano dettagli nascosti e sorprendono lo sguardo - I prodotti utilizzati sono: R-Stone (gold, verde, perla), Eclat_Wall Painting.
- HIVE – Trama di rilievi puntiformi che dialoga con la luce, trasformando la texture in dettagli luminosi e profondità percepibile - I prodotti sono: Zeus (argento), Metallo_Fuso (rame), NovaPrimer.
- INTERLUDE – Lo spazio sospeso in cui la luce filtra e rivela ciò che era nascosto - I prodotti utilizzati sono: Archi+ Concrete, Decofix, Novalux e Bianco, NovaPrimer.
- WEAVE – Tessitura fossile, ogni fibra è un solco che incide la luce -I prodotti utilizzati sono: Archi+ Fondo, Archi+ Concrete, Fase Silossanica, Africa, NovaPrimer.
- FACET – Piani geometrici che catturano la luce e la restituiscono in riflessi mutevoli - I prodotti utilizzati sono: Marmur Fine, CalceCruda Tinta a Stucco, NovaPrimer, Fase Silossanica.
Il fil rouge degli scatti fotografici, curati dal fotografo Matteo Imbriani con la direzione creativa dell’agenzia Freedot e con la collaborazione del reparto marketing Novacolor, è rappresentato dall'incontro tra luce e materia, un tema che attraversa tutta la collezione e ne definisce la narrazione. “Ogni finitura di The Light Between prende forma nell’incontro tra luce e sguardo, trasformando la superficie in un’esperienza progettuale unica e contemporanea.” afferma Anna Bertaccini, Brand Marketing Manager Novacolor.
Con The Light Between, Novacolor conferma il proprio ruolo come brand culturale e sensoriale, capace di andare oltre il prodotto per offrire esperienze immersive. Lo showroom Novacolor di Brera, reinterpretato per l’occasione dall’arch. Michael Vincent Uy, diventa così un dispositivo esperienziale più che un semplice spazio espositivo. Vuoti, volumi e superfici sono progettati per essere letti attraverso la luce, che guida l’esperienza e invita a rallentare, percepire e attraversare lo spazio con attenzione.

All’interno dello spazio sono presenti sei sedute Medea — la Medea Chair — reinterpretate da Uy con una finitura in Metallo_Fuso. La struttura rimane invariata, ma la superficie ne trasforma la percezione, mostrando come un trattamento materico possa modificare il carattere di un oggetto. “Nel progetto abbiamo volutamente spostato l’attenzione dal colore alla materia", afferma l'architetto Michael Vincent Uy. Lo showroom diventa uno spazio dove esplorare la dimensione tattile e luminosa delle superfici: pareti, arredi e volumi funzionano come campi materici che reagiscono alla luce e costruiscono l’atmosfera dell’ambiente.” In questo modo, come sulle pareti così sull’arredo, il rivestimento diventa lo strumento attraverso cui lo spazio prende forma e si rivela allo sguardo del visitatore. “La signature collection diventa in quest’ottica uno strumento per stimolare i sensi, suscitare emozioni e ispirare architetti e designer alla ricerca di soluzioni originali, sofisticate e memorabili”, afferma Roberta Vecci, International Marketing Director San Marco Group.
Non è il pieno a creare bellezza, ma ciò che la luce attraversa, rendendo visibile l’invisibile.



