Brera | “La casa di marmo” di Margraf

Un progetto firmato da Hannes Peer Architecture in collaborazione con Margraf per una riflessione radicale sull’uso della pietra in architettura

In occasione della Milano Design Week, in via Cernaia 1, prende forma “La Casa di Marmo”, un progetto firmato da Hannes Peer Architecture in collaborazione con Margraf, un ambiente interamente generato dal marmo che nasce da un dialogo serrato tra progettazione e competenza tecnica. Hannes Peer Architecture ha concepito un’architettura totale, fondata su un principio unitario; Margraf ha reso possibile questa visione mettendo in campo capacità estrattiva, ricerca sui materiali, sviluppo industriale e precisione esecutiva.

Nascosta sotto il giardino di una villa storica, l’architettura si sviluppa nel sottosuolo e si rivela attraverso una sequenza spaziale calibrata. L’accesso, segnato da una scala elicoidale e da una soglia volutamente monumentale, introduce a un universo minerale continuo in cui pareti, pavimenti e soffitti emergono da una stessa matrice. La discesa diventa esperienza: il marmo Santafiora definisce l’involucro con tonalità calde e compatte. Onici, quarzi, agate e varietà traslucide si accendono grazie a un articolato progetto illuminotecnico firmato da Buzzi & Buzzi, che integra luce zenitale, retroilluminazioni e incisioni luminose per amplificare profondità e vibrazione cromatica. Il risultato è una dimensione quasi sospesa, in cui la massa acquista leggerezza senza perdere gravitas.

Hannes Peer - Photo Alexander D Hiet

Il percorso si struttura come una promenade: dall’ingresso compresso al patio centrale, fulcro del progetto, dove acqua e luce incidono la superficie lapidea trasformandola in paesaggio, fino alla conversation pit e alla cucina monolitica, dove tavolo e banco sembrano emergere da un unico blocco. Nel patio, una lama zenitale guida lo sguardo verso l’alto mentre l’acqua scende in modo continuo. Due sculture realizzate con la maestria tecnica di Margraf abitano la vasca riflettente, rafforzando la dimensione plastica dello spazio. Una parete retroilluminata di onice e pietre semipreziose, sviluppata in collaborazione con Taurini Pianeta Gemme, si trasforma in un fondale vibrante, quasi pittorico. I volumi imbottiti realizzati da Nalesso introducono un contrappunto misurato.

Sul lato opposto, la cucina si presenta con una chiarezza strutturale netta. Una parete composta da molteplici tessere lapidee si configura come un atlante minerale in cui marmi traslucidi e varietà pregiate convivono in una composizione rigorosa. Non esposizione didascalica, ma paesaggio interno, dove le venature diventano linee narrative e le sedimentazioni raccontano tempi geologici. La camera da letto conclude la sequenza in una dimensione più raccolta.