Per Beko, la sostenibilità non è un tema accessorio, ma un principio fondante che attraversa ogni fase del ciclo produttivo e di vita dei suoi elettrodomestici. Etica, innovazione e design si intrecciano in un modello che guarda alla riduzione dell’impatto ambientale come leva di progresso e competitività.
I numeri dell'impegno

“In Beko Europe la sostenibilità è parte integrante di ogni nostra azione – spiega Michela Lucchesini, Direttore Marketing & Brand Beko Italia – dai programmi di inclusione e parità alla progettazione dei prodotti, dalla produzione al consumo fino alla gestione del fine vita dell’elettrodomestico. Il nostro approccio è in linea con la visione Respecting the World, Respected Worldwide, e compatibile con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Stiamo mantenendo il nostro impegno nel raggiungere l’obiettivo Net Zero entro il 2050,in linea con lo standard SBTi Corporate Net Zero”. Un impegno che si traduce in numeri concreti: nel 2024 Beko ha mantenuto un tasso di utilizzo di energia verde del 60,5% in tutti i siti produttivi, risparmiando 223.650 m³ di acqua, 59.901 gigajoule di energia ed evitando 5.800 tonnellate di CO₂e. Parallelamente, sono state impiegate 27.835 tonnellate di plastica riciclata e oltre il 61% del fatturato è derivato da prodotti ad alta efficienza energetica.
Per un modello di economia circolare
Ma l’impegno di Beko va oltre la performance tecnica, per diventare modello di economia circolare. “La circolarità – racconta Lucchesini – è parte integrante dei nostri programmi aziendali. Con il progetto Reduce–Refurbish–Recycle trasformiamo gli elettrodomestici restituiti in prodotti rigenerati di alta qualità su scala industriale”. In Italia, l’attività di ricondizionamento è stata lanciata a settembre del 2022 presso il centro di Carinaro (Caserta) che impiega 15 operatori: “Ricondizioniamo grandi elettrodomestici di varie categorie – lavatrici, frigoriferi, lavastoviglie – con una media di 1.100 pezzi al mese nel 2024. I prodotti vengono rimessi in circolazione a prezzi ridotti del 10-30% rispetto al prezzo al dettaglio, rendendo le scelte sostenibili più accessibili”.

Bilanciare responsabilità e fattibilità produttiva
La sfida più complessa, spiega Lucchesini, è spesso culturale e tecnologica: “Uno degli ostacoli principali nell’applicazione dei principi di ecodesign è bilanciare responsabilità ambientale e fattibilità produttiva. Molti eco-materiali non sono ancora pienamente ottimizzati per la produzione su larga scala, ponendo limitazioni che stiamo continuamente cercando di superare attraverso l’innovazione e la collaborazione, e talvolta il consumatore li percepisce come meno durevoli o o meno esteticamente gradevoli, il che crea un vero e proprio dilemma di design”. Sul fronte della catena di approvvigionamento, Beko dà priorità all’approvvigionamento locale e alle partnership per minimizzare l’impronta di carbonio, anche se questo può occasionalmente limitare la disponibilità dei materiali e la scalabilità.

Collaborare per creare valore per le imprese e il pianeta
Oggi la sostenibilità, per Beko, è anche una leva di competitività. “Non è più solo un investimento a lungo termine – sottolinea Lucchesini – ma un vantaggio immediato. I consumatori la richiedono, le le autorità di regolamentazione la impongono e i brand che la integrano nella loro strategia ottengono benefici tangibili immediati attraverso la fiducia, la differenziazione e la rilevanza sul mercato”. Un elemento chiave del futuro sostenibile del settore è la collaborazione tra aziende, un un potente acceleratore che stimola l’innovazione, armonizzando gli standard e amplificando l’impatto lungo tutta la catena del valore. “La transizione verde – conclude Lucchesini – è una responsabilità condivisa che prospera sull’azione collettiva. Allineandosi sugli standard, co-investendo nell’innovazione e promuovendo politiche eque e lungimiranti, le aziende possono trasformare la transizione verde da una sfida in un’opportunità condivisa, creando valore per le imprese, la società e il pianeta”.



