"Il progetto Baia rappresenta l’essenzadel Dna Schiffini", spiega Marco Costanzi. Anzitutto per via del richiamo al mare. Schiffini nasce, infatti nel 1927 a La Spezia producendo arredi per il settore nautico. "E il mare è sempre stato anche un elemento profondamente legato alla direzione artistica di Vico Magistretti, tanto che riaffiora anche in alcuni suoi progetti iconici, come Cinqueterre e Cina. Quindi non è casuale la scelta del materiale impiegato per le ante, l’alluminio, utilizzato anche in ambito nautico, che si connota per la leggerezza, la resistenza e la totale riciclabilità", prosegue Costanzi, fondatore dello studio Marco Costanzi Architects - con sedi a Imola e Roma - nonchè art director di Schiffini dal 2025, brand che guida con una strategia fondata sul recupero dell’identità storica e sull’innovazione tecnologica.

"Il progetto di Baia - continua Costanzi - è nato quasi casualmente, partecipando a un’asta di design, quando acquistai un meraviglioso tavolo basso disegnato da Vico Magistretti e prodotto da Dino Gavina nel 1968, connotato da una forma quadrata, dettagli essenziali e dalla grande attenzione alla funzionalità". Il design Baia punta sugli angoli dell’isola, che si ammorbidiscono così come quelli delle ante che si innalzano sopra i filo del top. "In generale, le cucine si riconoscono da pochi elementi: la maniglia, lo spessore e il materiale del piano, la solidità delle parti meccaniche e alcune finiture, ma soprattutto per la forma complessiva e per il modo in cui è disegnata l’isola, e in particolare per i suoi angoli. Se poi ci si riferisce all’ambito della nautica, per ragioni funzionali la direzione prevalente tra i designer è addolcire e arrotondare le forme. Seguendo tale logica, e ripensando al quel tavolo basso, per Baia abbiamo lavorato proprio sull’angolo: inizialmente smussandolo in modo regolare per poi arrivare a una curva piena e continua, perfetta al tatto e quasi morbida nella percezione, dal carattere che possiamo definire volutamente più femminile".

L’architetto si sofferma sul “colore”. "Abbiamo utilizzato una speciale nuance dell’alluminio, una finitura ottenuta grazie all’impiego di nanotecnologie e leggermente goffrata, che restituisce diverse sfumature in base alla luce e al punto d’osservazione. Stiamo anche già sviluppando una versione di Baia con ante in legno, pensata mantenendo coerenza con il linguaggio del progetto, che si inserisce nel mercato in modo più tradizionale".

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