Arrital. La cultura della cucina

Nel 2012 si gioca una partita importante per il settore cucina e Arrital vuole presentarsi all’appuntamento con un “vestito” capace di raccontare con più efficacia la realtà dell’azienda”. Così Christian Dal Bo, da un anno direttore commerciale dell’azienda di Fontanafredda, commenta la nuova strategia di comunicazione che trova la sua sintesi espressiva nella campagna stampa, forte e innovativa, con la quale l’azienda affronterà il nuovo anno. Una campagna dove protagonista assoluta è una donna elegante e assertiva che dichiara: “Ho cambiato cucina e non so cucinare”, ponendo l’accento sull’emozione del desiderio, che va oltre a quella del bisogno, e sulla cultura dell’abitare. Un messaggio che si ritrova nel nuovo pay off “K_culture”, dove K sta per kitchen e “culture esprime “Cultura della cucina. Di sapori, spazi e stili. Di forme e materiali. Cultura di idee, emozioni, esperienze di incontro e convivialità”.

L’operazione di rebranding, per quanto riguarda la comunicazione, è affidata all’agenzia CLAIM, mentre la progettazione della nuova immagine ed il format dei nuovi cataloghi è coordinata dall’arch. Franco Driusso (Driusso Associati Architects), che da anni affianca per il design e l’art direction Adriano Tonussi, responsabile in azienda del comparto Design e Marketing.
Il primo capitolo vede protagonista il sistema Ak_01 che fotografa e racconta in modo diverso le potenzialità espressive di un programma già esistente, ma ora la sfida è quella di proporre ad Eurocucina un prodotto con una immagine ricercata, con una ampiezza importante di varianti, per finiture e modularità, ad un prezzo adeguato”.

Una missione, come ricorda ancora Christian Dal Bo, che è il vero punto di forza di Arrital. “Un’azienda nata nel 1979, cresciuta con una identità classica che progressivamente ha lasciato posto ai programmi moderni, forte di una gamma molto profonda nella modellistica. Pur avendo il focus nel mercato medio, che continua ad essere il nostro riferimento, Arrital ha investito negli anni trascorsi in processi produttivi affinando ulteriormente quel rapporto qualità/prezzo che è vincente, oggi più che mai. Forti di un contenuto ampiamente riconosciuto dal mercato, in primo luogo dai nostri clienti, oggi stiamo lavorando sul contenitore, in altre parole sull’immagine e sulla sua percezione”.

Gli investimenti di comunicazione per elevare il valore percepito avranno una ricaduta sul posizionamento di prezzo?
Siamo cresciuti nella pancia del mercato e in quella fascia vogliamo rimanere, senza alcun timore però, di affrontare il mercato medio-alto, forti proprio del fatto che non ritoccando i listini abbiamo fornito ai nostri clienti una gamma ancora più ampia di prodotti, declinata in nove fasce. Per ognuna è garantita la qualità dei componenti, che sono gli stessi per tutte le soluzioni, e la modularità che prevede ad esempio, 4 misure in altezza e 14 in larghezza per il fusto, elementi, quest’ultimi, che diventano fondamentali per chi fa della progettazione un motivo di vendita”.
 
Quali sono state le prime reazioni della vostra rete e quali sono i prossimi sviluppi?
La campagna di comunicazione, presentata con successo ad ottobre alla rete vendita, è una tappa fondamentale di un ragionamento iniziato nei primi mesi del 2011 che prevede un piano di sviluppo triennale, in Italia e sui mercati stranieri dove Arrital sviluppa già il 45% del proprio fatturato. Contemporaneamente stiamo portando avanti un lavoro capillare sul territorio che ha già portato come risultato l’inserimento di Arrital in negozi prestigiosi. Realtà dinamiche che hanno trovato nella nostra azienda un partner in grado di offrire risposte a un ampio ventaglio di esigenze che vanno dalla cucina con i frontali e il piano in gres, presentata ad Eurocucina 2010, alle soluzioni in laminato, un materiale versatile che oggi è tornato ad occupare una quota importante nel mercato e su cui l’azienda ha una grande e provata competenza”.

Una competenza sul prodotto che fa parte del dna aziendale e che oggi Arrital può permettersi di comunicare in modo diverso. Con stile, e una giusta dose di aggressività, per ribadire il proprio ruolo sul mercato e promuovere una cultura in cucina fatta anche di sapori e di emozioni.

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