Toncelli apre a Shanghai

interviste –

Lorenzo Toncelli racconta quali siano le strategie che hanno portato all’apertura del primo showroom monomarca dell’azienda a Shanghai

Con una grande festa conviviale e alla
presenza del Console Generale d'Italia a Shanghai, il 5
luglio
scorso è stato inaugurato a Shanghai il primo showroom
Toncelli
. Localizzato sullo storico Bund, oggi oggetto di una
importante riqualificazione, il monomarca cinese Toncelli è una
tappa fondamentale per lanciare il marchio nel più grande mercato
del Far East
.
Lorenzo Toncelli
, amministratore
unico dell'azienda, spiega quali siano gli obiettivi e quali le strategie per conquistare posizioni su un mercato potenzialmente
enorme, dopo i successi già registrati in Corea, e quali siano i
programmi dell'azienda per aumentare ulteriormente la sua presenza
sui mercati esteri.

Qual è stato il percorso per cui
Toncelli ha deciso di inaugurare proprio a Shanghai il suo primo
monomarca cinese?
“Sono ormai 12 anni che l'azienda
lavora con successo in tutto il Far East e l'esperienza avuta a
Seoul, primo monomarca Toncelli in Asia, ci ha convinto che anche in
Cina avremmo potuto ripetere la storia. Era solo una questione di
tempo e soprattutto di trovare il giusto partner perché vendere
Toncelli significa sposare una missione.
”

Chi gestisce lo showroom e quali
sono i suoi potenziali clienti (
contractors,
architetti o consumatori finali)?

“Il nostro attuale partner cinese
ha il suo core business nei sistemi di riscaldamento e
condizionamento sia domestico che industriale ed è quindi il primo
interlocutore con i constructors e developers. Questo è il canale
che la Toncelli ha sempre perseguito negli anni e questa è la
ragione perché ci siamo decisi ad entrare anche nel mercato cinese:
l'aver trovato il giusto partner con esperienza decennale nel
settore projects.
”

Dopo l'apertura sono previsti
altri eventi o attività di promozione per far conoscere il marchio e
lo showroom?
“Già l'inaugurazione è stata
un evento di grande risonanza mediatica al quale abbiamo avuto
l'onore di ricevere la visita del Console Generale d'Italia a
Shanghai, Vincenzo De Luca. La strategia commerciale dello showroom
non è quella di vendere al pubblico ma di organizzare eventi
dedicati ai professionisti del settore immobiliare partendo dagli
studi di architettura e per finire ai costruttori passando per i
developers. La mia presenza sul territorio e le continue e mirate
presentazioni dell'azienda sono la base della nostra idea di fare
business.
”

Shangai è una delle tappe del
processo di internazionalizzazione che l'azienda sta seguendo in
questi ultimi anni. Qual è oggi la quota di fatturato dell'export
e quale è l'obiettivo da raggiungere nei prossimi due anni? Quali
i paesi più interessanti?
“Shanghai è un ulteriore tassello
che si aggiunge a realtà commerciali nel Far East già esistenti e
consolidate come Seoul, Taipei, Singapore e Kuala Lumpur. Altri
mercati di riferimento per la mia azienda sono, e lo saranno
maggiormente in futuro, Israele e la Russia. L'incidenza del
fatturato estero su quello della Toncelli è di oltre l' 80%.
L'intenzione è quella di riprendere quote di mercato in Italia, un
mercato che ci sta dando ragione delle scelte effettuate nel passato
e che quindi merita attenzione. Oltre al mercato nazionale i prossimi
mercati saranno quello indiano, vietnamita e indonesiano. Stiamo
anche arrivando sul mercato brasiliano. Tutto con calma e non prima
di aver trovato il giusto partner.
”

Quali sono le opportunità e le
difficoltà che incontra un'azienda italiana di nicchia e con un'anima artigianale proponendosi su mercati di grandi numeri, come
quelli asiatici?
“La cosa principale per lavorare
in quei territori è conoscere e condividere il loro stile di vita.
Questa è stata la chiave del mio successo, aver trovato persone che
mi hanno prima di tutto insegnato a pensare e mangiare come loro.
Avere un prodotto di nicchia ci ha aperto le porte e la grande
flessibilità dell'azienda ci ha consentito di soddisfare anche
richieste di projects. Negli ultimi 4 anni abbiamo consegnato oltre
3.000 cucine destinate ai contracts, producendole con la stessa
qualità delle cucine Toncelli e utilizzando outsourcing. Diventa
facile dall'alto scendere, ma non è la stessa cosa fare l'inverso.
Non aver mai avuto problemi di consegna ha consacrato il nostro
marchio come affidabile.
”

Tornando all'Italia, ci sono
programmi di sviluppo anche nel nostro paese?
“Dopo anni in cui lo sguardo era
rivolto all'estero, adesso stiamo guardando all'Italia
semplicemente perché è lo stesso mercato che ci cerca. Avere un
prodotto unico rispetto agli altri ci rende diversi. Nonostante la
crisi siamo intenzionati a riprenderci quelle quote di mercato che ci
spettano. E lo faremo selezionando quelle realtà che vendono
progetto e non prodotto.
”