Schiffini, dall’heritage al nuovo outdoor

Con Sesta, Schiffini torna alla nautica e la proietta in una nuova visione dell’abitare outdoor: materiali resistenti, dettagli progettuali e finiture evolute definiscono una cucina pensata per vivere oltre i confini della casa

Tornare alle origini per guardare avanti. È questa la direzione scelta da Schiffini con Sesta, un progetto che riporta al centro del percorso dell’azienda quella nautica da cui tutto era partito. Nel 1925, infatti, il brand nasce a La Spezia proprio attraverso la realizzazione di arredi per il settore navale: un’esperienza che ha contribuito a costruire nel tempo una cultura progettuale fondata su precisione, affidabilità e capacità di confrontarsi con condizioni particolarmente impegnative. Un rapporto con il mondo nautico che non si è mai realmente interrotto e che, attraverso la divisione Marine, ha portato Schiffini a collaborare negli anni con importanti cantieri italiani e internazionali per l’arredo degli yacht.

Un heritage che torna a bordo

È su questo patrimonio di competenze che oggi si innesta Sesta, prima nuova cucina sviluppata da Schiffini per il mondo degli yacht e, allo stesso tempo, progetto strategico per ampliare il raggio d’azione del brand verso l’outdoor residenziale. Una scelta che non nasce quindi dalla semplice trasposizione di una cucina da interno all’esterno, ma dalla volontà di trasferire in un nuovo ambito il know-how maturato in un contesto, quello nautico, dove materiali, finiture e soluzioni costruttive devono confrontarsi quotidianamente con acqua, salsedine, umidità, agenti atmosferici e movimento. La storia di Schiffini è quella di un’azienda che ha costruito la propria identità attraverso l’innovazione e il dialogo con il progetto. Negli anni ’50 è tra le prime realtà italiane a puntare sulla produzione in serie di cucine modulari, mentre negli anni ’60 la collaborazione con Vico Magistretti contribuisce a definire un linguaggio destinato a diventare iconico.

A questa esperienza si aggiunge nel tempo un lungo elenco di collaborazioni con protagonisti del design internazionale, da Alfredo Häberli ad Alfonso Arosio, Giuliano Giaroli, Jasper Morrison, Tito Agnoli, Ludovica Serafini e Roberto Palomba, fino a Ugo Nespolo. Sesta rappresenta oggi un nuovo capitolo di questa storia. Il progetto nasce da una prima collaborazione con Cantieri Navali Sanlorenzo ed è firmato da Ballabeni & Catellani Studio con Schiffini Yacht Division, sotto la direzione artistica di Marco Costanzi. Come sottolinea Gianluca Menini, direttore commerciale Italia Schiffini: “Un legame con la nautica, mai davvero interrotto: attraverso la divisione Marine, Schiffini ha rinnovato concretamente l'antico rapporto con il mondo navale, collaborando nel tempo con alcuni tra i più importanti cantieri italiani ed esteri per l'arredo delle cucine a bordo di yacht”.

Una cucina progettata per il movimento

Il carattere di Sesta nasce prima di tutto dalla sua costruzione. Il progetto evita gli spigoli vivi e introduce angoli arrotondati e profili smussati, una scelta estetica ma soprattutto funzionale, pensata per accompagnare i movimenti a bordo e rendere più sicuro e fluido l’utilizzo della cucina. Anche il piano di lavoro è studiato in funzione della navigazione: il top in gres porcellanato (disponibile in quattro differenti finiture) presenta un bordo rialzato, che contribuisce a contenere liquidi e oggetti in presenza delle oscillazioni della barca, mentre la superficie è caratterizzata da una specifica lavorazione antiscivolo.

La configurazione mette inoltre in relazione materiali differenti, scelti per le loro prestazioni e per la capacità di costruire un’estetica essenziale ma materica. Le ante in teak portano nel progetto il calore e la naturalezza del legno, mentre il piano snack in alluminio introduce un elemento più tecnico e leggero. I maniglioni in alluminio, oltre a facilitare la presa e l’utilizzo, diventano veri e propri elementi caratterizzanti della composizione, interrompendo la pulizia delle superfici con un dettaglio funzionale dal forte valore espressivo. A completare il progetto sono le soluzioni e i trattamenti studiati per garantire resistenza agli agenti atmosferici e alla salinità.

Dallo yacht all’outdoor

È qui che si definisce il vero valore strategico di Sesta. La cucina, infatti, non rimane confinata al mondo degli yacht, ma si propone anche in una versione dedicata all’outdoor residenziale, mantenendo gli stessi principi di resistenza, funzionalità e cura del dettaglio. Cambiano naturalmente alcune configurazioni e divisioni, adattandosi alle esigenze degli spazi esterni domestici, mentre rimane invariato il linguaggio progettuale. Dal mare alla terrazza, dallo yacht alla casa, il progetto costruisce così un ponte tra due mondi accomunati dalla necessità di resistere, funzionare e durare, portando nell’outdoor un’esperienza progettuale nata quasi un secolo fa proprio sulle banchine di La Spezia.