Il Salone che connette

Dal cuore delle manifestazioni core alle nuove frontiere del Contract e di Raritas, il Salone 2027 costruisce connessioni tra mercati, professioni e culture

“Il design attraversa mondi diversi, il Salone li connette”. È da questa idea, rilanciata dalla presidente del Salone del Mobile.Milano Maria Porro durante la conferenza stampa di presentazione delle anticipazioni del Salone 2027, svoltasi alla Fondazione Sozzani il 6 ottobre, che prende forma il programma dell’edizione numero 65, in agenda dal 13 al 18 aprile. In un momento segnato da conflitti, trasformazioni e punti di riferimento sempre meno stabili, la manifestazione milanese sceglie di rafforzare il proprio ruolo di luogo capace di ridurre le distanze e costruire relazioni.

Una responsabilità sottolineata anche da Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, che in un momento particolarmente complesso per il settore “deve continuare a generare occasioni di crescita per gli espositori. La filiera legno-arredo è pronta alla sfida, consapevole di dover compiere un salto di qualità per rispondere a progetti e business più su larga scala”. Tessere relazioni, intercettare segnali prima che diventino cambiamenti di mercato e mettere in contatto mondi che normalmente procedono su percorsi paralleli è una missione che il Salone, sempre più inteso non soltanto come luogo in cui vedere il design, ma come infrastruttura capace di farlo accadere, ha fatto ormai propria.

La dimensione internazionale

Una vocazione che parte dalle manifestazioni core – Salone Internazionale del Mobile, International Furnishing Accessories, Workplace3.0 – e si apre alle nuove piattaforme dedicate a mondi professionali e mercati in evoluzione. “È da questa base, solida e plurale che costruiamo il 2027: i nuovi progetti e il percorso internazionale non spostano questo centro, ma ne ampliano la capacità di generare opportunità, connettendo le imprese con nuove committenze e con chi progetta, decide, investe e acquista nel mondo”, ha sottolineato Maria Porro, indicando nella capacità di mettere in contatto geografie e comunità diverse uno degli asset strategici del Salone. La dimensione internazionale resta infatti centrale: gli espositori esteri rappresentano il 36,6% del totale, mentre il 68% degli operatori presenti arriva dall'estero. E il 68,9% del fatturato delle aziende italiane espositrici viene generato sui mercati internazionali. Una rete che coinvolge 167 Paesi e che il Salone intende ulteriormente ampliare attraverso il World Tour, realizzato con ICE e Ministero degli Esteri, da Londra a New York, Chicago e Miami, dall'Asia a Riad, fino a Lagos, Cape Town, Città del Messico e Hong Kong.

Il cuore e le biennali

Maria Porro e Paolo Urbinati, presidente di Assoluce

Al centro rimangono le manifestazioni che costituiscono il cuore del Salone, con un sistema manifatturiero italiano composto per l'82% da microimprese che trova nella fiera uno strumento fondamentale per aprirsi ai mercati internazionali. “Il Salone aiuta questo sistema manifatturiero diffuso ad aprirsi all'internazionale”, ha ricordato Porro. Accanto al nucleo principale, le biennali continuano a rappresentare un laboratorio di innovazione. Nel 2027 sarà nuovamente protagonista Euroluce, giunta alla 33ª edizione, dopo un profondo ripensamento del layout e del format. Per Paolo Urbinati, presidente di Assoluce, la sfida è anche quella di qualificare sempre più il pubblico. “Euroluce rappresenta la luce in tutte le sue dimensioni, da quella decorativa a quella architetturale. In questo sviluppo si inserisce The Euroluce International Lighting Forum, che abbiamo fortemente voluto per mettere in dialogo progettisti, architetti e lighting designer con i mondi della ricerca, della cultura e dell’innovazione”.

Il Contract cambia scala

È soprattutto sul Contract che il Salone 2027 sembra voler compiere un salto di scala: la vera novità di questa edizione sarà infatti il debutto di Salone Contract, una vera e propria piattaforma dedicata a un mercato nel quale il valore si sposta dal singolo prodotto alla capacità di integrare prodotti, servizi, competenze e gestione all’interno di progetti complessi, pensata per mettere allo stesso tavoloaziende, studi di architettura, developer, investitori e tutti gli attori chiamati a gestire progetti complessi. A dare forma a questa nuova piattaforma sarà il Masterplan di Rem Koolhaas e David Gianotten / OMA. Uno spazio di 4500 mq organizzato intorno a quattro dispositivi: la Dome (la piazza centrale), i Podium, i Project Space (dedicati ognuno alle differenti tipologie di contract)e le aree B2B. Modelli architettonici trasportabili su carrelli, spazi ibridi e in continua trasformazione, aree B2B per incontri e formazione e il Podium, dove industria e design si incontrano, contribuiranno a costruire questa nuova dimensione. A sostegno del progetto nasce la collaborazione tra Salone del Mobile.Milano e PwC, pensata per mettere a disposizione delle imprese contesto, conoscenza, dati e strumenti di lettura utili a orientarsi in un mercato complesso e in rapida evoluzione. I numeri raccontano infatti le potenzialità del comparto: il mercato globale del real estate vale circa 800 miliardi di euro per i nuovi progetti, con un'opportunità stimata tra gli 80 e i 100 miliardi di euro il valore potenziale globale delle forniture Contract FF&E nelle principali asset class considerate.

Le Americhe rappresentano l’area più consistente, con un range stimato tra 34,8 e 42,6 miliardi di euro, seguite da APAC, tra 27,9 e 34,2 miliardi, ed EMEA, tra 16,7 e 20,4 miliardi. Per destinazione d’uso, il Living costituisce il bacino maggiore, con circa 40-49 miliardi, seguito dagli uffici, circa 17-21 miliardi, dal retail, circa 15-18 miliardi e dall’hospitality, circa 7-9 miliardi. “Ci occupiamo delle esigenze dei clienti, ma anche del sistema economico che le accoglie” ha spiegato Giovanni Andrea Rossella, presidente e a.d.di PwC, sottolineando la volontà “di gestire la complessità” e aiutare le aziende a individuare dove indirizzare gli investimenti. Luca Palermo (a.d. e d.g. FederlegnoArredo Eventi) ha sottolineato come l’ecosistema del Salone debba quindi aprirsi agli studi di architettura ma anche ad altri mondo come quello degli sviluppatori. “Per aiutare le aziende a orientarsi in questo scenario, il Salone incollaborazione con PwC porteràil tema Contract nei territori produttivi, nello specifico a Milano, Padova e Roma, creando occasioni di dialogo diretto sulle competenze, le necessità e le opportunità della filiera”. Accanto a questo, anche un tour internazionale di Salone Contract, che farà tappa a Shanghai, Londra, Miami, Riyadh.

Raritas, l'unicità come ponte

Maria Porro e Annalisa Rosso, Direttore editoriale e Cultural-Advisor Salone del Mobile.Milano

Dopo il debutto, torna anche Salone Raritas, progetto dedicato al collezionismo, ai pezzi unici e alle produzioni speciali. “Il primo tema è quello delle geografie, è importante capire chi sono gli interlocutori, per aprire ponti e per nuove culture – ha sottolineato Annalisa Rosso, Direttore editoriale e Cultural-Advisor Salone del Mobile.Milano -, quindi il tema delle collaborazioni che io chiamo alleanze produttive: stiamo supportando manifatture italiane e straniere, mettendo anche a sistema le gallerie, tenendo sempre presente che Raritas è sì un progetto culturale ma è anche utile per aprire nuove occasioni di business”. La seconda edizione rafforza il carattere internazionale del progetto e introduce già un nome di primo piano: India Mahdavi, architetta, designer e scenografa, lavora da oltre vent’anni attraversando senza soluzione di continuità architettura, interni, furniture design, oggetti e allestimento.

Marva Griffin

SaloneSatellite: il talento diventa patrimonio

Dentro la strategia 2027 resta centrale SaloneSatellite, il progetto fondato e curato da Marva Griffin Wilshire, che dal 1998 mette in relazione i designer under 35 con il mondo delle imprese e della produzione. Questa funzione di ponte tra talento e industria è oggi raccontata anche dalla Collezione Permanente del SaloneSatellite, che custodisce 415 oggetti.